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Gli archeobatteri


Gli archeobatteri sebbene siano presente anche in ambienti più ospitali, sono gli abitanti degli ambienti più estremi ed inospitali della Terra, attualmente poco diffusi, ma di predominante importanza sulla Terra primordiale.

Si possono distinguere in tre grandi gruppi:
- termofili;
- alofili;
- metanogeni.

Gli archeobatteri termofili includono organismi che hanno la crescita ottimale ad una temperatura compresa tra 60 e 108 gradi centigradi e possono svilupparsi a temperature ben superiore di 100 gradi centigradi. Sono stati isolati da habitat terrestri e marini ad alta temperatura, tra cui sistemi di sfiato idrotermali riscaldate a livello vulcanico e geotermico, come le solfatare, le sorgenti calde naturali e le correnti calde sottomarine.

Gli archeobatteri alofili comprendono batteri che hanno una crescita ottimale ad una concentrazione di cloruro di sodio superiore a quella dell'acqua marina. Gli alofili sono stati isolati principalmente presso laghi salati, come il grande lago salato dello Utah, da lagune evaporate e saline costiere.

Gli archeobatteri metanogeni includono organismi procarioti che vivono in ambienti privi di ossigeno e producono metano. Si trovano essenzialmente nel fango nelle paludi o nello stomaco dei ruminanti. Alcuni metanogeni sono capaci di crescere al di sopra dei 110 gradi centigradi o al di sotto di 0 gradi centigradi. I metanogeni si accontentano, per il loro metabolismo, dell'energia chimica prodotta da una reazione molto semplice. La capacità dei batteri metanogeni viene sfruttata per produrre biogas, utile per il riscaldamento o per alimentare le cucine, ad esempio possiamo parlare delle centrali a biomassa.

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