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Plasticità sinaptica

Le sinapsi sono soggette a plasticità sia a breve termine (legata all’attivazione dei meccanismi di potenziamento) sia a lungo termine (che agisce sulla regolazione dell’espressione genica).
Ad esempio si è osservato nell’ippocampo che un treno di impulsi ad alta frequenza (in cui gli stimoli siano abbastanza vicini da far sì che si verifichi una loro sommazione temporale) negli assoni dei neuroni piramidali CA3 induce un potenziamento a lungo termine nelle sinapsi che fanno con i neuroni CA1.

Sinapsi

Nelle sinapsi elettriche i potenziali d’azione si propagano tramite un flusso passivo perché le giunzioni comunicanti permettono il passaggio di determinati ioni.
Le sinapsi chimiche invece si basano sul rilascio di neurotrasmettitori.

Neurotrasmettitori

Il loro effetto può essere diverso a seconda del recettore a cui si legano (si indicherà il loro effetto statisticamente prevalente). Sono immagazzinati nelle vescicole per mezzo di specifici trasportatori vescicolari (che sfruttano il gradiente protonico) e sono rimossi dal vallo sinaptico mediante specifici trasportatori di membrana e/o enzimi di degradazione.
In base al peso molecolare sono divisi in:
- neurotrasmettitori a basso peso molecolare, sintetizzati direttamente a livello del terminale
- neuropeptidi, sintetizzati nel corpo cellulare e trasportati nel terminale.
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