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Invadosomi



In caso di danni o di pericolo il leucocita emette dei prolungamenti detti invadosomi che penetrano il citoplasma alla ricerca delle condizioni più favorevoli per attraversare l’endotelio, per esempio l’individuazione del nucleo che rappresenta un ostacolo. Durante il passaggio del leucocita l’integrità della membrana endoteliare non è violata; è un’apertura che ricorda un po’ un poro nucleare.
In seguito alla fuoriuscita dei globuli bianchi, i macrofagi rilasciano citochine che diffondono nella matrice extracellulare e richiamano i leucociti appena stravasati, indirizzandoli verso il bersaglio rappresentato in questo caso dai batteri. Il fenomeno del movimento cellulare guidato da mediatori chimici si chiama chemiotassi; ma come fa la cellula a sapere da dove viene il fattore chemiotattico che la attrae?

La risposta è da attribuire alla loro struttura poiché l’estremità cellulare più prossima alla fonte è investita da una quantità maggiore di segnale rispetto all’estremità opposta. I recettori di membrana che captano le citochine trasmettono il segnale nel citoplasma della cellula, attivando il citoscheletro di actina e miosina che provoca le deformazioni necessarie al movimento. L’asimmetria nella quantità di segnale che raggiunge le estremità della membrana si traduce in una diversa attivazione del complesso actina-miosina dando quindi direzionalità al movimento ameboide.