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Le caratteristiche dei viventi


Tutti i viventi possiedono le seguenti caratteristiche:
Consumano energia che ricavano dall’ambiente. Hanno un’organizzazione gerarchica che ha come unità di base la cellula. Crescono e seguono un ciclo vitale. Si riproducono generando organismi simili a sé. Subiscono un processo di evoluzione per adattarsi meglio all’ambiente. Rispondono agli stimoli esterni. Trasmettono le informazioni genetiche ai figli attraverso il DNA. Hanno un metabolismo. Alla fine del loro ciclo vitale muoiono.

Biodiversità


Con il termine biodiversità si indica la ricchezza di specie e la varietà delle forme di vita presenti nel nostro pianeta.
Gli organismi viventi formati da una sola cellula si dicono unicellulari, quelli formati da più cellule si dicono pluricellulari.
Gli organismi formati da una cellula primitiva e più semplice si dicono procarioti (sono unicellulari), quelli formati da cellule più evolute si dicono eucarioti (possono essere uni o pluricellulari).
Si dicono autotrofi gli organismi viventi capaci di produrre da sé le molecole necessarie per ottenere energia .
Si dicono eterotrofi gli organismi che devono procurarsi le molecole necessarie per la vita dall’esterno, ingerendo il cibo. Negli organismi pluricellulari vi è una organizzazione gerarchica progressivamente più complessa:

Cellula


Tessuto (insieme di cellule che svolgono la stessa funzione)

Organo (insieme di tessuti che collaborano per svolgere una certa funzione)

Apparato (insieme di organi che collaborano per svolgere una certa funzione)
Organismo
polazione (insieme di organismi della stessa specie che vivono nello stesso ambiente)

Comunità biologica (insieme di tutti gli organismi viventi che vivono nello stesso ambiente)

Ecosistema (insieme dei viventi e dei componenti non viventi presenti in un ambiente)
Biosfera (parte del pianeta popolata dai viventi)
Il metodo sperimentale
Il metodo sperimentale è il metodo che si usa nello studio delle scienze (chimica,fisica, biologia). Fu introdotto nel ‘600 da Galileo Galilei e consiste nel ricercare le leggi della natura partendo dall’esperienza
Il metodo sperimentale si basa sui seguenti punti:
Osservazione di un fenomeno
Formulazione di un problema
Formulazione di un’ipotesi di soluzione del problema
Verifica dell’ipotesi attraverso esperimenti
Conclusioni ed enunciazione di una legge

Il metodo sperimentale e gli esperimenti di Redi:
Nel passato si credeva che la vita potesse generarsi spontaneamente dalla materia inanimata (teoria della abiogenesi). Di questo processo era ritenuto responsabile un fluido vitale presente nell’aria e nell’acqua.
Verso la metà del 1600 il naturalista italiano Francesco Redi attraverso un esperimento provò la teoria della biogenesi, cioè la vita nasce solo da altra vita.
Redi aveva notato che se si lasciava della carne in putrefazione all’aria aperta, dopo un poco in essa comparivano delle larve. Secondo l’abiogenesi tali larve comparivano spontaneamente.
Redi però pose la carne in due barattoli, uno dei quali fu lasciato aperto mentre l’altro fu chiuso con un tappo. Nel primo si formarono larve, nel secondo no. Ciò perché nel primo le mosche depositavano le uova da cui si sviluppavano le larve.
I sostenitori della teoria della generazione spontanea obiettarono che la chiusura del barattolo aveva impedito al “fluido vitale” di entrare nel contenitore e per questo non erano nate le larve.
Redi allora ripeté l’esperimento chiudendo il barattolo con una fitta garza che consentiva l’ingresso dell’aria e quindi dell’eventuale fluido vitale. Anche in questo caso non si svilupparono le larve confermando la teoria della biogenesi di Redi.

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