Video appunto: Vasocostrizione cutanea e il brivido
Anche se abbiamo molto insistito sul fatto che gli alimenti sono «bruciati» per fornire ATP, va ricordato che l’ATP non è l’unico prodotto del catabolismo cellulare. La maggior parte dell’energia che si libera con l’ossidazione degli alimenti viene dispersa come calore. Per formare ATP viene effettivamente catturato meno del 40% dell’energia disponibile negli alimenti.
Il calore liberato riscalda i tessuti e, cosa più importante, riscalda il sangue, che circola in tutti i tessuti mantenendoli alla temperatura omeostatica che consente lo svolgersi efficiente del metabolismo. La temperatura corporea è il risultato del bilancio tra la produzione e la perdita di calore. Il termostato dell’organismo si trova nell’ipotalamo. Attraverso le vie del sistema nervoso vegetativo l’ipotalamo regola continuamente la temperatura corporea attorno a un punto stabilito compreso tra 35,6 e 37,8 °C, attivando i meccanismi di produzione o di dispersione del calore. Quando la temperatura ambiente è bassa, l’organismo deve produrre una quantità maggiore di calore per mantenere normale la temperatura corporea (37 °C). E se, per una qualunque ragione, la temperatura del sangue circolante diminuisce, per ristabilire e conservare la temperatura corporea (e del sangue) deve essere generato più calore. I meccanismi a breve termine per realizzare questo obiettivo sono la vasocostrizione cutanea e il brivido.

La limitazione dell'apporto di sangue alla cute per brevi periodi di tempo non è un problema, ma, se si prolunga, le cellule cutanee, raffreddate per la presenza di cristalli di ghiaccio all'interno e prive di ossigeno e di sostanze nutritizie, cominciano a morire. Questa condizione è il congelamento, ed è estremamente seria