Concetti Chiave
- Dopo la Pace di Costanza, il potere dei consoli divenne instabile a causa delle divisioni nobiliari e della crescita dei centri cittadini.
- La debolezza del consolato portò alla nascita del Podestà, un magistrato eletto per mantenere l'ordine tra le fazioni, spesso scelto da città diverse per garantire neutralità.
- Le rivalità tra Guelfi e Ghibellini si intensificarono con l'arrivo di Federico II, influenzando il controllo commerciale tra città come Pisa, Genova, Firenze e Siena.
- Il conflitto siciliano si complicò dopo la morte di Federico II, portando alla sconfitta di Manfredi e all'ascesa di Carlo d'Angiò, con significative ripercussioni politiche in Italia.
- Firenze vide la borghesia mercantile assumere il controllo nel 1282, mentre Venezia chiuse il suo Maggior Consiglio nel 1297, limitando l'accesso al potere a un'élite ristretta.
Evoluzione delle istituzioni consolari
Dopo la Pace di Costanza, nel 1183, le istituzioni consolari risultarono primitive di fronte alla crescita demografica e politica dei centri cittadini; i consoli esercitavano e imponevano il proprio potere all'interno e all'esterno delle mura della città, al posto delle famiglie nobili inurbate; l'instabilità del consolato derivava dalla divisioni in fazioni della nobiltà stessa.
Ascesa del Podestà e del Capitano del Popolo
Grazie a questa debolezza del governo collegiale dei consoli nacque una magistratura individuale: il Podestà, che doveva mantenere l'ordine e governare sopra le fazioni. Questi erano eletti dalle assemblee e duravano un anno, ma presto furono scelti da cittadini di altre città per garantire una neutralità.
Il Capitano del Popolo era il capo della seconda forma di governo dei Comuni, eletto dal popolo, e parallelo al Podestà.
Rivalità tra Guelfi e Ghibellini
Quando Federico II entrò in guerra con i Comuni, le rivalità di questi si intrecciarono con le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini: Pisa e Genova erano rivali per il controllo commerciale del Mediterraneo occidentale; Firenze e Siena si contendavano la Valdensa; Pisa e Siena erano Ghibelline e Genova e Firenze Guelfe.
Conflitti e alleanze nel regno di Sicilia
Nel 1250 muore Federico II e nel 1254 anche il suo erede legittimo, così prende il potere del regno di Sicilia e dei possedimenti italiani dell'impero Manfredi, figlio illegittimo, che si pone a capo dei Ghibellini, dando inizio ad una lunga storia di contrasti e accordi con il papato. Il 4 settembre 1260, a Montaperti, ci fu lo scontro tra i Guelfi e i Ghibellini, che vinsero quest'ultimi e si impadronirono di Firenze e cacciarono i Guelfi; nel 1261 il papa Urbano IV, desiderando che il regno di Sicilia fosse nelle mani di un sovrano più bendisposto verso il papato, chiamò in Italia Carlo d'Angiò, fratello del re di Francia, che tolse a Manfredi la Sicilia : nel 1266, a Benevento, Manfredi venne sconfitto e poi ucciso. I senesi tornarono banchieri del Papa e i fiorentini si ripresero il dominio commerciale nel regno di Carlo d'Angiò.
Nel conflitto siciliano si inserì anche il re d'Aragona trasformando così in una guerra tra gli Aragona e gli Angiò, ciò si concluse nel 1302 con il compromesso suggerito da Papa Bonifacio VIII: Federico, figlio di Pietro II d'Aragona, riceveva come feudo personale, e non ereditario, la Sicilia che, alla sua morte, doveva tornare agli Angioini, ma Federico creò un ramo Aragonese e tenne il potere fino al 1380 quando la Sicilia venne annessa al regno di Aragona. In tutto ciò l'economia cadde sotto il controllo dei mercanti stranieri e la Sicilia divenne terra di proprietà feudale cerealicola.
Economia e politica a Firenze e Venezia
Firenze era un popolo comandato dalla ricca borghesia mercantile.
Nel 1282 i mercanti fiorentini assunsero il governo della città per mezzo di un consiglio di rappresentanti delle arti: 147 famiglie Guelfe e Ghibelline perderono il diritto di rivestire cariche pubbliche. Il nuovo comune borghese e il potere era in mano ai Priori delle arti maggiori. Diversamente successe a Venezia che, a partire dal 1172, il potere venne diviso fra il Doge e il Maggior Consiglio, ma nel 1297, con una riforma chiuse il maggior consiglio, il seggio divenne vitalizio e solo chi ne aveva già fatto parte poteva essere ammesso. Vi potè accedere solo un elite di circa 200 famiglie.
Signoria nel nord Italia
Nell'area settentrionale si impose la Signoria: derivò da una trasformazione del Podestà o dal colpo di forza di esponenti di una famiglia nobile, come Ezzenunzio che, nel 1236, divenne signore di Verona, si appoggiò a Federico II e divenne capo dei Ghibellini.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause dell'instabilità delle istituzioni consolari dopo la Pace di Costanza?
- Come si sviluppò la figura del Podestà nei Comuni?
- Quali erano le principali rivalità tra le città italiane durante il conflitto tra Guelfi e Ghibellini?
- Quale fu l'esito della battaglia di Montaperti nel 1260?
- Come si differenziò il governo di Firenze da quello di Venezia nel periodo medievale?
L'instabilità del consolato derivava dalla divisione in fazioni della nobiltà, che rendeva difficile il governo collegiale dei consoli, i quali cercavano di esercitare il loro potere sia all'interno che all'esterno delle mura cittadine.
La figura del Podestà emerse come magistratura individuale per mantenere l'ordine tra le fazioni, venendo eletta dalle assemblee e, in seguito, da cittadini di altre città per garantire neutralità.
Le rivalità si manifestarono tra Pisa e Genova per il controllo commerciale del Mediterraneo, e tra Firenze e Siena per la Valdensa, con Pisa e Siena schierate con i Ghibellini e Genova e Firenze con i Guelfi.
Nella battaglia di Montaperti, i Ghibellini sconfissero i Guelfi, prendendo il controllo di Firenze e cacciando i Guelfi dalla città.
A Firenze, il governo fu assunto dai mercanti attraverso un consiglio di rappresentanti delle arti, mentre a Venezia il potere era diviso tra il Doge e il Maggior Consiglio, che nel 1297 divenne un'elite chiusa, limitando l'accesso a circa 200 famiglie.