Video appunto: Neuroni di proiezione

Neuroni di proiezione



La struttura viene etichettata con il termine “neuropilo”, il termine descrittivo che si usa per indicare quelle parti di tessuto nervoso non evidentemente occupate da corpi cellulari. L'assone, allontanandosi dal soma, può percorrere distanze notevolissime prima di dare origine a sua volta a ramificazioni terminali: questi neuroni si chiamano “di proiezione” e creano connessioni dirette tra strutture nervose distinte, anche molto lontane tra loro.
Dire che un assone è “lungo”, sembrerebbe un’affermazione quanto meno vaga, invece in neurobiologia ha un significato ben preciso.
Se è lecito descrivere un particolare assone come “lungo”, vuol dire che ci sono anche assoni “corti”? Risposta: assolutamente sì. Come
si vede in questo esempio straordinario il disegnatore ha marcato in nero soma e dendriti, in rosso l’assone con le relative diramazioni terminali. In questo ulteriore esempio le due ramificazioni, cioè le zone di input e output della cellula (nero e rosso)
sono addirittura sovrapposte, occupando il medesimo volume di tessuto. Quindi non possono esserci dubbi sul fatto che questi assoni siano corti ma la definizione è ancora un po’ vaga. I neuroni a assone corto appartengono agli interneuroni, anche detti neuroni a circuito locale.