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I muscoli: descrizione e funzione

La parola “muscolo” deriva dal latino “musculus”, diminutivo di “mus” = “topo” perché certi movimenti muscolari ricordano il guizzare dei topi.
Nel corpo umani esistono tre tipi di muscolo: muscoli striati, muscoli lisci, muscoli del cuore
I muscoli striati hanno l’aspetto di fasci di filamenti sottili quanto dei capelli, chiamati fibrille e striati in senso trasversale. Un muscolo di media grandezza contiene circa 210 milioni di fibrille muscolari. I muscoli striati sono quelli del tronco, del capo, degli arti e sono quelli che ci fanno compiere tutti i movimenti. Si chiamano volontari perché li possiamo muovere secondo la nostra volontà, a seguito di ordini inviati al cervello. Non tutti questi muscoli sono uguali; fra di loro sono diversi per lunghezza, forma e volume. Per permettere di compiere tutti i movimenti, essi spostano le varie parti dello scheletro che, invece, sono delle semplici leve, incapaci di compiere movimenti propri e alle estremità, essi sono saldati all’osso da fibre bianche, tenaci, praticamente indistruttibili che si chiamano tendini.
I muscoli lisci sono formate da cellule allungate che si chiamano fibro-cellule e non hanno striature. Sono attaccati allo scheletro come lo sono i muscoli striati, ma formano le pareti di tutti gli organi cavi come lo stomaco, l’intestino, la vescica, la trachea o i vasi sanguigni. Essi non obbediscono ala volontà dell’uomo per cui si dicono involontari. Infatti non possiamo rallentare i movimenti dello stomaco o arrossire quando e come vogliamo.
I muscoli del cuore costituiscono un intreccio di fibre, chiamato sincizio. Esso è dotato di una grande robustezza perché deve essere sottoposto ad un lavoro pesante e senza riposo per alcuni anni.
I muscoli lavorano con contrazione. Ogni muscolo, contraendosi si accorcia di circa un quinto della sua lunghezza. Essi si contraggono solo se ricevono uno stimolo; nel caso di movimenti volontari, essi esso proviene dal cervello, tramite i nervi. Ai muscoli volontari, l’input giunge dal simpatico, cioè dal sistema nervoso che si trova all’interno dell’addome. Quando al muscolo giunge l’impulso nervoso, nel muscolo avviene una trasformazione di energia chimica (cioè le sostanze nutritive presenti nelle cellule) in energia meccanica (cioè lavoro). Si tratta di una trasformazione molto complessa che nemmeno gli scienziati non sono in grado di spiegare a fondo. Dopo molte contrazioni, il muscolo comincia a stancarsi a causa dell’accumularsi nel muscolo di una sostanza di rifiuto che si chiama acido lattico. Questo acido viene di strutto durante il riposo, dall’ossigeno introdotto con la respirazione
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