Concetti Chiave
- Stalin abolì la NEP e impose la collettivizzazione forzata, costringendo i contadini a unirsi ai Kolchoz e provocando la resistenza e la persecuzione dei kulaki.
- La collettivizzazione portò a una carestia devastante in Ucraina nel 1933, con milioni di morti e episodi di cannibalismo tra la popolazione affamata.
- Nonostante l'Unione Sovietica divenne una potenza industriale grazie ai piani quinquennali, il costo umano delle politiche di Stalin fu estremamente elevato.
- Il regime di terrore di Stalin eliminò chiunque fosse percepito come una minaccia alla sua autorità, senza giustificazioni ideologiche, mantenendo segrete le atrocità da parte dell'opinione pubblica europea.
- Fino alla morte di Stalin nel 1953, molti comunisti in Europa vedevano l'Unione Sovietica come un paradiso, ignari delle terribili realtà, che emersero solo con la destalinizzazione di Kruscev.
La collettivizzazione forzata
Stalin procedette all'abolizione della Nep e si riapri la guerra con i kulaki, i contadini benestanti. Stalin impose la collettivizzazione delle campagne, quindi i contadini che avevano una piccola proprietà e che sfruttavano la riforma
agraria per acquistare un pezzo di terreno, dovettero cedere tutto allo stato e furono costretti a far parte dei Kolchoz, ovvero delle aziende agrarie collettive. Molti si rifiutarono e perciò iniziarono ad essere perseguiti e a essere mandati nei campi di concentramento. Stalin apri una vera e propria guerra con questa classe (i contadini arricchiti grazie alla Nep) e impose la requisizione forzata dei beni. I contadini risposero rimuovendo le semine e addirittura cancellando gli animali per non essere socializzati nei kolchoz.
La carestia e le sue conseguenze
Questo portò innanzitutto alla deportazione e alla uccisione di moltissimi contadini, dell'intera classe dei kulaki, ma anche ad una delle carestie più terribili che colpi l'Ucraina, nel 33. La carestia fu aggravata dal fatto che Stalin impedì ai contadini di spostarsi per cercare cibo nelle città. Stalin usò quindi, la carestia, come vero e proprio strumenti per ammazzare i contadini senza sporcarsi le mani, obbligandoli a restare dove non c'era cibo, portandolo al punto di dover mangiare i propri figli, ci furono casi di cannibalismo. I morti furono tantissimi, inoltre chi non moriva lavorava nei campi di prigionia dove anche tutti i prigionieri politici venivano rinchiusi e quando non erano immediatamente fucilati, erano costretti a lavorare in zone inospitali, verso il Polo Nord, nei pressi della Siberia, dove le temperature arrivano a -50 gradi e si moriva di freddo, fame, fatica. Stalin, quindi, causò la morte di circa 6 milioni di persone.
La propaganda e la realtà sovietica
L'Unione Sovietica, nel giro di pochissimo tempo, divenne uno degli stati più arretrati, con un sistema economico medievale ma allo stesso tempo, divenne la seconda potenza industriale grazie ai piani quinquennali di Stalin. Ciò avvenne nello stesso periodo in cui l'occidente e il mondo capitalistico viveva una grave crisi economica e Stalin utilizzò, a livello propagandistico, questa crisi per presentare il piano socialista come superiore rispetto all'economia capitalistica, anche se in realtà, abbiamo visto, che il "prezzo" pagato dalla popolazione fu elevatissimo.
Il regime di terrore di Stalin
Il regime di Stalin è uno dei pochi regimi che ha ucciso connazionali senza motivazioni di tipo teorico, ideologico, quindi senza avere neanche una tesi razzista, secondo cui bisognava eliminare a tutti i costi una determinata categoria. Semplicemente, Stalin eliminava chiunque ostacolasse la sua dittatura, sia personale, all'interno dei bolscevichi, sia all'interno dell'armata rossa, infatti, oltre all'epurazione del partito bolscevico ci fu quello dell'armata rossa e sia tra la
popolazione, soprattutto tra i contadini. Ovviamente in Europa non si conoscevano le condizioni di vita in Unione Sovietica poiché Stalin non faceva trapelare nulla. In realtà anche all'interno delle città non si sapeva come i contadini vivessero (la moglie di Stalin non sapeva nulla, finché fece un giro tra le campagne e si suicidò, perché la situazione in cui suo marito aveva ridotto questa parte della società russa e i paesi confinanti, era terribile).
L'illusione comunista in Europa
In Europa, i militanti comunisti immaginavano che la Russia fosse "Eden", il paradiso terrestre, fino al '53, quando Stalin morì e, grazie la destalinizzazione con Nikita Kruscev, furono denunciati tutti i crimini di Stalin, quindi anche l'Europa venne a conoscenza di ciò che realmente in Unione Sovietica.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della collettivizzazione forzata imposta da Stalin?
- Come reagirono i contadini alla requisizione forzata dei beni?
- In che modo Stalin utilizzò la carestia come strumento di controllo?
- Qual è stata la contraddizione tra la propaganda sovietica e la realtà economica?
- Come venne percepita la situazione in Unione Sovietica in Europa durante il regime di Stalin?
La collettivizzazione forzata portò alla deportazione e all'uccisione di moltissimi contadini, in particolare della classe dei kulaki, e causò una delle carestie più terribili in Ucraina nel 1933, con morti che raggiunsero circa 6 milioni di persone.
Molti contadini si rifiutarono di cedere le loro proprietà e risposero rimuovendo le semine e uccidendo gli animali, per evitare di essere socializzati nei kolchoz, le aziende agrarie collettive.
Stalin impedì ai contadini di spostarsi per cercare cibo, utilizzando la carestia come un mezzo per eliminare i contadini senza sporcarsi le mani, costringendoli a rimanere in luoghi privi di cibo, portando a casi di cannibalismo.
Nonostante l'Unione Sovietica divenne la seconda potenza industriale grazie ai piani quinquennali, il sistema economico rimase arretrato e medievale, e il "prezzo" pagato dalla popolazione fu elevatissimo, contrariamente a quanto propagandato.
In Europa, molti militanti comunisti vedevano la Russia come un "Eden" fino alla morte di Stalin nel 1953, quando la destalinizzazione rivelò i crimini del regime, portando alla luce le terribili condizioni di vita in Unione Sovietica.