Secondo la teoria dell'attualismo formulata dal geologo James Hutton la terra aveva una storia molto lunga; un altro contributo alla teoria evolutiva venne dato dall'inglese William Smith e dai suoi studi sulla stratificazione delle rocce contenenti fossili, ossia resti fi organismi morti. Il paleontologo Georges Cuvier si oppose alla teoria dell'evoluzione sostenendo che la scomparsa delle specie di un tempo era da attribuirsi alle catastrofi. Mentre lo scienziato Jean Baptiste Lamarck elaborò la prima teoria dell'evoluzione che si basava su 2 principi fondamentali:
-l'ereditarietà dei caratteri acquisiti;
-l'esistenza di un impulso inconscio che spinge gli esseri viventi verso una maggiore complessità. La teoria dell'evoluzione formulata dal naturalista inglese Charles Darwin fu concepita durante il suo viaggio intorno al mondo nel 1831 e anche grazie alla lettura dei testi di Charles Lyell: il concetto dell'evoluzione darwiniana è la selezione naturale (ossia la scelta-da parte della natura-degli individui favorevoli per vivere) che agisce sia per produrre cambiamenti sia per mantenere variabile la popolazione. Il risultato della selezione naturale è l'adattamento dei popoli all'ambiente (ne è un esempio il fenomeno del mimetismo degli animali che si intonano con lo stesso colore delle piante o degli altri animali per sfuggire ai predatori). Le teorie attuali individuano 4 categorie di selezioni naturali:

-la selezione stabilizzante che porta all'eliminazione dei fenotipi estremi nella popolazione;
-la selezione divergente che porta alla scelta dei fenotipi estremi a danno di quelli intermedi;
-la selezione direzionale che porta alla scelta di un solo estremo;
-la selezione sessuale che è la causa del dimorfismo sessuale (le differenze fra comportamenti di maschi e femmine).

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