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Concetti Chiave

  • Crispi, braccio destro di Garibaldi, accettò la monarchia dopo l'Unità d'Italia e ricoprì ruoli chiave nel governo, puntando a un forte stato centralizzato.
  • La politica economica di Crispi si focalizzò sul protezionismo, sostenendo le aziende italiane attraverso dazi sulle importazioni per favorire l'industria nazionale.
  • Il governo di Roudinì reagì con una repressione violenta alle manifestazioni socialiste del 1898, causando morti e centinaia di arresti tra gli attivisti.
  • Pelloux tentò di annullare le libertà fondamentali dello statuto albertino, scatenando un'opposizione significativa da parte di Giolitti e Zanardelli, che praticarono ostruzionismo.
  • Dopo le elezioni del 1900, Pelloux fu costretto a dimettersi a causa del consenso per i deputati contrari, portando alla nomina di Saracco come presidente del consiglio.

Età Crispina: 1887 – 1896 (Crispi, Roudinì, Giolitti)

Crisi di fine secolo: 1896 – 1900 (Roudinì, Pelloux)

Crispi e la politica interna

Crispi è stato il braccio destro di Garibaldi ai tempi della spedizione dei Mille. Era un mazziniano, ma dopo l’Unità d’Italia accettò la forma monarchica. Crispi ha tenuto insieme le cariche di Presidente del Consiglio, Ministro degli Interni e Ministro degli Esteri.

Nei primi mesi del suo governo stringe rapporti con il cancelliere tedesco Bismark e vuole imitare le sue idee anche in Italia. Dato che il suo obiettivo principale era quello di realizzare uno stato forte e mantenere l’ordine pubblico, tra le leggi che approvò ce ne fu una volta ad aumentare il potere esecutivo e una volta a dare più potere alla polizia.

Qual è la politica economica di Crispi?

Per quanto riguarda la politica economica, Crispi rilanciò il protezionismo (lo stato dà sostegni alle aziende italiane e impone dazi sull’importazione di merci dall’estero), per proteggere la nascente industria italiana.

Crisi e repressione sotto Roudinì

Tuttavia, alla fine dell’Ottocento l’economia italiana era in crisi. A maggio del 1898 per tre giorni ci furono delle manifestazioni molto aspre, soprattutto socialiste, sotto il governo di Roudinì. Venne preso un provvedimento un po’ esagerato: dato che Roudinì pensava che il socialismo avrebbe potuto veramente sbaragliare il governo, i tumulti vennero repressi duramente dal generale Bava Beccaris, che usava i cannoni ad altezza uomo, causando diversi morti e feriti. I giorni successivi vennero effettuati centinaia di arresti tra tutti gli esponenti del partito socialista, tra cui Andrea Costa e Filippo Turati, e vennero repressi tutti i giornali dell’opposizione (stato d’assedio).

Pelloux e le libertà fondamentali

Roudinì fu costretto a dimettersi e fu sostituito dal generale Pelloux, che decretò subito la fine dello stato d’assedio. A febbraio presentò una serie di disegni di legge per annullare le libertà fondamentali dello statuto albertino (di associazione, di stampa, di opinione), cosa che lo fece sembrare l’artefice di un colpo di stato. Nel paese era nato un vasto schieramento contrario a questo disegno di legge, i cui esponenti fondamentali erano Giolitti e Zanardelli, entrambi di sinistra. Essi praticarono l’ostruzionismo, cioè cercarono di prolungare il più possibile la discussione dei disegni di legge in modo da ritardare il più possibile o addirittura impedire la votazione finale.

Elezioni e cambiamenti politici

Per uscire da questa situazione il governo ricorse al decreto legge, che rende un decreto subito esecutivo, ma che deve essere convertito in legge dal parlamento entro 60 giorni. Esso deve però essere approvato dalla Corte di Cassazione, che però ritenne che fosse incostituzionale e lo rimandò al governo.

Si decise allora di sciogliere le camere e andare alle elezioni: si votò nel giugno del 1900. I deputati contrari al progetto come Giolitti e Zanardelli ottennero un ampio consenso e Pelloux fu costretto a dimettersi.

Assassinio del re Umberto I

Un anarchico, Gaetano Bresci, uccide il re Umberto I poco dopo le elezioni per vendicare la strage di Beccaris.

Saracco ottiene la carica di presidente del consiglio per 7 mesi fino al febbraio 1901, quando il re Vittorio Emanuele III affiderà il governo a Zanardelli (1901-1903). Intanto, Giolitti ricopriva la carica di Ministro degli Interni e nel 1903 divenne Capo del governo, fino alla prima guerra mondiale.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali caratteristiche della politica interna di Crispi?
  2. Crispi, braccio destro di Garibaldi, ha mantenuto cariche di grande responsabilità e ha cercato di realizzare uno stato forte, aumentando il potere esecutivo e quello della polizia per mantenere l'ordine pubblico.

  3. Come si è evoluta la politica economica durante il governo di Crispi?
  4. Crispi ha rilanciato il protezionismo per sostenere l'industria italiana, imponendo dazi sulle importazioni per proteggere le aziende nazionali.

  5. Quali eventi hanno caratterizzato la crisi sotto il governo di Roudinì?
  6. Nel maggio del 1898, manifestazioni socialiste furono represse brutalmente dal generale Bava Beccaris, causando morti e feriti, e portando a centinaia di arresti tra gli esponenti socialisti.

  7. Quali misure ha adottato Pelloux riguardo alle libertà fondamentali?
  8. Pelloux ha tentato di annullare le libertà fondamentali dello statuto albertino, suscitando una forte opposizione da parte di Giolitti e Zanardelli, che hanno praticato l'ostruzionismo per ritardare la votazione dei disegni di legge.

  9. Qual è stato l'esito delle elezioni del 1900 e quale impatto ha avuto sull'operato di Pelloux?
  10. Le elezioni del giugno 1900 hanno visto un ampio consenso per i deputati contrari al progetto di Pelloux, costringendolo a dimettersi e portando Giolitti a ricoprire ruoli di crescente importanza nel governo.

Domande e risposte

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