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Gli animali


Anche se gli animali hanno forme, dimensioni, abitudini di vita molto più varie rispetto alle piante , essi hanno, tuttavia, due caratteristiche in comune e cioè:
1) un corpo pluricellulare complesso, cioè costituito da tante cellule tra loro organizzate.
2) il loro modo di nutrirsi. questo si dice “nutrizione eterotrofa” perché essi si nutrono a spese degli altri organismi e per questo si chiamano anche consumatori
Avere un corpo pluricellulare presenta un notevole vantaggio. infatti se una cellula muore, l’organismo continua lo stesso a funzionare e quindi sa difendersi da eventuali incidenti mortali.
esiste anche un altro vantaggio: quella della suddivisione del lavoro tra le varie cellule
Negli animali più semplici, esistono due livelli di organizzazione: la cellula e i tessuti; invece in quelli più evoluti, esistono cinque livelli e cioè: cellula > tessuto > organo > apparato o sistema > organismo.
per rispondere alle esigenze dell’ambiente, il corpo degli animali è diverso, ma tutti hanno le stesse funzioni vitali e cioè: movimento, sostegno, alimentazione, respirazione, trasporto, escrezione, coordinamento, riproduzione
il corpo degli animali è compatto per permettere il movimento
gli organi più importanti si trovano all’interno del corpo, mentre, le pareti del corpo che sono a contatto con l’esterno, hanno un rivestimento più o meno spesso.
la forma più comune del corpo di un animale è un cilindro piuttosto allungato con delle aperture che servono per ingerire gli alimenti (alimentazione) e per espellere gli scarti o rifiuti (escrezione) e delle appendici che servono per il movimento.
gli organi del senso e quanto serve per catturare il cibo si trovano nella parte anteriore mentre nella parte posteriore abbiamo gli organi per l’escrezione e per la riproduzione, questo per non creare ostacoli al movimento.
Poiché i tessuti animali sono molli, essi hanno bisogno di un sostegno; infatti, le cellule degli animali sono delimitate da una membrana sottile. invece, le cellule vegetali sono circondate da un materiale più rigido. le strutture di sostegno si chiamano scheletri e si possono formare all’ esterno (= esoscheletro) o all’ interno dell’animale (= endoscheletro).
Se lo scheletro è esterno (come nel caso di chiocciole, tartarughe e di ostriche), l’animale ha difficoltà a muoversi e, a volte, è perfino costretto a restare immobile, come le ostriche. Nei coralli lo scheletro è sessile: questo significa che esso è attaccato ad una base fissa.
Nei crostacei, l’esoscheletro è formato da tanti segmenti articolati fatti di chitina, i muscoli sono attaccati all’interno e le contrazioni permettono all’animale di muoversi. Comunque, in tutti i casi l’esoscheletro serve anche mezzo di difesa, dato che il movimento è limitato oppure inesistente.
A volte, succede che l’animale si liberi dell’ esoscheletro. questo rinnovo periodico si chiama muta.
gli animali di grandi dimensioni possiedono invece un endoscheletro. a questo scheletro sono attaccati i muscoli, per cui le contrazioni permettono all’animale di muoversi. in questo caso lo scheletro serve anche per proteggere gli organi interni.
negli animali, in genere, il cibo prima di essere digerito deve essere spezzettato cioè ridotto in piccolissime parti: gli erbivori hanno denti per macinare e i carnivori hanno denti per lacerare la carne che è più tenera le parti di rifiuto sono espulse. un caso particolare è costituito dalle meduse e dai polipi; in questi animali, la stessa apertura a due scopi, cioè l’alimentazione e l’escrezione.

la respirazione serve per introdurre ossigeno nell’organismo che a sua volta, tramite il processo di combustione libera libera contenuta negli alimenti ingeriti. gli animali acquatici assorbono l’ossigeno disciolto nell’acqua tramite le branchie o, se sono molto piccoli, tramite la superficie del corpo, quelli terresti assorbono l’ossigeno disciolto nell’atmosfera tramite i polmoni.

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