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Concetti Chiave

  • Dopo Cavour, l'Italia era uno Stato liberale con un parlamento diviso, ma la partecipazione politica era limitata a una ristretta parte della popolazione.
  • La destra storica, al governo dal 1861 al 1876, cercò di risanare il bilancio attraverso aiuti esteri e tasse, gravando sui cittadini, in particolare con la tassa sul macinato.
  • Il brigantaggio esplose nel sud, scatenato dalle rivolte contro la tassa sul macinato e la leva obbligatoria, portando a repressioni da parte dello Stato.
  • De Pretis, dal 1876, introdusse riforme significative come l'obbligo scolastico e l'abbassamento dell'età per votare, cercando approvazione anche dall'opposizione.
  • Durante l'età giolittiana (1901-1914), Giolitti cambiò approccio verso le masse e i socialisti, cercando di conquistare consenso, ma successivamente si allontanò da loro a favore dei nazionalisti.

Che cosa caratterizza l'Italia post-Cavour?

Dopo Cavour l'Italia era uno Stato liberale e il potere legislativo era detenuto dal parlamento diviso in Camera e Senato. Ma ancora l'Italia non era del tutto democratica, poiché la minima parte della popolazione era coinvolta nella vita dello Stato. Nacquero due orientamenti politici: destra e sinistra storica.

Destra: gli eredi di Cavour, moderati, volevano la monarchia.

Sinistra: erano più propensi a qualche riforma dalla parte dell'industrializzazione.

Destra storica e bilancio

Dal 1861 fino al 1876 l'Italia fu governata dalla destra storica che si impegnò molto per ripareggiare il bilancio causa una forte banca rotta (perdita della guerra, costruzione delle ferrovie) Se ne occupò Quintino Sella.

Come?

-chiedendo aiuti dall'estero;

-adottando il corso forzoso (carta moneta svalutata non convertibile in oro);

-tassa sul macinato (pareggio del deficit tutto sulle spalle dei cittadini).

Brigantaggio e rivolte

Brigantaggio: la tassa sul macinato fece scoppiare rivolte in tutta Italia, ma nel sud soprattutto: che si lamentava inoltre di sentirsi estraniato dall'Italia e scandalizzato dalla leva obbligatoria introdotta da poco.

Ci furono vere e proprie rivolte per dieci anni circa, a cui lo Stato dette il nome di brigantaggio. Razzie, azioni violente ed uccisioni che lo stato stesso represse con la legge marziale.

De Pretis e le riforme

De Pretis (1876-1887): Al governo una volta raggiunto il pareggio del deficit arrivò De Pretis, esponente di sinistra che però cercò sempre l'approvazione dell'opposizione (trasformismo)

Riforme sotto De Pretis:

-Legge Coppino (obbligo scolastico dai 6 ai 9 anni);

-Legge elettorale: 21 anni per votare;

-Abolizione corso forzoso e tassa sul macinato.

Crispi e politica estera

Crispi: Crispi era un siciliano che adotto misure più autoritarie rispetto a quelle di De Pretis. Voleva che l'Italia fosse uno stato rispettato e aveva come modello Bismark. Si avvicinò infatti alla Germania e di conseguenza peggiorò i rapporti con la Francia con cui cominciò una sorta di guerra economica a causa della nuova tassa protezionista

Riforme:

-abolizione della pena di morte;

-allargamento del suffragio universale;

-elezione del sindaco dal popolo.

Partito socialista e ideologie

In questo periodo nel 1892 era nato a Genova il partito socialista italiano guidato da Turati.

Ideologia di Turati: la rivoluzione sarà possibile solo quando nella società ci sarà stato un radicale cambiamento, allora essa risulterà come l'ultimo ed inevitabile passo. (Concezione gradualista)

Rerum Novarum e fasci siciliani

Rerum Novarum: Enciclica varata da Papa Leone XIII : si proponeva un terzo modello con cui affrontare i problemi della società. Nel 1891 f importante perché dopo il "Non Expedit" dava una partecipazione ai cattolici nella società

Fasci siciliani: in Sicilia nacquero associazioni con all'interno le ideologie più disparate contro le condizioni del lavoratore con il tempo divennero più violente e Crispi le placò con l'aiuto dell'esercito.

Crisi di fine secolo

Crisi di fine secolo: a Milano negli ultimissimi anni dell'Ottocento si verificò una rivolta a Milano e Bava Beccaris dette l'ordine di sparare sulla folla, ricevendo una benedizione dal re Umberto I, ucciso poi nel 1900 da Gaetano Bresci. Sonnino esclamòla celebre frase "torniamo allo statuto".

Pellaux fu il successore e propose l'abolizione di scioperi: i parlamentari rimediarono con la tecnica dell'ostruzionismo e la legge non venne approvata.

Età giolittiana e cambiamenti

Età giolittiana: Dal 1901 al 1914.

Giolitti riuscì a capire che ormai le masse non erano eliminabili e perciò cambiò atteggiamento nei loro confronti e nei confronti degli scioperi: appoggiaò i socialisti, ma quando vi fu una maggioranza di massimalisti , non trovò più l'appoggio e passò dalla parte dei nazionalisti, conquistò la Libia.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali caratteristiche dell'Italia post-Cavour?
  2. Dopo Cavour, l'Italia era uno Stato liberale con un parlamento diviso in Camera e Senato, ma non completamente democratica, poiché solo una minima parte della popolazione partecipava alla vita politica. Si formarono due orientamenti politici: la destra storica, erede di Cavour, e la sinistra, più propensa a riforme industriali.

  3. Come tentò la destra storica di risolvere la crisi economica dell'Italia tra il 1861 e il 1876?
  4. La destra storica, guidata da Quintino Sella, cercò di riparare il bilancio attraverso aiuti dall'estero, l'adozione del corso forzoso e l'imposizione di una tassa sul macinato, gravando così sulle spalle dei cittadini.

  5. Quali riforme significative furono introdotte da De Pretis durante il suo governo?
  6. De Pretis, al governo dal 1876 al 1887, introdusse riforme come l'obbligo scolastico dai 6 ai 9 anni, l'abbassamento dell'età per votare a 21 anni, e l'abolizione del corso forzoso e della tassa sul macinato.

  7. Quali furono le principali misure adottate da Crispi in politica estera?
  8. Crispi, influenzato dal modello di Bismarck, adottò misure più autoritarie e cercò di rafforzare la posizione dell'Italia, avvicinandosi alla Germania e peggiorando i rapporti con la Francia, introducendo una tassa protezionista.

  9. Qual è il significato dell'enciclica Rerum Novarum e il suo impatto sulla società italiana?
  10. Rerum Novarum, pubblicata da Papa Leone XIII nel 1891, propose un terzo modello per affrontare i problemi sociali, permettendo una maggiore partecipazione dei cattolici nella società e influenzando le associazioni come i fasci siciliani, che lottavano per i diritti dei lavoratori.

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