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Farfalle e falene

le farfalle e le falene

Ecco la descrizione della farfalla e la falena.

Se qualcuno ti chiedesse di descrivere una farfalla, probabilmente ti verrebbe in mente uno splendido insetto dalle grandi ali variopinte, e il suo volo lieve e irregolare tra i fiori di un prato… Vero!, ma appartengono allo stesso gruppo di insetti anche le farfalle notturne, o falene, dai colori ben più smorti, che le sere d’estate hai senz’altro visto svolazzare intorno a un lampione, attirate e accecate dalla luce.

COME SI RICONOSCONO FARFALLE E FALENE?

Generalmente le falene sono di colore grigio scuro o marrone, e volano di notte. Le farfalle invece hanno colori vivaci e appaiono di giorno. Ma non sempre è così: ci sono falene colorate e che volano di giorno, e ci sono farfalle di colore scuro. Un’importante differenza tra farfalle e falene è la forma delle antenne: le farfalle hanno, all’estremità delle antenne, piccoli rigonfiamenti, mentre le antenne delle falene appaiono come fili sottili, oppure dei piccoli pettini. Inoltre, quando sono a riposo, le farfalle tengono le ali chiuse, mentre le falene tengono le ali aperte e distese. Per il resto, la struttura del corpo è la stessa.

Farfalle e falene vivono quasi in ogni luogo in cui crescono le piante, dalle quali dipendono per alimentarsi. Esistono 18.000 specie di farfalle, ma molte di più sono le falene: si conoscono almeno 170.000 specie di falene, ma gli zoologi pensano che ce ne siano migliaia ancora da scoprire.
Le più grandi fra queste creature sono le farfalle “dalle ali di uccello” della Nuova Guinea e le falene giganti: entrambe possono raggiungere i 30 centimetri di apertura alare. Le più piccole sono alcune specie di falene che misurano solo 16 millimetri.

COM’È FATTA UNA FARFALLA?


Una farfalla, come tutti gli insetti, ha il corpo suddiviso in tre parti: il capo, il torace (la parte centrale) e l’addome. Ha tre paia di zampe e ha anche due paia di ali, che sono attaccate al torace. Le ali sono coperte di minuscole squame, sovrapposte le une alle altre come le tegole di un tetto. Le squame sono spesso molto colorate, anche iridescenti in alcune specie.
Sul capo si trovano due antenne, molto sensibili agli odori e quindi utili agli insetti per trovare il cibo. Diverse falene hanno antenne grandi e flessibili, e un notevole senso dell’olfatto. Nel periodo degli accoppiamenti, il maschio può sentire l’odore della femmina ad alcuni chilometri di distanza.
La bocca di una farfalla ha la forma di un lungo tubo, che l’insetto tiene arrotolato a spirale quando non non lo usa. Per mangiare, srotola il tubo, chiamato spiritromba, e lo usa come una cannuccia per succhiare il nettare dei fiori, il succo dei frutti in putrefazione o la linfa degli alberi.
Molte farfalle e falene sono importanti animali impollinatori: volando da fiore a fiore per mangiare il nettare, trasportano i granuli di polline da un fiore all’altro, aiutando così le piante a riprodursi. Alcune falene hanno minuscole fauci al posto della spiritromba, e le usano per masticare i granuli di polline.

DALL’UOVO ALLA CRISALIDE


La vita di una farfalla si divide in varie fasi. Le uova di solito vengono deposte sulle foglie. Da ogni uovo nasce una minuscola larva, detta bruco. Il bruco ha tre paia di zampe, munite di minuscoli artigli alle estremità, che usa per aggrapparsi alle piante.
Appena nato, il bruco comincia a sgranocchiare le foglie, i boccioli e i fiori tutto intorno. Mangia continuamente e cresce così in fretta che deve cambiare la pelle diverse volte, man mano che diventa più grande (si dice che compie la muta). Quando ha terminato la sua crescita, il bruco smette di mangiare ed è pronto per la fase successiva.
A questo punto, il bruco si appende a un ramoscello e comincia a produrre un filo sottilissimo, avvolgendosi con esso fino a racchiudersi dentro un bozzolo; all’interno, il bruco subirà l’ultima muta: da crisalide a insetto adulto. Quando la trasformazione è completa, l’involucro della crisalide si rompe e la farfalla sguscia fuori, pronta a volare via e a trovare un compagno. La trasformazione da bruco in farfalla è chiamata metamorfosi.

TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA

Molti animali (uccelli, lucertole, pipistrelli…)si nutrono di bruchi. Come fare per non finire in pasto a un predatore? Nel mondo animale è molto diffusa la tecnica del mimetismo, ovvero l’arte di nascondersi agli occhi del nemico, oppure, al contrario, di rendersi ben evidenti ma in modo da ingannarlo e spaventarlo. Perciò anche i bruchi, molli, indifesi e certo non così veloci da poter scappare, si mimetizzano in vario modo.
Alcuni bruchi hanno sul corpo disegni che sembrano grandi occhi, per indurre i predatori a pensare che il bruco sia un animale molto più grande e che non sia il caso di attaccarlo. Altri bruchi emanano un cattivo odore e possiedono peli pungenti. Bruchi velenosi e pungenti sono spesso colorati in modo vistoso per avvertire gli altri animali, quasi a voler dire “state lontani da me, altrimenti…”.
Anche le farfalle e le falene adulte costituiscono il nutrimento di molti animali. Gran parte delle falene si mimetizza nascondendosi: hanno ali dello stesso colore della corteccia o del muschio, cosicché, quando giacciono sul tronco di un albero, è impossibile distinguerle. Alcune farfalle hanno sulle ali prolungamenti simili a code, per ingannare i predatori: se un uccello becca le ali invece che la testa della farfalla, l’insetto ha maggiori possibilità di salvarsi!
Altre farfalle, come i bruchi, sono velenose: dopo averle assaggiate una volta, gli uccelli imparano presto a starne lontani. In questo caso, un insetto si “sacrifica”, ma evita che altri della sua specie subiscano la stessa cattiva sorte.

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