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Attività di un anticorpo

L’attività di un anticorpo è dovuta alla regione del gambo, che conferisce alle varie classi diverse capacità, come quella di ancorarsi alla membrana plasmatica o quella di facilitare la fagocitosi da parte dei macrofagi.
L’anticorpo è pertanto una molecola complessa che svolge in realtà due diverse funzioni:
• Funzione recettrice: grazie al suo sito di legame può riconoscere un solo antigene estraneo tra milioni;
• Funzione effettrice: il legame fra un antigene ed un anticorpo determina una serie di eventi che portano alla distruzione dei microrganismi che possiedono quel determinato antigene o alla neutralizzazione degli antigeni tossici.

Il sistema immunitario non produce anticorpi, confezionandoli su misura in funzione degli antigeni estranei, ma molto più semplicemente si limita e sintetizzarne milioni tutti diversi.

Ogni individuo ha infatti un’ampia varietà di linfociti differenti, ciascuno in grado di produrre un solo tipo di anticorpo.
Il sistema immunitario, infine, attua una vera e propria sorveglianza immunologica, anche nei confronti di cellule dell’organismo trasformate.
Ogni cellula del nostro corpo, infatti, è caratterizzata dalla presenza sulla sua superficie di particolari molecole proteiche e polisaccaridiche, diverse da individuo a individuo (sono uguali sono nei gemelli identici). Esse sono codificate da un gruppo di geni, caratterizzati da una grande variabilità, che costituiscono il complesso maggiore di istocompatibilità (MHC), cosiddetto perché regola la compatibilità dei trapianti.
Tali proteine agiscono da marcatori del self scatenando la risposta immunitaria nei confronti delle cellule che hanno MHC diverso, come le cellule trapiantate o le cellule tumorali, nelle quali la mutazione che le ha generate ha modificato anche le proteine MHC.

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