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Concetti Chiave

  • La formazione dell'URSS nel 1922 segna l'inizio di un rigido centralismo e il lancio della NEP, che offriva libertà economica temporanea per stabilizzare il paese dopo la guerra civile.
  • Stalin emerge come leader, promuovendo il "socialismo in un solo paese" e avviando la collettivizzazione forzata, eliminando i rivali politici e interrompendo la NEP.
  • La collettivizzazione forzata porta a una violenta repressione dei kulaki e alla più grande carestia della storia europea nel 1932-33, causando milioni di vittime.
  • Stalin instaura un regime di terrore che colpisce non solo i kulaki ma anche membri del partito, con le "grandi purghe" che eliminano gli oppositori e consolidano il suo potere.
  • I gulag diventano strumenti di repressione e sfruttamento della manodopera, con condizioni disumane che causano oltre 2 milioni di vittime tra il 1929 e il 1953.

Formazione dell'URSS e NEP

Dopo i duri anni della guerra civile con la vittoria dell’Armata rossa bolscevica, agli inizi degli anni venti la Russia comincia a stabilizzarsi, infatti il 30 dicembre del 1922 si forma l’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, dove sin dall’inizio prevalse un rigido centralismo . Tra il 1921 e il 1922 fu avviata la NEP (nuova politica economica) che restituiva margini di libertà alla produzione e al commercio. Sempre nello stesso anno Lenin cercò di creare buoni rapporti con la comunità internazionale in modo di ottenere il riconoscimento dello stato sovietico dalle altre nazioni europee però mentre all’interno del gruppo dirigente sovietico si discuteva per definire tutte le nuove strategie da seguire Lenin si ammalò e successivamente morì nel 1924 (Lenin era il leader bolscevico).

Qual è l'Ascesa di Stalin e la collettivizzazione?

La morte di Lenin causò una crisi nel partito e perciò un triumvirato dirigeva il potere il cui era composto da Stalin, Grigorij Zinovev e Lev Kamev contrastati da Trotskij l’uomo che aveva organizzato l’Armata rossa durante la guerra civile. Da un lato Trotskij e il suo gruppo restavano legati agli ideali internazionalisti e sostenevano l’idea della rivoluzione permanente che la Russia avrebbe dovuto suscitare nel resto d’Europa. Stalin, invece, aveva creato l’idea del “socialismo in un solo paese” quindi si doveva consolidare l’economia socialista e lo stato sovietico in Russia. Soltanto così lo stato socialista avrebbe potuto porsi come modello ideale in vista di una rivoluzione mondiale. Stalin nel 1922 era divenuto segretario generale del Comitato centrale e nel giro di pochi anni si impose alla guida del partito e quindi dell’URSS (unione delle repubbliche socialiste sovietiche). Per prima cosa eliminò la sinistra con l’aiuto della destra guidata da Bucharin il quale mandò all’esilio Trotskij nel 1929, successivamente riuscì ad espellere dal partito Zinovev e Kamenev e nel 1927 toccò allo Bucharin. Così Stalin diede vita al suo progetto politico ed economico per l’URSS. Per quanto riguarda l’economia, nonostante i risultati positivi ricevuti dalla Nep, Stalin riteneva fosse necessario procedere a tappe forzate per una forte industrializzazione del paese quindi interruppe la Nep e impose la collettivizzazione forzata della terra. Lo stato assunse il controllo totale delle campagne attraverso la soppressione dei kulaki (media proprietà agraria) che dopo vari tentativi di resistenza furono costretti a lavorare in grandi aziende agricole governate dallo stato i kolchozy e i sovchozy. Tutto ciò fu possibile a causa di una campagna violenta contro i kulaki che portò all’eliminazione come classe sociale, deportazioni e uccisioni causando milioni di vittime. Nel 1932-33 scoppiò la più grande carestia della storia dell’Europa diversamente interpretata, tutti concordavano su fatto che fu provocata dalla politica di Stalin, alti sostenevano che fu fatta apposta dal gruppo dirigente stalinista per stroncare le rivoluzioni nelle campagne e altri credevano che il capo dell’URSS si approfittò per mettere in riga i contadini. Questa collettivizzazione doveva essere alla base dei piani quinquennali che avevano lo scopo di organizzare l’economia verso i principi indicati dallo stato. Nel 1929 fu cancellata definitivamente la Nep, furono affermati i beni strumentali che erano destinati a soddisfare un bisogno e a favorire l’industria pesante e grazie a questi piani l’Unione Sovietica ebbe una grande industrializzazione. Questi grandi progressi furono possibili attraverso lo sfruttamento della forza lavoro, infatti ogni mezzo (compresi propaganda e incentivi) fu impiegato per sollecitare l’impegno collettivo dei lavoratori per dimostrare la potenza del socialismo.

