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Concetti Chiave

  • La questione sociale rappresentava un grave problema per gli Stati europei, con lo Stato liberale che rimaneva indifferente alle tensioni tra lavoratori e datori di lavoro.
  • Il socialismo si divideva in due correnti principali: il socialismo rivoluzionario, che mirava a rovesciare lo Stato liberale, e il socialismo riformatore, che puntava a ottenere diritti attraverso riforme.
  • L'enciclica "Rerum Novarum" di papa Leone XIII affrontava la questione sociale, condannando sia il materialismo marxista che l'individualismo del capitalismo, promuovendo la collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro.
  • Il documento ecclesiastico attribuiva allo Stato il dovere di migliorare le condizioni degli operai e incoraggiava questi ultimi a unirsi per difendere i propri interessi.
  • Le dottrine espresse nell'enciclica favorirono riforme sociali e la diffusione del sindacalismo, con lavoratori che si organizzavano per tutelare i propri diritti.

La questione sociale e lo Stato

La questione sociale rimase il grave problema degli Stati europei. Secondo la concezione liberale, allora seguita dalla maggior parte dei governi, lo Stato doveva mantenersi indifferente e neutrale nelle contese tra lavoratori e datori di lavoro, limitandosi a reprimere le rivolte, le sommosse, e a soffocare gli scioperi quando questi recavano danno alla produzione, e turbavano l’ordine interno. Questo atteggiamento però non risolveva il problema; e lo Stato liberale trovò numerose opposizioni.

Divisioni nel socialismo

Il socialismo si divise in socialismo rivoluzionario, o comunismo, che voleva combattere lo Stato liberale rovesciandolo con la rivoluzione, e in socialismo riformatore, che doveva ottenere per mezzo di riforme la libertà di associazione, le assicurazioni contro gli infortuni, il suffragio universale, l’istruzione gratuita, ecc.

L'enciclica Rerum Novarum

anche la Chiesa si interessò del problema sociale con la enciclica “Rerum Novarum” (1891) del papa Leone XIII. In questa enciclica il papa condannava tanto il materialismo marxista e la lotta di classe, quando l’individualismo egoistico del capitalismo, e proclamava, insieme al diritto di proprietà, la funzione sociale della ricchezza e la necessità della collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro. L’enciclica attribuiva altresì allo Stato il dovere di intervenire per migliorare le condizioni degli operai, raccomandava a questi ultimi di unirsi per la difesa dei loro interessi, e ricordava l’azione secolare della Chiesa per la difesa e l’assistenza delle classi più povere. Tutte queste dottrine favorirono le riforme sociali da parte degli Stati ed il diffondersi del sindacalismo, cioè delle associazioni di operai che si univano per difendere gli interessi delle loro categorie.

Domande da interrogazione

  1. Qual era l'atteggiamento dello Stato liberale nei confronti della questione sociale?
  2. Lo Stato liberale si manteneva indifferente e neutrale nelle contese tra lavoratori e datori di lavoro, limitandosi a reprimere le rivolte e gli scioperi, ma questo non risolveva il problema della questione sociale, che continuava a generare opposizioni.

  3. Quali erano le due principali correnti del socialismo e come si differenziavano?
  4. Il socialismo si divideva in socialismo rivoluzionario, o comunismo, che mirava a rovesciare lo Stato liberale con la rivoluzione, e socialismo riformatore, che cercava di ottenere riforme per migliorare le condizioni sociali, come la libertà di associazione e il suffragio universale.

  5. Qual è il messaggio principale dell'enciclica "Rerum Novarum" di papa Leone XIII?
  6. L'enciclica "Rerum Novarum" condannava sia il materialismo marxista che l'individualismo del capitalismo, sottolineando la funzione sociale della ricchezza e il dovere dello Stato di intervenire per migliorare le condizioni degli operai, promuovendo la collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro.

Domande e risposte

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