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L'ipotesi di Darwin


Nel 1831 gli capita però un’occasione che gli cambierà la vita: a Darwin viene proposto di imbarcarsi su una nave che rimarrà in mare cinque anni, con lo scopo di cartografare in maniera precisa il Sud America, che era abbastanza sconosciuto. C’è quindi una spedizione, finanziata dalla regina, su un brigantino di nome Beagle. Il capitano, Robert Fitzroy, aveva proposto questo viaggio proprio a Darwin perché aveva bisogno di un compagno di viaggio che facesse parte delle classi colte, in modo da tenergli compagnia e che fosse nel contempo abbastanza appassionato alla storia naturale, visto che sarebbero andati in giro per il mondo e avrebbero avuto la possibilità di vedere flora e fauna e raccogliere reperti.
Darwin accetta l’invito, a 22 anni, e fa il giro del mondo. Partono dall’Inghilterra, poi vanno in nord America, costeggiano tutto il sud America per mettere a punto la loro carta geografica. Una volta nel Pacifico torneranno in patria completando il giro del mondo, attraverso l’Australia, l’Oceano Indiano e l’Africa. Tornano nel 1836.

Le osservazioni di Darwin


Quello che vede in questi cinque anni gli apre la mente e lo fa arrivare alla sua teoria dell’evoluzione. In particolare quello che lo colpisce particolarmente non è tanto la questione dei fossili, a cui si era interessato Lamarck, ma piuttosto quella della grande varietà di forme di vita che incontra. Fondamentale è il fatto che, al contrario di Lamarck, Darwin viaggia molto e man mano si sposta lungo le coste Americane vede un graduale cambiamento di flore e faune, con alcune specie magari uguali, e altre che avevano varianti diverse in diversi luoghi.

Le Galapagos


In particolare è la visita che compie alle isole Galapagos, che esalta la storia della variabilità che lui aveva già riscontrato prima. Le Galapagos si trovano a mille km dalla costa dell’Equador e sono abitate da una fauna particolare, costituita essenzialmente da rettili e uccelli. Quello che nota, però, è che le diverse isole, separate da bracci di mare di qualche centinaio di km, quindi abbastanza larghi, sono abitate da varietà leggermente distinte delle stesse forme di vita. Famosi sono i fringuelli di Darwin (ce ne sono 13 specie), che cambiano da isola a isola. Tutte queste specie, inoltre, assomigliavano comunque a una specie che abitava anche la costa dell’Equador. La stessa cosa si poteva dire anche delle tartarughe, delle iguane etc… ogni isola sembra avere la sua popolazione.

L'ipotesi di Darwin


Come si spiega questa varietà? L’idea che il creatore fosse stato lì a mettere un fringuello diverso su ogni isola sembrava a Darwin poco plausibile. Le isole non hanno un clima diverso né grosse differenze che potessero spiegare questa variabilità ed erano tutto sommato abbastanza vicine tra loro. Darwin allora ipotizza che le varie popolazioni delle diverse isole si siano originate da un antenato comune e che ci sia un qualche meccanismo che ramifica le forme di vita secondo l’albero rappresentato prima.
La prima osservazione che fa Darwin è questa: le Galapagos sono isole vulcaniche, quindi create da eruzioni vulcaniche (Darwin non era solo un biologo ma conosceva bene anche la geologia), perciò devono essere abbastanza giovani (adesso sappiamo che hanno 2 milioni di anni). Probabilmente era capitato che, a causa di un eruzione da parte di un vulcano marino, piano piano la lava si era accumulata fino a emergere dalla superficie marina. In questo modo sono nate le isole.

Popolamento delle isole


È ovvio però che all’inizio queste isole fossero nude e fatte solo di pietra, senza piante né animali. Gradualmente, però, verranno popolate, prima dalla vegetazione (le piante producono semi che vengono sparsi dal vento e dalle tempeste tropicali anche molto lontano. Prima o poi un seme era arrivato da altre isole o dal continente sulle Galapagos e piano piano era nata una vegetazione. Una volta che c’è la vegetazione quindi possono essere sostentati gli animali) poi dagli animali. Darwin nota inoltre che non c’è neanche un mammifero sulle isole: se ci fosse stato un creatore perché non avrebbe dovuto metterli anche lì ? Secondo Darwin ci sono solo uccelli e rettili perché le isole sono state popolate da qualche animale proveniente dalla costa ed è impensabile per un mammifero raggiungere le isole. Gli uccelli possono volare e non è difficile immaginare che qualche uccello, magari deviato nel suo percorso da una qualche tempesta, sia finito appunto su una delle isole Galapagos. Magari era una femmina gravida (non è impossibile che accada, visto che si parla di migliaia di anni) che ha dato quindi origine a una popolazione, che ha ormai perso qualsiasi contatto con il posto da cui deriva. Se la popolazione si amplia è possibile anche che la cosa si ripeta e quindi che venga colonizzata un’altra isola. Questi esemplari, che all’inizio erano identici a quelli della costa, rimanendo su isole che hanno una vegetazione molto diversa dall’ambiente originario, insetti diversi e condizioni diverse, finiscono con l’adattarsi a questo ambiente e diversificarsi sempre di più dal loro progenitore.

Un antenato comune


Solo se si immagina un provenienza comune con una separazione che dura molto tempo si può spiegare questa varietà di forme di vita che Darwin ha notato. Darwin quindi intuisce, nel 1835 alle Galapagos, che l’unico modo per spiegare la varietà degli organismi viventi e al contempo le loro somiglianze, è immaginare che tra gli organismi viventi ci sia un’origine comune. Grazie a questa idea due delle domande iniziali vengono spiegate. L’idea di un’origine comune può spiegare:
La variabilità: questa storia può verificarsi infinite volte produrre continue diversificazioni.
Somiglianze e differenze: tutti gli organismi hanno un progenitore comune. Se si assomigliano molto questo progenitore sarà vicino nel tempo, perché la separazione è avvenuta recentemente mentre se si assomigliano poco sarà molto lontano e le differenze saranno più consistenti.
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