Concetti Chiave
- Garibaldi conquistò Varese e Como, mentre le truppe franco-piemontesi sconfissero gli austriaci nelle battaglie di Magenta e Solferino nel 1859.
- Napoleone III firmò l'armistizio di Villafranca l'11 luglio 1859, cedendo la Lombardia alla Francia e causando l'indignazione di Cavour.
- Nonostante il "tradimento" di Napoleone, il processo di unificazione nazionale avanzò, con insurrezioni popolari e la formazione di governi provvisori in Toscana e nei Ducati.
- Cavour tornò al governo nel gennaio 1860, ottenendo da Napoleone III l'impegno di non ostacolare le annessioni in cambio di Nizza e della Savoia.
- I plebisciti di marzo 1860 in Toscana, Parma, Modena e Romagna registrarono un'adesione del 97% per l'annessione al Regno di Sardegna.
Conquiste di Garibaldi
Dopo che Garibaldi ebbe conquistato Varese e Como, le truppe franco-piemontesi sconfissero quelle austriache il 4 giugno 1859 a Magenta e poi il 24 giugno a Solferino e a San Martino, a sud del lago di Garda.
Armistizio di Villafranca
Ma a questo punto Napoleone III pose termine alla guerra: senza neppure avvertire l'alleato, firmò l'11 luglio con gli austriaci l'armistizio di Villafranca, in base al quale l'Austria cedeva la Lombardia alla Francia, che a sua volta la "donava" al Regno di Sardegna. Cavour, indignato per quello che giudicò un tradimento, si dimise.
Ragioni della fine della guerra
Le ragioni che avevano spinto Napoleone a porre fine alla guerra erano diverse: la vittoria di Solferino era costata migliaia di morti e un'epidemia era scoppiata tra le truppe francesi; la Prussia, preoccupata di un'eccessiva espansione dell'influenza francese, minacciava di allearsi con l'Austria e attaccare la Francia; l'opinione pubblica francese premeva per una conclusione della guerra, impressionata dai costi umani e finanziari.
Processo di unificazione nazionale
Il "tradimento" di Napoleone III non frenò il processo di unificazione nazionale che si era ormai spinto molto avanti. Immediatamente dopo la battaglia di Magenta, il popolo era insorto cacciando i governatori in Toscana, nei Ducati di Parma e Modena e nelle Legazioni pontificie emiliano-romagnole di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì, le più insofferenti al dominio clericale. Si erano formati governi provvisori, controllati dai moderati della Società nazionale italiana, che avevano cosituito degli eserciti posti sotto il comando di Garibaldi. Furono quindi elette assemblee che votarono in favore dell'annessione al Regno di Sardegna.
Ritorno di Cavour al governo
Cavour, di fronte a questo nuovo e dinamico quadro politico, nel gennaio 1860 accettò di tornare al governo, e chiese e ottenne da Napoleone III l'impegno a non ostacolare le annessioni, in cambio, ancora una volta, di Nizza e della Savoia (in precedenza la Francia aveva rinunciato a questi due compensi territoriali, non avendo rispettato gli accordi di Plombieres).
Plebisciti e annessioni
Nel marzo 1860, in Toscana, a Parma, a Modena e nella Romagna si svolsero dunque i plebisciti, in cui il 97% degli elettori votò per l'annessione.
Leggenda di Garibaldi
La figura di Garibaldi entrò nella leggenda man mano che l'eco delle sue imprese in America e in Europa divenivano oggetto di ammirazione e interesse da parte dell'opinione pubblica liberale e democratica. Famosa fu la spedizione dei Mille, i tentativi successivi di conquistare Roma e la partecipazione alla guerra franco-prussiana in difesa della Francia aggredita da Bismarck durante gli anni dell'Unità d'Italia, che lo resero un mito popolare.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali conquiste di Garibaldi durante il processo di unificazione?
- Quali furono le conseguenze dell'armistizio di Villafranca firmato da Napoleone III?
- Come reagì il popolo italiano dopo il "tradimento" di Napoleone III?
- Qual è l'importanza della figura di Garibaldi nella storia italiana?
Garibaldi conquistò Varese e Como, contribuendo significativamente alle vittorie franco-piemontesi a Magenta e Solferino, che furono decisive nel contesto della guerra contro l'Austria.
L'armistizio portò alla cessione della Lombardia all'Austria, che fu poi "donata" alla Francia e successivamente al Regno di Sardegna, suscitando l'indignazione di Cavour, che si dimise per quello che considerò un tradimento.
Nonostante il tradimento, il processo di unificazione continuò, con il popolo che insorse e cacciò i governatori in diverse regioni, formando governi provvisori e votando per l'annessione al Regno di Sardegna.
Garibaldi divenne una figura leggendaria grazie alle sue imprese, come la spedizione dei Mille e il suo impegno nella guerra franco-prussiana, guadagnandosi un posto di rilievo nell'immaginario collettivo come simbolo dell'Unità d'Italia.