Concetti Chiave
- Gli esami tiroidei secondari includono la misurazione degli anticorpi anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi per diagnosticare forme autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto.
- La tireoglobulina è usata come marker tumorale per verificare la presenza di cellule tiroidee attive dopo la rimozione chirurgica della tiroide.
- La calcitonina è un indicatore del carcinoma midollare della tiroide, mentre il test con TRH aiuta a differenziare l'ipotiroidismo di origine ipofisaria o ipotalamica.
- Gli esami strumentali non invasivi come ecografia, scintigrafia, TC e RMN forniscono informazioni sulla struttura e funzionalità della tiroide, con l'ecografia utilizzata come prima diagnosi.
- L'agoaspirato è un esame invasivo utilizzato per analizzare noduli sospetti tramite prelievo cellulare, aiutando a determinare la benignità o malignità attraverso la citologia.
Esami tiroidei secondari
Anticorpi anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi (tiroidite di Hashimoto): gran parte degli ipotiroidismi è dovuta a forme autoimmuni, quindi oggi abbiamo la possibilità di dosare gli anticorpi responsabili di queste forme autoimmuni;Tireoglobulina: usata come marker tumorale, cioè, quando si elimina la tiroide asportandola con un intervento, la tireoglobulina ci dice se ci sono ancora cellule tiroidee attive;
Calcitonina: aumenta nel carcinoma midollare della tiroide;
Test con TRH (differenziare ipotiroidismo di origine ipofisaria o ipotalamica).
Esami strumentali
Non invasivi:Ecografia: ci fa vedere ciò che noi con le mani non riusciamo a percepire, perché una tiroide di volume normale spesso non viene apprezzata alla palpazione.
Scintigrafia: esame funzionale;
TC (TAC);
RMN (risonanza magnetica).
Invasivi:
L’agoaspirato consiste nell’introdurre un ago all’interno del nodulo e, con l’aspirazione, prelevare delle cellule in quella data parte che pungiamo. Le cellule verranno studiate con la citologia, cioè andranno ad essere studiate per rilevare delle caratteristiche di malignità. Quindi, ci serve capire se un nodulo è benigno o maligno. Dunque, si fa ai noduli che all’ecografia risultano sospetti. Tale esame consiste, pertanto, nella ricerca di cellule neoplastiche.
L’ecografia serve a rilevare il diametro, i margini, l’ecostruttura, tutte caratteristiche che ci daranno delle indicazioni sul sospetto di benignità o malignità del nodulo. Gli ecografi sono forniti anche di Doppler, quindi riusciamo a visualizzare anche la vascolarizzazione, che è un altro degli indici utili a categorizzare i noduli come benigni o sospetti.
La scintigrafia è un esame funzionale, nel senso che va a rilevare l’attività della tiroide. Dove c’è il colore la tiroide sta funzionando, nella zona bianca va a designare delle zone ipofunzionanti. Quindi, in queste ultime zone alla base c’è un nodulo in cui c’è una funzione meno spiccata. Questo serve a capire se ci sono dei noduli che funzionano di più o di meno, e se ad esempio l’ipertiroidismo può essere dovuto a noduli oppure ad un’attività diffusa su tutto il tessuto tiroideo.
Tutti gli ospedali e zone comunque sanitarie usando sempre l’ecografia come prima diagnosi perché è molto facile e semplice e non invade la salute del paziente ma comunque è in grado di rendere ben visibile la tiroide e gli eventuali noduli. Al contrario però la scintigrafia invece, non viene richiesta di routine, ma solo quando serve capire come sta funzionando la ghiandola o se un nodulo produce ormoni in eccesso oppure no. Per questo motivo noi non possiamo dire di usare un esame invece che un altro quindi i due esami non si sostituiscono a vicenda, ma si completano l’uno con l’altro cioè: l’ecografia ci dice le informazioni sulla struttura della tiroide, mentre la scintigrafia permette di valutarne la funzionalità in base a quelli che in realtà sono gli ormoni veramente prodotti.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo degli anticorpi anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi nella diagnosi dell'ipotiroidismo?
- In che modo la tireoglobulina viene utilizzata come marker tumorale?
- Qual è la differenza tra ecografia e scintigrafia nella valutazione della tiroide?
- Quando è indicato l'uso dell'agoaspirato nella diagnosi dei noduli tiroidei?
Gli anticorpi anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi sono utilizzati per diagnosticare forme autoimmuni di ipotiroidismo, come la tiroidite di Hashimoto, poiché gran parte degli ipotiroidismi è dovuta a queste forme autoimmuni.
La tireoglobulina è usata come marker tumorale per verificare la presenza di cellule tiroidee attive dopo l'asportazione della tiroide, indicando se ci sono ancora cellule tiroidee attive.
L'ecografia fornisce informazioni sulla struttura della tiroide, come il diametro e i margini dei noduli, mentre la scintigrafia valuta la funzionalità della tiroide, rilevando l'attività ormonale e identificando zone ipofunzionanti.
L'agoaspirato è indicato per i noduli che all'ecografia risultano sospetti, poiché permette di prelevare cellule per studiarne le caratteristiche di malignità attraverso la citologia.