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Concetti Chiave

  • L'imperialismo europeo mirava a portare benessere e istruzione ai popoli considerati non civilizzati, intensificando la presenza in Asia e spartendo l'Africa.
  • La conferenza di Berlino, organizzata da Bismarck, stabilì il principio dell'occupazione di fatto, obbligando le potenze a dichiarare ufficialmente l'acquisto di nuovi territori.
  • Innovazioni tecnologiche come i battelli a vapore e la mitragliatrice facilitarono la colonizzazione, consentendo la creazione di colonie di sfruttamento.
  • Il proletariato industriale in Italia viveva in condizioni di lavoro difficili, portando alla formazione di un movimento sindacale e alla nascita della Confederazione generale del lavoro nel 1906.
  • Alla fine del secolo, l'aumento del prezzo del pane provocò moti popolari in Italia, con una risposta governativa violenta che portò a un duro stato d'assedio in diverse città.

Qual è l'espansione coloniale europea?

L’imperialismo consisteva nell’espansione coloniale (una corsa tra i paesi europei) che aveva come scopo portare benessere, istruzione, democrazia e moralità ai popoli che non erano considerati civilizzati e all’interno della storia. Caratterizzato da: intensificazione e consolidamento della presenza europea in Asia e conquista e spartizione totale dell’Africa.

La conferenza di Berlino

Per impedire che la gara coloniale desse luogo a scontri fra le potenze Bismark organizzò una mediazione chiamata conferenza di Berlino. La conferenza sancì il principio dell’occupazione di fatto, che obbligava le potenze coloniali a dichiarare ufficialmente l’acquisto di nuovi territori sulla base delle occupazioni effettivamente avvenute.

Tecnologie e colonizzazione

La colonizzazione avvenne ora perché per la prima volta i capi di stato possedevano i mezzi per farlo, come i battelli a vapore, il chinino (permetteva di combattere la malaria) e la mitragliatrice. Crearono così delle colonie di sfruttamento.

Bismarck e il Kulturkampf

Il cancelliere Bismarck, che resse il paese fino a 1890, adattò un regime politico con tratti di forte autoritarismo seguendo una logica paternalistica. Bismarck lanciò il Kulturkampf, ovvero una serie di leggi finalizzate a imporre il controllo dello stato sulla chiesa e sulle organizzazioni cattoliche. Bismarck fece approvare al parlamento delle leggi eccezionali contro i socialisti. Al contempo però Bismarck varò un sistema di sicurezza sociale, i principali provvedimenti furono: assicurazione contro le malattie e di previdenza infortunistica e l’assicurazione per invalidità e vecchiaia.

Politica estera di Bismarck

La preoccupazione fondamentale di Bismarck fu quella di isolare la Francia, stringendo un accordo con Austria-Ungheria-Russia il Patto dei tre imperatori.

Partecipò alla gara imperialistica occupando gran parte dei territori africani ancora liberi, per soddisfare l’opinione pubblica. Ma la poca determinazione lo mise contro l’imperatore tedesco che indentificava nell’espansione coloniale l’affermazione della potenza tedesca.

Modernizzazione economica italiana

L’Italia conobbe in questo periodo una trasformazione dovuta a una modernizzazione economica e sociale (tra le quali la nascita della Fiat). L’industrializzazione fu finanziata grazie alla creazione della Banca d’Italia, incaricata di regolare l’emissione di moneta e il sistema finanziario. Nuovi istituti di credito con il modello di banca mista fornirono i capitali necessari a finanziare grandi investimenti (centrali idroelettriche). Le entrate del turismo e le rimesse degli emigranti permisero all’Italia di pagare le ingenti importazioni di materie prima.

Squilibri economici in Italia

In Italia era ancora presente uno squilibrio tra il potere economico del nord (basato su una agricoltura più tecnologica) e quello del sud (senza innovazioni e senza la possibilità di esportare le colture pregiate). Inoltre l’industria si sviluppò maggiormente solo nel triangolo industriale al nord (Milano, Genova e Torino). Questo causò un enorme fenomeno migratorio dal meridione al settentrione.

Proletariato e sindacati

Venne a formarsi anche in Italia il proletariato industriale. Le condizioni di vita e di lavoro però ancora arretrate, caratterizzate da salari bassissimi, nessuna garanzia, punizioni, regolamenti di fabbrica vessatori, lavoro minorile, controlli minuziosi sia sul posto di lavoro che a casa del lavoratore. Tutto ciò portò allo sviluppo del movimento sindacale. Si attuarono scioperi per ottenere sia diritti nell’ambito lavorativo che politico. Nacque nel 1906 la Confederazione generale del lavoro (Cgl).

In politica prevalse l’orientamento del socialismo riformista, che costituì il Partito socialista italiano, ovvero il primo partito moderno di massa. Si radicò in prevalenza presso la classe operaia e il bracciantato agricolo settentrionale.

Crisi e moti popolari

A fine secolo l’Italia conobbe una crisi. In seguito all’innalzamento del prezzo del pane esplosero in tutto il paese dei moti spontanei che presero di mira forni, mulini e municipi. Inoltre le classi operaie e contadine insorsero per ottenere un aumento dei salari. La reazione del governo fu durissima, l’episodio più grave si tenne a Milano dove il generale Bava Beccaris cannoneggiò sulla folla provocando centinaia di vittime. Fu proclamato lo stato d’assedio a Milano, Livorno, Firenze e Napoli. Il governo fece arrestare i dirigenti e deputati repubblicani e socialisti e limitò la libertà di stampa, di associazione e di riunione.

Repressione e cambiamenti politici

Fu nominato presidente del consiglio Luigi Pelloux che propose leggi che rendevano permanenti i provvedimenti restrittivi presi durante i tumulti. Il parlamento però rifiutò la proposta. Nelle elezioni del 1900 il governo fu affidato a Saracco. Il 29 giugno del 1900, il re Umberto I fu ucciso dall’anarchico Gaetano Bresci, che intendeva rivendicare le morti causate da Beccaris. Diede il via alla storia moderna.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano gli obiettivi principali dell'imperialismo europeo?
  2. L'imperialismo mirava a portare benessere, istruzione, democrazia e moralità ai popoli considerati non civilizzati, attraverso un'intensificazione della presenza europea in Asia e la conquista dell'Africa.

  3. Qual è stato il ruolo della conferenza di Berlino nell'espansione coloniale?
  4. La conferenza di Berlino, organizzata da Bismarck, ha stabilito il principio dell'occupazione di fatto, obbligando le potenze coloniali a dichiarare ufficialmente l'acquisto di nuovi territori in base alle occupazioni effettive.

  5. Come ha influenzato Bismarck la politica estera tedesca?
  6. Bismarck ha cercato di isolare la Francia attraverso alleanze con Austria-Ungheria e Russia, partecipando attivamente alla gara imperialistica per soddisfare l'opinione pubblica e affermare la potenza tedesca.

  7. Quali erano le principali problematiche economiche in Italia durante questo periodo?
  8. L'Italia affrontava squilibri economici tra il nord, con un'industria più sviluppata, e il sud, caratterizzato da agricoltura arretrata, causando un massiccio fenomeno migratorio dal meridione al settentrione.

  9. Quali eventi segnarono la crisi e i moti popolari in Italia alla fine del secolo?
  10. La crisi culminò in moti spontanei contro l'innalzamento del prezzo del pane, con una reazione governativa violenta, tra cui il cannoneggiamento della folla a Milano, che portò a centinaia di vittime e a una dura repressione.

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