Video appunto: Vescicolazione
Vescicolazione: Nel caso della vescicolazione il meccanismo è piuttosto diverso perché, durante la fusione, una volta che si è creato il poro di fusione la ricostituzione della continuità nella membrana è un passaggio passivo e puramente di tipo fisico (infatti la membrana della vescicola tende a rilassarsi e ad essere incorporata nella membrana bersaglio), mentre nella vescicolazione la deformazione della membrana non può avvenire passivamente: nel citoplasma di tutte le cellule è presente una proteina chiamata clatrina che è caratterizzata da tre “gambe”, soprannominata la Trinacria (simbolo della Sicilia).
È una proteina citosolica che tende ad aderire spontaneamente alla membrana sul versante citoplasmatico (→ è una proteina estrinseca, sintetizzata da ribosomi liberi nel citosol e che quindi è libera di muoversi all'interno di esso e per sua natura tende ad aderire alla membrana)

L’insieme di diverse clatrine forma un reticolo molto regolare e pianeggiante con simmetria esagonale a livello del versante interno del plasmalemma. In seguito a meccanismi molecolari essa può passare da uno stato piano a uno stato in cui invece diminuiscono gli angoli fra le 3 gambe formando una specie di piccola piramide. A questo punto le clatrine continuano a voler interagire fra di loro ma non possono più farlo con la simmetria esagonale: avviene quindi un cambiamento nella loro interazione che provoca una deformazione della membrana (in quanto sono legate ad essa), che anziché essere pianeggiante assume una forma sferica. Questo piccolo “sacchetto” che si forma darà origine alla vescicola. Le clatrine provocano l'incurvamento della membrana fino a creare la forma
sferica della vescicola, mentre l’ultimo passaggio è operato da una proteina che si chiama dinamina. Essa agisce come fosse un laccio: si avvolge più volte intorno al colletto residuo di membrana producendo la separazione finale della vescicola rispetto alla membrana.