Concetti Chiave
- Il laboratorio può eseguire autonomamente un'immunofissazione sul siero e sulle urine se rileva una componente monoclonale all'elettroforesi proteica.
- In caso di impossibilità a procedere, il laboratorio deve fornire informazioni chiare e dettagliate al clinico per supportare la diagnosi.
- I criteri diagnostici per il mieloma multiplo includono la presenza di plasmacellule clonali superiori al 10% e vari segni clinici come danno d'organo e insufficienza renale.
- Il test di calcio ionizzato misura la quantità di calcio libero, fondamentale per una corretta valutazione in presenza di ipoalbuminemia.
- L'ipocalcemia totale viene corretta tramite una formula specifica per fornire un valore di "calcio corretto" in caso di ipoalbuminemia.
Procedura del laboratorio
Se il laboratorio nota una componente monoclonale visibile all’elettroforesi proteica (SPE, Serum Protein Electrophoresis), può procedere autonomamente ed eseguire un’immunofissazione sul siero e un’immunofissazione sulle urine. Il laboratorio però a volte non può procedere autonomamente: nel caso in cui il laboratorio non possa seguire la tipizzazione riflessa della componente monoclonale autonomamente, le modalità di refertazione dell’elettroforesi, che è il primo esame in grado di mettere in evidenza una componente monoclonale, devono essere tali da trasmettere al clinico le informazioni necessarie in forma chiara ed esaustiva. Cioè è lasciato al laboratorio che abbia la competenza, il “know how”, le conoscenze per gestire e fare quindi un percorso di diagnosi.
Criteri diagnostici del mieloma
Nella tabella sono riportati i criteri diagnostici dell’International Myeloma Working Group (2014) per l'inquadramento diagnostico e la diagnostica differenziale (il prof li accenna, ma li rifaremo bene in ematologia, basta il concetto generale). In questa tabella si osserva che il mieloma multiplo ha una situazione di plasmacellule clonali midollare maggiore del 10%. Tra i criteri che lo caratterizzano ci sono:
• presenza di danno d'organo
• ipercalcemia (vedi sotto)
• anemia
• insufficienza renale (usando una clearance della creatinina con le formule della eGFR),
• lesioni osteolitiche (trovate con una radiologia, una tomografia computerizzata, o una tac pet)
• biomarcatori di malignità (come plasmacellule clonali midollari, rapporto di catene leggere coinvolte)
• presenza di lesioni focali
Calcio ionizzato e ipoalbuminemia
Sapendo però che circa la metà del calcio è trasportata dall’albumina, e sapendo che la frazione fisiologicamente importante è il calcio libero, il laboratorio mette a disposizione un test chiamato “calcio ionizzato”, il quale indica la quantità di calcio libera, ovvero gli ioni calcio. Per ottenere il calcio ionizzato, si utilizza l'esame dell'emogasanalisi, di cui il calcio ionizzato è un parametro (analogamente ai bicarbonati) di cui non esiste un singolo esame, bensì si ricava sfruttando l’equazione Henderson-Hasselbach.
Quando però si ha una situazione di ipoalbuminemia da qualunque causa si ha anche un'associazione di ipocalcemia totale spuria. Infatti i laboratori, se richiesta l’albumina, refertano il “calcio corretto” per ipoalbuminemia: l’ipocalcemia totale viene matematicamente corretta, ri-parametrizzando il valore con una formula sviluppata dai laboratoristi. Tuttavia può essere che al clinico interessi avere una calcemia libera: in quel caso andrà scritto “calcio ionizzato” o “calcio ione” e il laboratorio lo referta come tale. L’unità di misura della calcemia tradizionale è mg/dL, e oscilla fra 8,5-10, ma quella ormai più utilizzata è il mmol (calcemia 2-2,5 mmol; calcio ionizzato è circa la metà, tra 1-1,2 mmol).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del laboratorio nell'identificazione di una componente monoclonale?
- Quali sono i criteri diagnostici per il mieloma multiplo secondo l'International Myeloma Working Group?
- Come viene misurato il calcio ionizzato e qual è la sua importanza?
- Cosa succede in caso di ipoalbuminemia riguardo alla misurazione del calcio?
Il laboratorio può eseguire autonomamente un'immunofissazione sul siero e sulle urine se nota una componente monoclonale all'elettroforesi proteica. Tuttavia, se non può procedere autonomamente, deve fornire informazioni chiare al clinico nella refertazione dell'elettroforesi (testo).
I criteri diagnostici includono la presenza di plasmacellule clonali superiori al 10%, danno d'organo, ipercalcemia, anemia, insufficienza renale, lesioni osteolitiche, biomarcatori di malignità e lesioni focali (testo).
Il calcio ionizzato viene misurato tramite l'emogasanalisi e indica la quantità di calcio libero nel sangue, essenziale per valutare la salute ossea e il metabolismo (testo).
In caso di ipoalbuminemia, si verifica un'ipocalcemia totale spuria. I laboratori correggono il valore del calcio totale, ma se il clinico richiede il calcio libero, deve essere specificato "calcio ionizzato" (testo).