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L’origine della specie nella teoria di C. Darwin



La teoria Di Darwin è basata su alcune fondamentali osservazioni:
• le specie tendono a moltiplicarsi secondo una progressione geometrica, in assenza di pressione ambientale;
• nelle condizioni naturali, ciò non si verifica e le dimensioni delle popolazioni restano costanti
anche per lunghi tempi, a parte fluttuazioni poco significative;
• nell’ambito di una specie gli individui non sono tutti uguali; fra di essi vi è una notevole variabilità.
Da queste premesse Darwin fece scaturire l’ipotesi che le specie interagiscono con fattori ambientali e ne sono condizionate; questi fattori selezionano sfavorevolmente i gruppi non idonei. La moltiplicazione degli individui non avviene dunque secondo una progressione geometrica, perché non tutti gli adulti sopravvivono: particolari condizioni ambientali, quali ad esempio carenza di sostanze nutritive o presenza di grossi predatori, innescano forti competizioni per il soddisfacimento di esigenze alimentari o per la conquista del territorio; in questa loda per l’esistenza gli individui più “forti”, più idonei al particolare insediamento, risultano avvantaggiati, a discapito degli individui meno idonei .
Le implicazioni della teoria evolutiva di Darwin suscitarono avversione in molti, che scorsero in essa un sentimento antireligioso e un’offesa alla dignità dell’uomo, che nell’opera dello studioso aveva perso
la sua collocazione unica nel mondo dei viventi, per essere messo in relazione con altre specie.
Darwin vide dunque nell’ambiente la principale causa della selezione naturale; l’ambiente opererebbe nei tempi lunghi, via via eliminando gli organismi con variazioni sfavorevoli e premiando i portatori di variazioni vantaggiose.
Tali variazioni a volte possono consistere ad esempio in un colore diverso del piumaggio (selezione negli Uccelli), oppure nella forma del corpo e nel colore delle ali (selezione negli Insetti), in definitiva anche in pochissimi particolari che consentono ad un animale di mimetizzarsi con l’ambiente e sfuggire ai predatori. In ogni caso gli individui portatori di variazioni idonee all’ambiente saranno avvantaggiati rispetto agli altri.
Attraverso molte generazioni più variazioni favorevoli si accumulano in un gruppo di animali e lo rendono differente, così da produrre una nuova specie.
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