Ominide 1320 punti

Gli inibitori

Una sostanza chimica in grado di interferire con l'attività di un enzima è detta inibitore. Alcuni inibitori sono simili al normale substrato dell'enzima e competono con esso per occupare il sito attivo. Questo tipo di inibitore competitivo riduce la produttività dell'enzima impedendo alle molecole del substrato di entrare nel sito attivo. L'inibizione competitiva può essere superata aumentando la concentrazione del substrato, perché aumenta la probabilità che una molecola di substrato si trovi nelle vicinanze di un sito attivo.
Un inibitore non competitivo, invece, non interagisce con il sito attivo, ma si lega a un'altra regione della molecola enzimatica, modificandone la forma in modo che il sito attivo non riesce più ad adattarsi al substrato. Le cellule usano gli inibitori per regolare il proprio metabolismo. Nella cellula la maggior parte delle reazioni chimiche è organizzata in vie metaboliche lungo le quali una molecola viene modificata in una serie di passaggi per formare un prodotto finale. Se una cellula produce una quantità di prodotto maggiore di quella di cui necessita, il prodotto stesso può comportarsi da inibitore di uno degli enzimi coinvolti nelle prime tappe della via metabolica. Questo tipo di inibizione, nella quale una reazione viene bloccata dai suoi prodotti, è detta feedback negativo (o retroazione negativa) e rappresenta uno dei più importanti meccanismi regolatori del metabolismo cellulare. Gli inibitori hanno numerose applicazioni pratiche; gli esseri umani, per esempio, ne fanno comunemente uso in forma di farmaci. Molti antibiotici agiscono inibendo gli enzimi dei batteri che causano le malattie. Per esempio, la penicillina, che è stato il primo antibiotico a essere scoperto, inibisce un enzima che i batteri utilizzano per costruire le pareti cellulari.

Hai bisogno di aiuto in La cellula?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove