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Le scimmie a differenza degli altri Mammiferi avevano acquisito la visione dei colori, riuscendo a visualizzare meglio l’ambiente e a riceverne una maggiore ricchezza di immagini. Il loro cervello per questo motivo ha una migliore specializzazione delle aree visive e della memorizzazione. Esse hanno gli arti anteriori a funzione prensile e tattile, per cui sono in grado di perlustrare i luoghi di insediamento e a stabilire un contatto fisico con i loro piccoli e con gli altri animali; in complesso hanno una accresciuta sensibilità che si riflette nelle strutture cerebrali più evolute e specializzate, per funzioni più complesse.

La linea degli Ominoidi adottò la stazione eretta per importanti modificazioni dello scheletro degli arti posteriori e fu in grado di camminare sugli alberi.
Gli ominoidi circa 25 milioni di anni fa, nel mio- cene, diedero origine ai Pongidi (scimmie antropomorfe) e agli Ominidi da cui ha tratto origine l’uomo. Gli Ominidi persero presto le abitudini della vita arboricola, ma il passaggio non è ben documentato; molti studiosi ritengono che essi vi siano stati costretti da una vegetazione spoglia e rada, dovuta alle basse temperature, che non permetteva spostamenti agevoli.
Gli Ominidi erano di piccole dimensioni e ben presto svilupparono una robusta muscolatura degli arti posteriori, atti alla corsa. L’ambiente era insidioso per animali adattatisi a camminare sul terreno; la fuga, la corsa potevano costituire una valida difesa e ciò comportò modificazioni scheletriche tipiche di questa diramazione che ha portato all’uomo .
Tutte le altre linee della radiazione degli Ominidi infatti si estinsero, tranne quella che ha portato all’uomo attuale e i reperti fossili non sono abbondanti; tuttavia le ricerche si sono fatte sempre più approfondite, al fine di riuscire a individuare l’esatta origine della nostra specie.
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