Concetti Chiave
- La Francia, indebolita dalle guerre di religione, recuperò prestigio sotto Enrico IV, ma il suo assassinio riaprì conflitti tra le fazioni nobiliari.
- La Guerra dei Trent'anni (1618-1648) tra cattolici e protestanti portò a devastazioni in Germania e alla rovina economica dell'Italia spagnola.
- Luigi XIV, dopo la morte di Richelieu, instaurò uno Stato Assoluto, affermando che il re era sopra le leggi e identificandosi con lo stato stesso.
- La riorganizzazione della nobiltà da parte di Luigi XIV comportò la revoca dei titoli a famiglie aristocratiche e la concessione a nuove famiglie borghesi, creando una nobiltà leale.
- Colbert, come ministro delle finanze, contribuì alla modernizzazione della Francia, investendo in settori chiave e finanziando la costruzione della reggia di Versailles.
La Francia e le guerre di religione
Indebolita dalle guerre di religione la Francia aveva trovato prestigio con Enrico IV fondatore della dinastia dei borboni e autore dell’editto di Nantes del 1598 in favore degli ugonotti. Il suo assassinio nel 1619 riaprì tuttavia la lotta tra le fazioni nobiliari. Il nuovo re Luigi XIII, potè governare solo dopo parecchi anni, una volta maggiorenne, con l’aiuto del cardinale Richelieu.
La Guerra dei Trent'anni e le sue conseguenze
Proprio in questo periodo, tra il 1618 e il 1648, si svolse la Guerra dei Trent’anni scoppiata tra gli Asburgo d’Austria, cattolici, e i protestanti boemi. La guerra, che finì con la pace di Westfalia, provocò grandissime devastazioni soprattutto in Germania. La sconfitta degli Asburgo di Spagna, alleati agli Asburgo d’Austria segnò la definitiva rovina economica dell’Italia spagnola.
L'ascesa di Luigi XIV e lo Stato Assoluto
Richelieu morì quasi contemporaneamente a Luigi XIII. Gli successe un nuovo ministro, il cardinale Mazzarino, che fece da tutore al giovanissimo Luigi XIV. Il giorno stesso della morte del suo ministro, Luigi XIV convoco il Consiglio della Corona e comunicò ai ministri che da quel momento in poi avrebbe governato da solo.
Quando fece questa dichiarazione Luigi aveva 23 anni. Nacque lo STATO ASSOLUTO cioè “sciolto” da ogni potere dei sudditi (legibus solutus = il re sopra le leggi). Si dice addirittura che un giorno Luigi disse” Lo stato sono io”. Già mentre era vivo Mazzarino dedicava ore e ore ogni giorno all’esame minuzioso di tutti i documenti, i dispacci, le suppliche le relazioni che si accumulavano quotidianamente sul tavolo del cardinale e dei suoi consiglieri. Non vi era affare del regno che egli non conoscesse e che , grazie alla sua ferrea memoria, non sapesse recitare al momento giusto per cogliere in contraddizione un ministro. Addirittura licenziò l’intero consiglio e si pose alla ricerca di nuovi collaboratori di essi il più importante divenne Colbert addetto alle finanze del regno. Dovendo trovare un simbolo per il suo regno scelse il Sole, perché , come Dio, il sole dà vita e nutrimento al mondo.
Sembra quasi un ritorno ad regime di tipo teocratico del tipo "A deo rex, a rege lex". Quindi il re, continua Luigi XIV, è dato da Dio perché sia rispettato dai sudditi. In questo modo egli coincide con lo stato e quindi emana la legge e ne è allo stesso tempo superiore. Per questo indicava la monarchia inglese come imperfetta, visto che il re non era legibus solutus, ma era vincolato dal parlamento e anzi poteva essere messo sotto processo (impichment). Questa teoria fu poi affermata dal filosofo J.B. Bossuet, che affermò che il potere regio deriva da Dio e non dal popolo.
La riorganizzazione della nobiltà francese
I primi anni del regno del nuovo sovrano furono resi drammatici dall’opposizione dei nobili alla monarchia. Luigi insieme ai suoi tre ministri cominciò a riorganizzare la Francia.
Il primo obiettivo era quello di togliere il titolo di nobiltà ad antiche famiglie aristocratiche considerate pericolose e di concederlo ( in cambio di molto denaro) a famiglie borghesi arricchite . Così una nuova nobiltà fedele alla monarchia prendeva il pesto di quella antica.
Mentre compiva queste operazioni, Luigi pensava anche a dare una contropartita ai nobili più prestigiosi e intoccabili che la sua politica stava dominando. Per quanto orgogliosi e temibili, i grandi di Francia avevano un punto debole: la terra rendeva sempre meno e tutti avevano un bisogno continuo di denaro per mantenere quel lusso che il loro rango richiedeva.
Luigi chiamò i principi a corte e creò cariche magnifiche e prestigiose, del tutto prive di potere ma dotate di lauti stipendi. Nacque la burocrazia.
Colbert e la modernizzazione della Francia
Tra il 1660 e il 1680 l’intera politica interna francese fu dominata dalla personalità di Colbert, il ministro delle finanze che ben presto passò a controllare tutti i settori vitali dell’amministrazione pubblica. D’accordo con il re Colbert riuscì in parte a trasformare la Francia in una nazione moderna, caratterizzata dalla presenza capillare dello Stato nei settori chiave dell’amministrazione e dell’economia.
Con l’afflusso costante di denaro nelle casse dello Stato, Colbert finanziò numerose imprese tra le quali quella della seta e rese possibile la costruzione della maestosa reggia di Versailles.
La guerra di successione spagnola
Gli ultimi anni del regno di Luigi XIV furono impegnati in una guerra disgraziata che fece precipitare la Francia nella guerra di successione spagnola (1702-1713). Essa fini con la pace di Utrecht che portò un borbone sul trono di spagna e che segnò contemporaneamente la fine dell’egemonia spagnola in Italia.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo di Enrico IV nella storia della Francia?
- Quali furono le conseguenze della Guerra dei Trent'anni per la Francia e l'Europa?
- Come si è sviluppato il concetto di Stato Assoluto sotto Luigi XIV?
- In che modo Luigi XIV riorganizzò la nobiltà francese?
- Qual è stato l'impatto di Colbert sulla modernizzazione della Francia?
Enrico IV, fondatore della dinastia dei Borboni, ha riportato prestigio alla Francia con l'editto di Nantes del 1598, che favoriva gli ugonotti, ma il suo assassinio nel 1619 riaprì le lotte tra le fazioni nobiliari.
La Guerra dei Trent'anni (1618-1648) portò a devastazioni enormi, specialmente in Germania, e segnò la rovina economica dell'Italia spagnola, concludendosi con la pace di Westfalia.
Luigi XIV, proclamando "Lo stato sono io", instaurò uno Stato Assoluto, governando senza vincoli legali e affermando che il potere regio deriva da Dio, come sostenuto dal filosofo J.B. Bossuet.
Luigi XIV rimosse titoli nobiliari da famiglie aristocratiche pericolose e li concesse a borghesi arricchiti, creando una nuova nobiltà fedele alla monarchia e mantenendo i nobili prestigiosi a corte con cariche senza potere ma ben retribuite.
Colbert, ministro delle finanze, trasformò la Francia in una nazione moderna, controllando settori vitali dell'amministrazione e dell'economia, finanziando imprese e contribuendo alla costruzione della reggia di Versailles.