Terrore e purghe staliniane

-Per portare avanti la strategia di sviluppo e trasformare il paese, Stalin non ebbe l’appoggio della popolazione e quindi tornò ai metodi del comunismo utilizzando la repressione e il terrore, qui cominciò il sistema dittatoriale fondato su un potere tirannico. Il terrore inizialmente fu utilizzato come mezzo di repressione per i kulaki ,operai e contadini ma con il passare del tempo si estese anche ai membri del proprio partito ,infatti si moltiplicarono le eliminazioni fisiche e processi degli altri capi dei bolscevichi. Fra le vittime appunto Trotskij che fu esiliato in Città del Messico e ucciso nel 1940 da un sicario di Stalin. Furono questi gli anni in cui egli divenne un disputa assoluto. Il periodo tra il 1936 e 1938 furono gli anni con una serie di processi e di condanne a morte contro moltissimi cittadini incolpati di attività anticomunista e antinazionale ma che in realtà erano innocenti o cercavano di frenare la polizia staliniana. Questo periodo prese il nome di “grandi purghe” in quanto quasi tutta la vecchia guardia bolscevica fu eliminata tra cui ex dirigenti del Komintern. Stalin ormai diventato l’onnipotente guida dell’URSS, i vecchi dirigenti bolscevichi non potevano fare nulla e furono sostituiti da uomini di fede staliniana.

Gulag e repressione

Il periodo dittatura di Stalin fu caratterizzato dalla realizzazione e l’organizzazione di campi di lavoro coatto chiamati gulag. Questi campi in origine furono pensati come luoghi di “rieducazione” per criminali di ogni tipo ma soprattutto utilizzati come mezzo di repressione degli oppositori di Stalin infatti nel periodo staliniano il sistema del gulad raggiunse la massima estensione ma erano già in funzione nel periodo di Lenin. Furono ridotti dopo la morte di Stalin e diventati “normali” prigioni nel 1987.

I campi risalivano già dall’impero zarista dove gli oppositori venivano confinati ai lavori forzati. Dopo la rivoluzione bolscevica, in un primo momento Lenin aveva fatto liberare tutti i prigionieri politici fece ristrutturare e ampliare i campi di lavoro forzato ai tempi della Russia imperiale per rinchiudervi i “nemici del popolo”. Quindi i gulag furono presenti già nel 1918 e tra il 1928 e 1940 furono in funzione oltre 160. Nel clima di terrore instaurato da Stalin ogni cittadino poteva essere riconosciuto colpevole quindi giudicato e successivamente trasferito nei campi . Lo scopo dichiarato era quello della “rieducazione politica” dei traditori,ma in realtà servivano da un lato a reprimere ogni ribellione e dall’altro a creare una manodopera sfruttabile. Uno degli aspetti più agghiaccianti fu quello della pianificazione degli arresti, perché il numero dei prigionieri veniva deciso all’inizo dell’anno secondo lo stesso Stalin. I campi di lavoro venivano collocati prima di tutto per facilitare l’isolamento dei detenuti, infatti alcuni erano situati in Siberia. Le attività del lavoro consistevano nel taglio trasporto di legname e nel lavoro in miniera e la costruzione di ferrovie. Nei gulag non venne attuata un’azione di sterminio come nei campi di sterminio nazista ma furono milioni di vittime a causa delle pessime condizione di vita e del durissimo lavoro. I condannati alloggiavano nelle baracche umide e fredde,i malati e i feriti non venivano curati e deliberatamente malmenati alle guardie. Queste furono le maggiori cause della mortalità, infatti tra il 1929 e 1953 nei campi di lavoro sovietici furono più di 2 milioni di vittime.

