Video appunto: Regola di Chargaff

Regola di Chargaff



I ricercatori cercarono poi di comprendere come il DNA potesse possedere grandi potenzialità pur presentando dei nucleotidi con solo 4 elementi di variazione: adenina, timina, citosina e guanina. Chargaff, analizzando il DNA di vari organismi comprese che ogni organismo presenta tutte le 4 tipologie di basi azotate, che la quantità di adenina e di timina, di citosina e guanina e di purine e pirimidine era la stessa all’interno del singolo organismo.
A variare è la quantità dei vari nucleotidi e (A+T)/(C+G).
Era quindi chiaro che il DNA fosse costituito da più filamenti. Watson e Crick pensavano che il DNA presentasse 3, la struttura prevista era però ingombrante e non coerente con l’immagine 51 scattata da Franklin con i raggi X, attraverso la quale si comprese che i filamenti sono due, che hanno andamento elicoidale e ampiezza costante. Non furono Watson e Crick a comprenderlo, ma Wilkins che capì, attraverso l’immagine che la distanza tra le basi è 0,34nm, che l’ampiezza dell’elica è 2nm e che il suo passo è 3,4nm. Questa scoperta garantì loro il premio Nobel del 1962, nonostante ritenessero che le basi fossero all’esterno dell’elica, in sintesi compresero però che il DNA ha una struttura elicoidale a due filamenti e che ogni filamento è costituito da nucleotidi che rispettano la regola di Chargaff, ossia sono complementari.