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Esperimento di Gurdon


Il differenziamento cellulare coincide con il silenziamento di alcuni geni e con l’espressione di altri. Gli scienziati, dopo aver compreso in cosa consisteva il differenziamento cellulare si chiesero se fosse un processo irreversibile e compreso che il differenziamento cellulare è un processo reversibile perché conseguenza di risposte molecolari a fattori di regolazione di trascrizione, avvengono quindi modificazioni epigenetiche, ossia modificazioni chimico-fisiche che non alterano il genoma.

Per comprendere a fondo il differenziamento Gurdon negli anni ’60 realizzò degli esperimenti su degli anfibi. La sua ipotesi era che il citoplasma di una cellula uovo fosse fondamentale per la totipotenza delle cellule perché contiene importanti molecole di origine materna. Decise così di prelevare il nucleo dalle cellule epiteliali intestinali di un girino. Trasferì poi tale nucleo nel citoplasma di una cellula uovo di anfibio, alla quale era però stato eliminato il DNA attraverso raggi UV. In vitro lasciò poi sviluppare la cellula uovo fino allo stadio di blastula, la corrispondente della blastocisti. Riuscì poi, con un tasso di successo molto basso, a ottenere dei girini.

Visto lo scarso successo dell’esperimento decise di prendere una blastula e la inserì in una cellula uovo, in cui aveva eliminato il DNA. In questo caso il tasso di successo raggiunse il 50%. All’epoca non gli fu però dato molto credito perché altri ricercatori provarono a emularlo, fallendo. Nel 2012 gli fu però attribuito il Nobel.