Concetti Chiave
- Il "revival musulmano" è visto come una risposta all'aggressività degli infedeli, con la Palestina come fulcro di questa percezione.
- L'emigrazione ebraica in Palestina è iniziata nei primi del Novecento, con un forte afflusso di ebrei russi che hanno fondato nuove città e comunità agricole.
- Dopo la dichiarazione Balfour del 1917, l'emigrazione ebraica è aumentata, supportata da eventi tragici in Europa e dall'amministrazione britannica.
- Nel 1939, la comunità ebraica in Palestina contava circa 500.000 persone, organizzate in 250 insediamenti e protette da formazioni paramilitari come l'Haganah.
- La reazione palestinese include un movimento di opposizione suddiviso in nazionalista e religiosa, che si oppone sia alla colonizzazione ebraica che all'amministrazione britannica.
Qual è il ruolo del revival musulmano nella Palestina?
I più radicali fautori del cosiddetto "revival musulmano" considerano ciò che sta accadendo in Palestina come una prova in presa diretta dell'aggressività degli "infedeli" e dello scarso rispetto che essi hanno per le popolazioni islamiche.
L'emigrazione ebraica in Palestina
Sin dai primi del Novecento, su impulso dell'Organizzazione sionista mondiale, un numero crescente di ebrei provenienti sopratutto a Russia si trasferisce in Palestina e vi si insedia permanentemente. Molti di questi emigrati si stabiliscono in città, alcune di nuova fondazione, come Tel Aviv; molti altri si insediano nelle campagne dove acquistano la terra di prioritario arabi e, dopo averla dissodata, la coltivano. Alcuni di questi coloni ebrei, di convinzione socialiste, fondano i kibbutzim, comunità rurali nelle quali vige il principio della proprietà collettiva della terra, cioè l'intera comunità che possiede e gestisce la terra, sulla base di organismi propri di coordinamento. Dopo la dichiarazione Balfour nel 2 novembre 1917, che ha promesso al movimento sionista una patria ebraica in Palestina, e dopo che al termine della Grande Guerra la Gran Bretagna ha assunto il controllo dell'area su mandato della Società delle Nazioni, l'emigrazione ebraica riprende ancora più vigorosa, incoraggiata nei decenni seguenti dai tragici eventi che si abbattono sugli ebrei d'Europa. Nei primi anni Venti l'amministrazione britannica sembra aver l'intenzione di tener fede alla dichiarazione Balfour, proteggendo la costituzione delle colonie ebraiche e permettendo agli ebrei di dotarsi di formazioni paramilitari in grado di proteggere gli insediamenti ebraici dai tumulti o dalle aggressioni degli arabi (la principale di queste formazioni è l'Haganah, parola ebraica che significa difesa). Nel 1939 gli ebrei sono circa 500.000 distribuiti in 250 insediamenti e coordinati da organismi di autogoverno, all'epoca l'Haganah dispone di 10.000 uomini.
La reazione palestinese e le divisioni interne
La reazione palestinese non si fa attendere anche se la società arabo-palestinese sia economicamente molto arretrata e segmentata in clan spesso divisi da profonde rivalità intestine, per opera di intellettuali e di autorità religiose musulmane sin dagli anni Venti nasce un movimento di opposizione sia all'immaginazione e all colonizzazione ebraica sia all'amministrazione britannica. Anche in Palestina il movimento ha due anime (che inizialmente si esprimono attraverso organismi separati): una nazionalista, che tenta di dare alla popolazione arabo-palestinese il senso di appartenenza a un'unica comunità cui spetta di diritto la terra della Palestina; e l'altra religiosa, che fa del richiamo all'Islam contro i miscredenti cristiani ed ebrei uno dei suoi punti di forza.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del "revival musulmano" nella percezione della situazione in Palestina?
- Come si è sviluppata l'emigrazione ebraica in Palestina nel corso del Novecento?
- Quali erano le condizioni della società arabo-palestinese in risposta all'emigrazione ebraica?
- In che modo l'Haganah ha influenzato la sicurezza degli insediamenti ebraici?
I fautori del "revival musulmano" vedono gli eventi in Palestina come una prova dell'aggressività degli "infedeli" e del loro scarso rispetto per le popolazioni islamiche, evidenziando una forte reazione religiosa alla colonizzazione.
A partire dai primi del Novecento, l'emigrazione ebraica in Palestina è aumentata, soprattutto grazie all'Organizzazione sionista mondiale, culminando dopo la dichiarazione Balfour del 1917 e il controllo britannico, con un numero crescente di ebrei che si stabiliscono in insediamenti e fondano kibbutzim.
La società arabo-palestinese, pur essendo economicamente arretrata e divisa in clan, ha dato vita a un movimento di opposizione all'immigrazione ebraica e all'amministrazione britannica, con due anime: una nazionalista e una religiosa.
L'Haganah, formazione paramilitare ebraica, è stata creata per proteggere gli insediamenti ebraici dai tumulti e dalle aggressioni arabe, contribuendo a garantire la sicurezza della comunità ebraica in Palestina durante un periodo di crescente tensione.