Concetti Chiave
- Il lembo chirurgico utilizza l'elasticità cutanea per spostare la pelle da aree in eccesso verso zone carenti, permettendo movimenti di avanzamento, rotazione e trasposizione.
- Le principali zone dove è comune l'eccesso di cute includono la glabella, la tempia, la regione preauricolare, il solco nasolabiale, la mandibola e il collo.
- I lembi si classificano in base al movimento, alla vascolarizzazione e alle caratteristiche del tessuto mobilizzato, con lembi a vascolarizzazione random e lembi distanti che richiedono microchirurgia.
- Durante l'intervento, è cruciale preservare il colore naturale della cute per garantire un adeguato afflusso sanguigno e prevenire complicazioni come la necrosi.
- Il risultato post-operatorio mostra che le cicatrici si confondono con le rughe dopo due mesi, manifestando solo lievi inestetismi visibili.
Il lembo è una tecnica che sfrutta le proprietà di elasticità cutanea e che consente di mobilizzare la cute da zone in cui è abbondante per portarla verso zone in cui è più carente.
Indice
Movimenti e classificazione dei lembi
Il lembo può fare tre movimenti:
• avanzamento
• rotazione
• trasposizione.
Ci possono essere anche lembi che combinano tutti questi movimenti.
Le zone principali dove la cute è in eccesso sono:
• la glabella
• la tempia
• la regione preauricolare
• il solco nasolabiale
• la regione della mandibola
• il collo.
In tutte queste sedi è agevole sia procedere con losanghe di ampie dimensioni sia disegnare dei lembi.
I diversi lembi si possono classificare in base al movimento, alla vascolarizzazione e alle caratteristiche del tessuto mobilizzato.
Vascolarizzazione e applicazioni chirurgiche
I già nominati lembi di avanzamento, trasposizione e rotazione sono definiti lembi a vascolarizzazione random e muovono solo la cute e il derma sottostante. Vi sono poi i lembi distanti che prevedono l’utilizzo di tecniche di microchirurgia e sono pertinenza della chirurgia plastica/maxillofacciale. La vascolarizzazione nei lembi eseguiti in dermatochirurgia ha sempre un pattern random, nel quale se vengono rispettate delle particolari regole dettate dalla letteratura scientifica riguardanti l’ampiezza e le dimensioni del lembo, la vascolarizzazione rimane sufficiente. Negli interventi in maxillofacciale e chirurgia plastica, invece, può essere isolato e mosso un intero peduncolo comprendente l’arteria, la vena e il linfatico. In dermatochirurgia il tipo di tessuto da muovere è sempre la cute mentre in chirurgia plastica è possibile manovrare anche i piani fasciali e quelli muscolari.
Procedura e risultati post-operatori
La lesione, oltre a un’ulcerazione, comprende anche l’eritema che rappresenta la parte non ulcerata della neoplasia, per questo viene preso un ampio margine di sicurezza per evitare recidive. Si è asportato un rettangolo di cute in anestesia locale e sono stati scolpiti i due lembi laterali che vengono fatti avanzare sfruttando l’elasticità della cute. Nello schema a lato sulle linee di incisione vengono riportati dei triangoli che hanno la funzione di favorire lo scorrimento in avanti della cute. La pelle in questo modo viene sollevata e tirata in avanti tramite un movimento gentile, facendo attenzione che essa mantenga il suo colore e non diventi bianca per mancanza di afflusso sanguigno. Infine, si procede con la sutura. Dopo una settimana dalla rimozione dei punti la cute è dello stesso colore, un’area è in realtà un po’ violacea essendo lievemente ischemica ma l’importante è che non sia necrotica.
Dopo due mesi le due porzioni parallele della cicatrice si confondono con le rughe della paziente e rimangono come lievi inestetismi visibili i segmenti verticali della ferita chirurgica.
Domande da interrogazione
- Qual è la funzione principale della tecnica del lembo nella chirurgia dermatologica?
- Quali sono i principali movimenti dei lembi e come possono essere combinati?
- Come viene garantita la vascolarizzazione nei lembi in dermatochirurgia?
- Quali sono i risultati attesi dopo un intervento con lembi e come appare la cicatrice nel tempo?
La tecnica del lembo sfrutta l'elasticità cutanea per mobilizzare la cute da aree abbondanti verso zone carenti, facilitando così la ricostruzione e la riparazione della pelle.
I lembi possono effettuare tre movimenti: avanzamento, rotazione e trasposizione, e possono anche combinare tutti questi movimenti per adattarsi alle necessità chirurgiche.
Nei lembi di avanzamento, trasposizione e rotazione, la vascolarizzazione è random e, seguendo regole specifiche riguardanti dimensioni e ampiezza del lembo, si assicura una vascolarizzazione sufficiente per il successo dell'intervento.
Dopo l'intervento, la cicatrice tende a confondersi con le rughe della paziente dopo due mesi, lasciando solo lievi inestetismi visibili, mentre la pelle riprende il suo colore naturale dopo la rimozione dei punti.