Propaganda e influenza internazionale

-Durante lo stalinismo l’Urss diventò uno stato totalitario dove l’educazione,la cultura e l’economia erano censurati da un unico partito controllato da Stalin e guidato da un’ideale comunista. Per mantenere questo sistema,Stalin,ricorse a una propaganda tramite mezzi di informazione che celebravano la grandiosità dello stato però tutti li aspetti negativi venivano coperti dai successi dei piani quinquennali che rafforzarono il potere di Stalin e in poco tempo divennero un vero e proprio culto della personalità e fu un elemento fondamentale per lo stato. Il potere del dittatore non era limitato ai confini dell’URSS e negli anni trenta il resto dei governi occidentali iniziarono a vedere in buona luce lo stato sovietico, tuttavia in Germania vi erano state svolte con l’avvento del Nazionalsocialismo che preoccupò molto gli altri stati occidentali per l’improvviso espansionismo della Germania e quindi collaborarono . L’URSS venne annessa nella società delle nazioni e riconosciuta dagli Stati Uniti. Questo ebbe ripercussioni in ciascun paese,infatti tra il 1919 e il 1921 in Europa era comparsa la terza internazionale che riconosceva il partito comunista sovietico come guida internazionale. Grazie a questo Stalin fu in grado di influenzare la linea politica di ciascun partito, si aprì la stagione dei fronti popolari nate in chiave antifascista e capaci di assumere il governo di Francia e Spagna. Nonostante ciò la situazione cambiò allo scoppio della seconda guerra mondiale quando Stalin si alleò con Hitler.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale politica economica introdotta da Lenin dopo la guerra civile?
  2. La principale politica economica introdotta da Lenin è stata la NEP (nuova politica economica), che ha restituito margini di libertà alla produzione e al commercio, contribuendo alla stabilizzazione della Russia negli anni venti.

  3. Come si è affermato Stalin come leader dell'URSS?
  4. Stalin si è affermato come leader dell'URSS eliminando i suoi rivali interni, come Trotskij, Zinovev e Kamenev, e imponendo la collettivizzazione forzata dell'agricoltura, interrompendo la NEP e avviando un processo di industrializzazione accelerata.

  5. Quali furono le conseguenze delle purghe staliniane tra il 1936 e il 1938?
  6. Le purghe staliniane portarono all'eliminazione fisica di molti membri del partito bolscevico e a condanne a morte di cittadini accusati di attività anticomunista, creando un clima di terrore e repressione all'interno dell'URSS.

  7. Che ruolo hanno avuto i gulag durante il regime di Stalin?
  8. I gulag furono utilizzati come strumenti di repressione per gli oppositori di Stalin e come luoghi di lavoro forzato, causando milioni di vittime a causa delle condizioni disumane e del duro lavoro, con oltre 2 milioni di morti tra il 1929 e il 1953.

  9. In che modo la propaganda ha influenzato la percezione dell'URSS all'estero durante lo stalinismo?
  10. La propaganda staliniana ha celebrato i successi dello stato sovietico, contribuendo a creare un culto della personalità attorno a Stalin e influenzando positivamente la percezione dell'URSS da parte di alcuni governi occidentali, nonostante le repressioni interne.

Domande e risposte

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