Il 24 novembre del 1859 il naturalista inglese Charles Darwin pubblicò la prima edizione de “L’origine delle specie”.
Darwin, prima di pubblicarlo, passò venti anni a fare riflessioni e studi; questo libro raccoglie tutte le sue osservazioni teorizzate dopo aver raccolto dati durante i cinque anni di viaggio a bordo del brigantino Beagle lungo le coste di Asia, Africa e Sud America
Queste osservazioni si basavano sulle seguenti premesse :
1)Gli organismi concepiscono organismi simili a loro stessi: quindi il processo di riproduzione è stabile.
2)Nella maggior parte delle specie,grazie alla selezione naturale, sono pochi gli individui che sopravvivono e si riproducono in confronto al numero degli organismi nati.
3) In ogni popolazione ci sono delle differenze tra i singoli organismi; queste differenze non sono dovute all’ambiente (variabilità) e alcune di esse sono ereditabili.
4) Secondo il processo che Darwin definì “selezione naturale”, le interazioni tra differenze tra gli organismi e l’ambiente determinano le sopravvivenza di alcuni e la scomparsa di altri. Chi sopravvive si può riprodurre.

Alcune variazioni, che Darwin designò come «favorevoli», consentono agli individui di generare più discendenti di altri e, se sono ereditarie, diventano sempre più frequenti da una generazione all’altra.

5)Dopo un periodo di tempo sufficientemente lungo, la selezione naturale porta a un accumulo di cambiamenti tale da differenziare i gruppi di organismi. Così hanno origine nel tempo specie diverse.

Un processo evolutivo osservato direttamente riguarda la “Biston Betularia”, la farfalla punteggiata delle betulle il cui colore delle ali è determinato geneticamente.
I naturalisti inglesi del diciannovesimo secolo avevano osservato che la Biston Betularia più comune era quella di colore chiaro,la quale si posava solitamente sui tronchi coperti dai licheni apparendo così quasi invisibile (proprio per la sua colorazione).
Man mano che procedeva l’industrializzazione dell’Inghilterra, le particelle di fuliggine causarono l’inquinamento dell’ambiente, scomparvero i licheni e i tronchi degli alberi rimasero sempre più spogli che si scurirono.
Nelle regioni più inquinate,le farfalle chiare furono velocemente sostituite da quelle scure.
Il colore scuro era presente nella popolazione come una variazione naturale, infatti le falene nere erano sempre esistite, anche se in piccole proporzioni; erano solo cambiate le condizioni ambientali, che mentre prima favorivano le farfalle chiare, ora avevano favorito quelle scure.

Le falene che riuscivano a mimetizzarsi grazie al colore delle loro ali sfuggivano più facilmente agli uccelli insettivori e avevano più probabilità di riprodursi. Nelle zone meno inquinate le falene bianche erano meno visibili e quindi riuscivano a evitare di divenire prede degli uccelli, ma con l’inquinamento si era verificato il contrario.
L’esempio di Biston betularia costituisce una prova del processo di selezione naturale, infatti gli organismi che sopravvivono e si riproducono sono quelli più integrati nell’habitat o più forti, mentre spesso gli altri devono far fronte all’estinzione.

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