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La classificazione degli esseri viventi

Lo studio approfondito delle cellule ha portato a riorganizzare la classificazione degli esseri viventi. Oggi si adotta comunemente lo schema proposto dal biologo statunitense Robert H. Whittaker, che si basa su tre criteri fondamentali: il numero di cellule dell’organismo, la tipologia e la struttura delle cellule, il sistema di nutrimento.

Whittaker suddivide gli organismi in cinque regni, elencati nella tabella allegata.

Si dicono autòtrofi gli organismi in grado di ricavare il proprio nutrimento da sostanze inorganiche. Sono invece eteròtrofi gli organismi che, per nutrirsi, necessitano di composti organici presintetizzati. Gli organismi eterotrofi si definiscono anche consumatori, primari quando si nutrono di organismi autotrofi, di ordine superiore quando predano altri eterotrofi.

La classificazione di Whittaker prende in considerazione l’aspetto evolutivo degli organismi. Dei gruppi sopra elencati i primi sono progenitori dei successivi, che sono via via più complessi e diversificati.

Per ulteriori suddivisioni dei viventi entro i cinque regni si fa ancora oggi riferimento alla classificazione tassonomica proposta nel 1700 da Karl von Linné (altrimenti noto come Carolus Linnaeus o Carlo Linneo), sebbene sia stata più volte riveduta e perfezionata. Il biologo svedese ripartì gli organismi sulla base di caratteri fisici ed evolutivi che li accomunassero. Inoltre introdusse la nomenclatura binomiale per l’identificazione delle specie, composta dal genere, comune ad un gruppo di organismi simili, e dalla specie, l’identificativo unico di ogni essere vivente.

Il sistema linneano comprende esattamente le seguenti categorie tassonomiche: Regno, Phylum (Tipo per gli animali, Divisione per le piante), Classe, Ordine, Famiglia, Genere e Specie.

Con l’aggiunta di particolari prefissi si possono poi delineare ulteriori sottolivelli.

I virus

In natura esiste una categoria di agenti infettanti potenzialmente molto dannosi per gli organismi viventi. Sono i virus (“veleno” in latino), e ad essi si devono malattie anche molto gravi.

I virus hanno dimensioni piccolissime, composizione molto semplice e forma variabile. Non hanno struttura cellulare e non svolgono le funzioni tipiche della vita, quali respirare, nutrirsi o riprodursi autonomamente. Sono dei parassiti forzati, poiché, per duplicarsi, sfruttano struttura e funzioni di cellule ospiti, di cui poi provocano la morte. Ogni virus è parassita di un particolare tipo di cellula.

Data la conformazione molto semplice dei virus li si potrebbe ritenere una forma ancor più primitiva della cellula procariota. Ma a rigor di logica la natura stessa dei virus, cioè il loro carattere parassitario, ne esclude l’esistenza in tempi precedenti agli organismi che sono la loro fonte di vita.

La classificazione dell’uomo

L’essere umano (Homo sapiens sapiens) è un mammifero dell’ordine dei Primati, dotato di caratteristiche notevoli. Nel corso dell’evoluzione ha assunto la capacità - unica tra i viventi - di mantenersi in posizione eretta; i suoi arti inferiori si sono irrobustiti per adempiere da soli alla locomozione, mentre gli arti superiori, dal pollice opponibile, si sono perfezionati per l’esecuzione di lavori di forza e di precisione.

L’essere umano presenta una corteccia cerebrale molto evoluta, da cui dipendono caratteri comportamentali non comuni al resto del regno animale.

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