Concetti Chiave
- L'Austria impose una repressione violenta nel lombardo-Veneto, caratterizzata da un regime militare e da esecuzioni sommarie, evidenziando la sua perdita di legittimità morale.
- La Chiesa cattolica si alleò con l'Austria nel rafforzare il controllo autoritario, ristabilendo privilegi attraverso un nuovo concordato nel 1855 e promuovendo un'opposizione intransigente verso il liberalismo.
- In Toscana, tra il 1851 e il 1853, si rinunciarono a precedenti aperture liberali, si ripristinò la pena di morte e si soppressero le libertà di stampa, mostrando l'influenza austriaca sulla politica locale.
- Nel regno delle due Sicilie, Ferdinando II abolì la costituzione del 1848 e instaurò un regime autoritario, mantenendo il territorio isolato dal resto d'Italia e perseguitando i liberali.
- Il rigido controllo austriaco si estese a Modena e Parma fino al 1859, mentre la repressione colpì ogni tentativo di liberalizzazione e riforma nei territori occupati.
Qual è la repressione austriaca nel lombardo-Veneto?
In Italia riprendono il sopravvento le forze reazionarie.
Metà del 1849, troviamo ancora l'Austria alla guida della repressione con la violenza, che è l'unico mezzo ormai, dopo aver perso la forza morale.
La situazione nel lombardo-Veneto, il cui comando in mano a Radetzky, è un regime militare, pugno di ferro.
Estate 1849 repressione durissima, fucilazioni e bastonature. Agosto amnistia.
1851-53 arresti e condanne a morte si moltiplicarono.
Febbraio 1853: tentativo di insurrezione popolare a Milano in reazione alla prima ondata di esecuzioni, repressa, diede occasione per impiccagioni a Mantova.
1857: il rigore si attenuò dopo la richiamata di Radetzky e l'arrivo a Milano come viceré dell'arciduca Massimiliano d'Asburgo fratello dell'imperatore, ma a quella data gli animi erano già guasti.
Il ruolo della chiesa cattolica
La chiesa cattolica protagonista della reazione: (accanto all'Austria) 1855 nuovo concordato tra Roma e Vienna, con il quale si attenuò il controllo Statale sulla chiesa (nuovi privilegi).
1850 Pio IX rientra solo dopo pesanti misure repressive. Attraversò ogni mutamento. Nello stato Pontificio venne cancellata ogni residua apertura liberale e ristabilì un rigido assolutista.
Il ruolo dei Gesuiti: la chiesa divenne la più intransigente oppositrice di tutti i partiti del mondo moderno.
1850 fondata rivista cattolica "civiltà cattolica" alla cui guida c'era la Compagnia di Gesù
La reazione in Toscana e il rigido assolutismo
La reazione in Toscana
1853 Vengono rinnegate le precedenti aperture liberali, noia processi e condanne eccetto Guerrazzi che riceve l'ergastolo, tramutato poi in esilio dal granduca. Il codice penale toscano (migliore d'Italia) ristabiliva la pena di morte, mai attuata.
1851 la politica del granduca rimane soggetta ai voleri dell'Austria. Il concordato consenti alla chiesa di riacquistare privilegi perduti. Soppressa la libertà di stampa, granduca perde la fiducia.
Modena e Parma, rigido assolutismo
Fino al 1859 gli austriaci avevano Ducati padani, parte dello Stato Pontificio (legazioni e Ancona) e la Toscana (fino al 1855).
La repressione nel regno delle due Sicilie
La reazione nel regno delle due Sicilie:
Abolita costituzione del 1848, la repressione non conobbe limiti. Ferdinando II riprese il potere assoluto mantenendo il regno in una sorta di Stato S 'assedio permanente sotto il controllo dell'esercito. Ferdinando II condanno i maggiori esponenti della cultura napoletana, come Spaventa, Settembrini...
Voleva conservare quel territorio più lontano possibile dal resto d'Italia ed estirpare ogni traccia di quel partito liberale che ora si volgerà verso l'idea unitaria e prima fautore della costituzione.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche della repressione austriaca nel lombardo-Veneto?
- Qual è stato il ruolo della Chiesa cattolica durante il periodo di repressione?
- Come si manifestò la reazione in Toscana?
- Quali furono le conseguenze della repressione nel regno delle due Sicilie?
La repressione austriaca nel lombardo-Veneto, guidata da Radetzky, si caratterizzava per un regime militare e violento, con fucilazioni e arresti che si moltiplicavano tra il 1849 e il 1853, culminando in un tentativo di insurrezione popolare a Milano nel 1853, repressa con durezza.
La Chiesa cattolica, in alleanza con l'Austria, divenne un'importante protagonista della reazione, ristabilendo un rigido assolutismo e ottenendo nuovi privilegi attraverso un concordato nel 1855, mentre i Gesuiti si opposero a tutti i movimenti liberali.
In Toscana, nel 1853, furono rinnegate le aperture liberali e ripristinata la pena di morte, mentre il granduca, soggetto agli interessi austriaci, perse la fiducia del popolo e la libertà di stampa fu soppressa.
Nel regno delle due Sicilie, la repressione culminò con l'abolizione della costituzione del 1848 e il ripristino del potere assoluto di Ferdinando II, che mantenne il regno sotto un controllo militare severo, cercando di estirpare ogni traccia di liberalismo.