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Concetti Chiave

  • L'ematoma epidurale si forma spesso a seguito di fratture craniche, principalmente coinvolgendo l'arteria meningea media.
  • Il sanguinamento avviene tra l'osso cranico e la dura madre, conferendo una forma a lente biconvessa all'ematoma.
  • Presentazione clinica variabile, con espansione dell'ematoma che può portare a ernie cerebrali e deterioramento neurologico.
  • Essenziale il monitoraggio clinico continuo per individuare segni di deterioramento precoce, valutando parametri come la GCS e le pupille.
  • L'evoluzione della lesione dipende dall'emisfero cerebrale coinvolto, influenzando il recupero funzionale del paziente.

Ematoma epidurale

L'ematoma epidurale spesso si forma in regione temporale a seguito di fratture della volta, soprattutto in area parieto-temporale, che coinvolgono i vasi meningei ed in particolare l’arteria meningea media. Più raramente l’ematoma epidurale può essere causato dalla rottura dei seni venosi o da un'alterazione della dura madre. Il sanguinamento avviene al di fuori del sistema nervoso centrale ovvero tra l'osso e la dura madre. Questa localizzazione extradurale fa assumere a questa lesione la sua caratteristica conformazione a lente biconvessa.
Sebbene la maggior parte degli ematomi epidurali abbia una presentazione acuta, talvolta questi si possono manifestare più tardivamente anche dopo 48 ore, infatti la Tac all’ingresso può risultare negativa in quanto solo successivamente si sviluppa l’ematoma. Sono una delle cause più importanti del peggioramento neurologico tardivo nel trauma.
L’evoluzione di questa lesione può essere osservata in questa Tac effettua all'ingresso del paziente in Ps, nella quale si nota una zona di edema ipodensa con un danno non molto evidente. A 24 ore si è verificato un peggioramento delle condizioni cliniche del paziente ed una seconda Tac mostra la comparsa di sanguinamento all'interno della componente edematosa.
Il quadro clinico classico caratterizzato dall’intervallo libero, ovvero da perdita di coscienza seguita da risveglio a cui segue un’altra perdita di coscienza in realtà soltanto in un terzo dei casi totali e la clinica risulta invece molto variabile. L'espansione dell'ematoma determina delle linee di pressione che spingono verso la parte contro-laterale e verso il basso portando alla formazione di ernie cerebrali come l’ernia subfalcina e l'ernia transtentoriale. La direzione di queste linee di forza è dovuta alla conformazione della scatola cranica che è chiusa ed ha come unico punto di sfogo il forame magno quindi verso il basso portando ad un deterioramento rostro-caudale.

Monitoraggio clinico continuo Fondamentale nella gestione della contusione è l’effettuazione di un monitoraggio clinico continuo, per esempio si vanno a valutare la Gcs e le pupille ogni ora in modo tale da cogliere il più precocemente possibili eventuali segni di deterioramento.
Dopo la fase acuta, nelle contusioni col tempo avviene un riassorbimento del focolaio emorragico, e permane ancora edema rappresentata da tessuto encefalico che difficilmente recupererà.
Nella fase più avanzata della guarigione permane un alone di ipodensità del parenchima cerebrale dovuto alla perdita di tessuto cerebrale. Questo tipo di evoluzione porta ad una riduzione della capacità funzionale. Nell’evoluzione di questa lesione è anche importante considerare quale emisfero cerebrale viene coinvolto in quanto la lesione ha un impatto che può essere più o meno invalidante a seconda che il paziente sia mancino (emisfero dominante destro) o destrimane (emisfero dominante sinistro). Questo tipo di lesioni da danno primario, cioè quelle legate al trauma in sé, si possono evitare solamente con la prevenzione. Una volta che questo quadro si è stabilizzato si può solo evitare che peggiori, non si può ridargli aspetti migliorativi.

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