Allantoide
L’allantoide è un diverticolo a fondo cieco che si sviluppadall’endoderma del sacco vitellino verso la fine della seconda settimana di sviluppo intraembrionale, e che presiede all’organizzazione del cordone ombelicale. Al momento della delimitazione del corpo dell’embrione, l’allantoide si flette: in questo modo, una parte viene inglobata nel corpo embrionale, mentre l’altra permane nel cordone ombelicale. La porzione intraembrionale dell’allantoide sbocca nella cloaca ed è destinata a trasformarsi in un legamento fibroso, l’uraco. Questo contribuirà a tenere saldamente connesso l'apice della vescica alla parete addominale ventrale formando il legamento ombelicale mediano (così chiamato in quanto verrà affiancato da altri due laterali). La persistenza di residui epiteliali dell’uraco può dare origine a: fistole, quando la trasformazione in legamento ha interessato soltanto la porzione vicina alla parete addominale; e a cisti, quando la porzione intermedia non si è trasformata in legamento. La parte extraembrionale dell’allantoide, invece, è destinata ad atrofizzarsi. Inoltre, con la comparsa delle isole angiogeniche nel mesoderma extraembrionale che riveste il sacco vitellino, intorno all’allantoide si differenziano i vasi allantoidei che successivamente si trasformano in vasi ombelicali, fondamentali per gli scambi tra feto e madre.
Gelatina di Wharton
I vasi ombelicali sono poi immersi nello stroma intervascolare, la Gelatina di Wharton, costuita da
tessuto connettivo mucoso maturo, estremamente soffice ed elastico alla compressione. Essa contiene glicosamminoglicani (l'acido ialuronico è la molecola organica più abbondante), proteoglicani (decorina), e diversi tipi di collagene che, nel complesso, sono responsabili delle proprietà meccaniche del cordone ombelicale. Contemporaneamente, l'ectoderma costituisce il pavimento della cavità amniotica,mentre l'endoderma è rivolto verso la cavità del blastocele, ora denominata sacco vitellino primario. mentre il liquido amniotico, oltre ad accumularsi provocando l’espansione dell’amnios, fornisce anche una protezione meccanica e agisce da rivestimento coibente, piccoli soluti e cellule desquamate. Inizialmente, si forma per filtrazione, attraverso la parete dell’amnios, di liquido. proveniente in parte dall’interstizio materno ed in parte dal rivestimento stesso della cavità. Successivamente, l’apparato urinario, soprattutto il metanefro contribuisce alla produzione di liquido amniotico. Inoltre, le cellule che desquamano nel liquido amniotico possono essere prelevate e usate per studiare le caratteristiche genetiche del feto a partire dal terzo mese (amniocentesi).
Vili coriali
villi coriali sono le unità morfo-funzionali della placenta e passano attraverso diversi stadi differenziativi. Verso il 14° giorno, le cellule citotrofoblastiche, proliferando, si spingono all’interno delle trabecole sinciziali, costituendo i villi primari, che quindi risultano formati da un asse di citotrofoblasto rivestito dal sincizio trofoblasto. Intorno al 16° giorno, le cellule mesenchimali del mesoderma somatopleurico del celoma extraembrionale (o cavità coriale) penetrano in parte nei villi primari in direzione della decidua basalis, trasformandoli in villi secondari. Poi, quando vengono a contatto con l’endometrio materno, le cellule citotrofoblastiche si dirigono lateralmente per congiungersi con quelle provenienti dai villi vicini. In questo modo, intorno al sinciziotrofoblasto si forma uno strato di citotrofoblasto, denominato “guscio citotrofoblastico”, che si interrompe solo nei punti in cui i vasi materni comunicano con gli spazi intervillosi.