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Antidoti alla senescenza cellulare



Esistono vari “antidoti” alla senescenza cellulare: potenziamento delle difese contro lo stress ossidativo, contenimento della produzione di radicali liberi mediante diete ipocaloriche, attività fisica moderata e ripristino dei telomeri in modelli sperimentali.

Si ipotizzò che un regime alimentare povero di calorie comporta una ridotta attività metabolica e quindi una minore produzione di ROS. Vari organismi modello sottoposti a restrizione calorica hanno confermato tale ipotesi, ciò è dovuto allo stimolo alla biogenesi mitocondriale (turn-over dei mitocondri disfunzionali) e a un efficiente riciclo di macromolecole derivanti dal processo di autofagia.

Uno studio condotto su migliaia di individui ultra-sessantacinquenni, ha dimostrato che i sedentari hanno una mortalità più che doppia rispetto a chi invece compie attività motoria quotidiana. Ad esempio aumenta l’espressione dei geni codificanti per le subunità della telomerasi (TERF e TERT). L’esercizio fisico stimola poi l’autofagia: aumenta l’espressione dei geni ATG e ULK (kinasi attivatrice di autofagia) nelle M-CPCs. L’esercizio fisico infine promuove l’attività della telomerasi nelle cellule staminali mesenchimali, soggetti fisicamente attivi hanno telomeri più lunghi dei controlli sedentari, ma esercizio fisico strenuo (ultramaratona, endurance training) comporta significativa riduzione dei telomeri.
Interessante è poi che topi K.O. per telomerasi invecchiano e muoiono precocemente; nei topi deficitari in telomerasi viene reintrodotto il gene e sovrappeso e questi topi non invecchiano, ma sviluppano tumori; nei topi deficitari oltre alla telomerasi vengono aggiunte delle extra copie di oncosoppressori e questi topi sono più longevi del 50% e non presentano alcun tumore.