paoletz00
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Concetti Chiave

  • Le risposte immunitarie a antigeni non proteici sono T-indipendenti, con la produzione di IgM a bassa affinità da plasmacellule a vita breve.
  • La risposta T-dipendente richiede che i linfociti B catturino antigeni proteici e li presentino ai linfociti T helper, facilitando switch isotipico e memoria.
  • Gli antigeni proteici presentano segnali deboli a causa di epitopi singoli, ma l'interazione con i linfociti T helper è cruciale per una risposta efficace.
  • Antigeni polisaccaridici o glicolipidici generano cross-linking estensivo ma richiedono segnali aggiuntivi per una risposta adeguata, prevalentemente IgM.
  • I linfociti B di memoria, attivati, ricircolano e rispondono rapidamente a successive esposizioni antigeniche, producendo una risposta secondaria più potente.

Indice

  1. Risposte T-indipendenti e plasmacellule
  2. Risposta T-dipendente e linfociti B
  3. Epitopi e segnalazione nei linfociti B
  4. Antigeni polisaccaridici e risposta immunitaria
  5. Linfociti B di memoria e risposta secondaria

Risposte T-indipendenti e plasmacellule

Le risposte nei confronti di antigeni non proteici sono T-indipendenti in quanto non necessitano l’intervento dei linfociti T. La gran parte delle immunoglobuline prodotte deriva da plasmacellule che hanno una vita molto breve e che, quindi, si rinnovano costantemente e producono prevalentemente IgM con bassa affinità per l’antigene. Ci sono però delle eccezioni, infatti, in alcune situazioni, si assiste ad uno switch isotipico parziale.

Risposta T-dipendente e linfociti B

Durante la risposta T-dipendente è necessario che un linfocita B follicolare, che inizialmente può essere non presente nel follicolo, catturi l’antigene proteico attraverso le immunoglobuline M di superficie. Le IgD non sembrano partecipare a tale processo. Una volta che l’antigene proteico è stato catturato, viene internalizzato, processato e presentato a una popolazione di linfociti T helper. Quest’interazione è fondamentale per tutti i fenomeni che caratterizzano la riposta T-dipendente, quindi switch isotipico, formazione di cellule della memoria e plasmacellule a lunga vita e la maturazione dell’affinità delle immunoglobuline prodotte.

Epitopi e segnalazione nei linfociti B

Nel caso delle proteine, gli epitopi che vengono riconosciuti dai linfociti B tramite i loro recettori sono epitopi singoli perciò non avvenendo il cross-linking il segnale risulta piuttosto debole. Esistono tuttavia sistemi con cui gli antigeni possono aumentare la forza di segnalazione nel corso della presentazione ai linfociti B nonostante ciò gli step successivi dipendono comunque dall’interazione con i linfociti T helper.

Antigeni polisaccaridici e risposta immunitaria

Gli antigeni polisaccaridici o glicolipidici, invece, presentano epitopi ripetuti nella molecola e possono quindi dare origine a un cross-linking estensivo il quale risulta comunque non sufficiente e quindi si assiste nuovamente alla presenza di segnali ulteriori che derivano da altre componenti della risposta immunitaria, ad esempio le proteine del complemento o molecole che sono associate agli antigeni batterici che stimolano i Toll-like receptors. In questi si avrà una risposta in cui prevale la produzione di IgM e che non ha caratteristiche di memoria rimanendo costantemente di bassa affinità e ristretta a tale classe.

Linfociti B di memoria e risposta secondaria

Accanto a questo percorso, apparentemente distinto dal destino che porta alla formazione di plasmacellule, alcuni linfociti B che sono stati attivati danno origine alla classe di linfociti B di memoria. Questi linfociti entrano in uno stato di quiescenza e continuano a ricircolare tra i tessuti linfoidi, finché non incontrano nuovamente lo stesso antigene nel corso di un’infezione ripetuta. Le cellule della memoria sono più numerose di quelle naive specifiche per quell’antigene e rispondono più prontamente. Quando avviene di nuovo l’incontro con l’antigene viene così generata una risposta secondaria più rapida rispetto a quella primaria, la quale produce anticorpi che possiedono una maggior affinità.

Mentre la risposta primaria avviene con tutti gli immunogeni, solo gli antigeni proteici inducono la risposta secondaria.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra le risposte immunitarie T-indipendenti e T-dipendenti?
  2. Le risposte T-indipendenti non richiedono l'intervento dei linfociti T e producono principalmente IgM a bassa affinità, mentre le risposte T-dipendenti coinvolgono i linfociti T helper e portano a switch isotipico, formazione di cellule della memoria e maturazione dell'affinità delle immunoglobuline.

  3. Come avviene la cattura e presentazione dell'antigene proteico nella risposta T-dipendente?
  4. Un linfocita B follicolare cattura l'antigene proteico tramite le immunoglobuline M di superficie, lo internalizza, lo processa e lo presenta ai linfociti T helper, facilitando la risposta T-dipendente.

  5. Qual è il ruolo degli epitopi ripetuti negli antigeni polisaccaridici o glicolipidici?
  6. Gli epitopi ripetuti permettono un cross-linking estensivo, ma non sufficiente per una risposta completa, richiedendo segnali aggiuntivi da altre componenti immunitarie come le proteine del complemento.

  7. Cosa caratterizza la risposta secondaria rispetto alla primaria?
  8. La risposta secondaria è più rapida e produce anticorpi con maggiore affinità, grazie alla presenza di linfociti B di memoria che rispondono prontamente al ri-incontro con l'antigene.

Domande e risposte

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