Concetti Chiave
- La cattiveria è vista come una disposizione innata al male, ma studi dimostrano che si può diventare cattivi a causa dell'ambiente e delle esperienze.
- L'esperimento di Stanford di P. Zimbardo ha evidenziato come il contesto possa influenzare il comportamento, portando a dinamiche di aggressività tra ruoli opposti.
- H. Arendt, nel concetto di "banalità del male", descrive come le persone possono giustificare azioni malvagie, come accaduto durante l'Olocausto.
- Testimonianze storiche mostrano che la cattiveria umana è un fenomeno ricorrente, amplificato dai moderni strumenti di distruzione rispetto al passato.
- Il bullismo è una manifestazione contemporanea di cattiveria, diffusa tra i giovani e spesso amplificata dai social media, dimostrando che la cattiveria non conosce confini culturali.
Definizione di cattiveria
Nel dizionario italiano la cattiveria è definita così: “Innata disposizione a far del male, a recar danno al prossimo nelle sue cose o nelle sue aspirazioni”; questo vuole dire che, secondo il vocabolario italiano, l’essere umano può essere cattivo o buono fin dalla sua nascita, come se la cattiveria fosse una cosa genetica.
Esperimento di Stanford
Un esperimento effettuato dallo psicologo americano P.Zimbardo, fatto nell’università di Stanford, ha dimostrato il contrario ossia che cattivi si diventa. La prova consisteva nel selezionare un gruppo di 24 studenti, lasciarli chiusi per un periodo di due settimane consecutive, nei sotterranei dell’università, e dividerli in due sotto gruppi: uno di detenuti e l’altro di guardie.
L’esperimento è stato interrotto dopo solo sei giorni, perché i ragazzi con il ruolo di guardia erano diventati troppo aggressivi nei confronti dei ragazzi con il ruolo di detenuti, anche se prima dell’inizio dell’esperimento non lo erano affatto e provenivano da realtà familiari diverse.
Questo test ha dimostrato anche che l’uomo imita il comportamento degli altri per non sentirsi escluso.
Banalità del male
Dello stesso comportamento parla H. Arendt nel suo testo “la banalità del male” dove dice che i tedeschi, nel corso della seconda guerra mondiale, si auto convincevano che uccidere gli ebrei fosse giusto, perché così sarebbe rimasta solo la razza ariana alla quale loro appartenevano. Sembrava quasi che la coscienza del popolo germanico intero dicesse a ciascuno di eliminare gli ebrei, senza permettergli di comprendere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Anche R. Höss un ex comandante di Auschwitz racconta nel suo testo “Comandate ad Auschwitz. Memoriale autobiografico” della sua personale esperienza nel campo di lavoro; “ era mio dovere” ripete più di una volta nel testo, perché vuole evidenziare che non ha avuto possibilità di scelta di non uccidere gli ebrei, anche se provava un’immensa pietà per queste persone, lui non poteva ribellarsi al sistema e quindi salvarli e liberarli.
Testimonianze storiche
“La storia, dall’antichità al presente, è ricca di testimonianze della disinvoltura con cui gli uomini possono uccidere altri uomini” così dice D.J. Goldhagen nel suo libro “i volonterosi carnefici di Hitler. I tedeschi comuni dell’Olocausto”, questo vuol dire che l’uomo è sempre stato cattivo. Anche se i fatti raccontati nei testi citati sono recenti, perché risalenti al secolo scorso e quindi li sentiamo più vicini a noi, nei tempi moderni il tipo di armi utilizzate crea più devastazione rispetto alle armi usate nel passato, per esempio le bome esplose nei vari attacchi terroristici che hanno creato più morti rispetto alle guerre del passato fatte corpo a corpo.
Bullismo e cattiveria moderna
Un altro esempio di cattiveria sono gli atti di bullismo che vengono fatti tra ragazzi, spesso su internet dove attaccano fisicamente o verbalmente una persona ad esempio su facebook facendo dei commenti spiacevoli sugli amici.
Queste manifestazioni di cattiveria avvengono in tutto il mondo, quindi non è una caratteristica che riguarda solo una determinata popolazione, ma i fatti dimostrano che gli uomini sono tutti uguali, indipendentemente dalla loro razza,cultura e religione.
Conclusione personale
Secondo me un bambino appena nato non può essere già cattivo, quindi cattivi si diventa, anche a causa di fattori come per esempio la famiglia o il luogo dove si vive, perché si assimila il contesto in cui si cresce.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di cattiveria secondo il dizionario italiano?
- Cosa ha dimostrato l'esperimento di Stanford condotto da P. Zimbardo?
- Come si collega il concetto di "banalità del male" di H. Arendt alla cattiveria umana?
- Qual è la visione di D.J. Goldhagen riguardo alla cattiveria nella storia?
- In che modo il bullismo rappresenta una forma di cattiveria moderna?
La cattiveria è definita come "innata disposizione a far del male, a recar danno al prossimo nelle sue cose o nelle sue aspirazioni", suggerendo che l'essere umano può essere cattivo o buono fin dalla nascita.
L'esperimento ha dimostrato che la cattiveria è un comportamento appreso, poiché i partecipanti con il ruolo di guardie sono diventati aggressivi nei confronti dei detenuti, nonostante provenissero da contesti familiari diversi.
H. Arendt evidenzia che durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi si auto-convincevano che uccidere gli ebrei fosse giusto, mostrando come la coscienza collettiva possa giustificare atti di cattiveria.
D.J. Goldhagen afferma che la storia è piena di testimonianze di come gli uomini possano uccidere altri uomini con disinvoltura, suggerendo che la cattiveria è una costante nella natura umana.
Il bullismo, spesso manifestato attraverso attacchi fisici o verbali su piattaforme come Facebook, è un esempio di cattiveria che si verifica globalmente, dimostrando che non è limitato a una specifica popolazione.