Concetti Chiave

  • I conflitti tra Giappone e Cina iniziarono a fine Ottocento, culminando con la guerra aperta durante la Seconda guerra mondiale, mentre prima si erano verificati scontri non dichiarati.
  • La conquista giapponese della Manciuria nel 1931 portò a una collaborazione tra il Kuomintang e il Partito Comunista cinese per formare un fronte unito contro l'aggressione nipponica.
  • Durante il conflitto, il Giappone occupò importanti città cinesi, ma non riuscì a stabilire un controllo politico duraturo, nonostante il numero elevato di truppe impiegate.
  • L'intervento americano nel 1942 fornì supporto alla Cina, con la costruzione di aeroporti e l'addestramento di truppe cinesi, contribuendo a mantenere un equilibrio nel conflitto.
  • Dopo la sconfitta giapponese nel 1945, la guerra civile cinese riprese, culminando con la vittoria delle forze comuniste di Mao Zedong nel 1949.

Conflitti tra Giappone e Cina

Con questo termine indichiamo i conflitti che, dalla fine dell'Ottocento, opposero Giappone e Cina, uno alla fine del secolo e l'altro in coincidenza con la Seconda guerra mondiale.

Nell'agosto 1894, il Giappone, desideroso di prendere piede nel continente, colse il pretesto dei disordini in Corea, vassallo della Cina, per intervenire e dichiarare guerra. L'esercito giapponese occupò Seoul poi Port-Arthur, mentre la flotta cinese, battuta per la prima volta alla foce del fiume Yalu, fu distrutta a Weihaiwei.

Nel 1895, il Trattato di Shimonoseki segnò la fine della guerra e Formosa, che rifiutò di sottomettersi, fu occupata dal Giappone. L'intervento delle potenze europee, però, limita la vittoria nipponica a vantaggio della Russia.

Dal 1937 al 1941 i due paesi non furono ufficialmente in guerra e i giapponesi cercarono di assicurarsi il controllo della Cina occupando i suoi porti e le sue vie di comunicazione. Dal dicembre 1941, invece, questa situazione paradossale si trasforma in guerra aperta e si inserisce nel conflitto mondiale in corso.

Espansione giapponese in Manciuria

Dal 1931 i giapponesi cercarono pretesti per espandere l'occupazione della Manciuria; questa politica è la causa, nel dicembre 1936, della conclusione di un accordo tra il Kuomintang (= Partito politico nazionalista cinese) di Jiang Jieshi = Chiang Kai-shek) e il Partito Comunista, le cui truppe tengono il nord-ovest della Cina; l'obiettivo è formare un fronte unito contro i giapponesi. Questi ultimi moltiplicarono poi le provocazioni: gli incidenti del ponte Marco Polo (non lontano da Pechino) nel 1937 e quello dell'aeroporto di Shanghai, dove sbarcarono i giapponesi nell'agosto del 1937, scatenarono un conflitto tra Cina e Giappone, che cesserà solo con la rovina di quest'ultimo nel 1945.

Questa situazione causò grande preoccupazione in URSS e numerosi incidenti al confine. Sul confine siberiano-manciuriano vennero poi effettuate vere e proprie operazioni militari.

Il conflitto sorprende la Cina in piena riorganizzazione militare: dei suoi 2 milioni di soldati, solo 100mila avrebbero potuto condurre una guerra moderna. Sorpresi dal vigore dell'attacco giapponese, gli eserciti cinesi, comandati da Jiang Jieshi, abbandonarono il campo.

Conquista giapponese e resistenza cinese

I giapponesi conquistarono immediatamente una base operativa a Tientsin e Pechino e presero Nanchino, Hankou e Canton. Si stabilirono quindi ad Hainan, da dove iniziarono a bloccare o sequestrare i porti cinesi, evitando sempre di dichiarare guerra e presentandosi come aggressori. All'inizio del 1939, i giapponesi detenevano quasi tutte le roccaforti della Cina, ma non riuscirono a garantire il controllo politico ed economico.

Il piano di Jiang Jieshi era quello di contenere l'avversario e logorarlo, pur mantenendo le comunicazioni con possibili alleati nel conflitto generale stava per scoppiare. Alla fine del 1938, si ritirò sugli altipiani del Sichuan, facendo di Chongqing la sua capitale di guerra per sette anni. Il fronte sarà tenuto, senza modifiche di rilievo fino al 1944, da più di 2 milioni di uomini organizzati in quasi 300 divisioni di 5.000 uomini e divisi in 9 grandi zone di guerra che si estendevano dalla Mongolia al lago Dongting, e da lì a Ningbo e al mare. Nelle retrovie, 1 milione di uomini eran in stato di addestramento, oltre a una riserva strategica di 20 divisioni dotate di equipaggiamento americano.

L'Ottava Armata Comunista di Mao Zedong deteneva un settore lungo l'Huang He. Il sistema molto elastico permetteva talvolta di penetrare in un'offensiva giapponese di 2 o 3 divisioni (Battaglia di Changsha, 1942-1940), ma si chiudeva alle loro spalle costringendole ad abbandonare il terreno, conquistato da sistematiche operazioni di guerriglia.

I giapponesi mantenevano più di 1 milione di uomini, riorganizzati in brigate leggere o da montagna. Tutta l'aviazione terrestre giapponese era impiegata in Cina

In seguito all'attacco giapponese a Pearl Harbor (7 dicembre 1941), Jiang Jieshi dichiarò guerra a Germania, Italia e Giappone (dicembre 1941), mentre Tokyo proclamò guerra della "più grande Asia", dopo aver insediato, a Nanchino, nel 1940, il governo fantoccio del dissidente Wang Jingwei. Quest'ultimo mobiliterà, dal 1942 al 1944, una forza di una trentina di divisioni che combatteranno al fianco degli eserciti giapponesi.

Intervento americano e stabilità del fronte

La stabilità del fronte cinese permise poi agli americani di intraprendere la costruzione di una vasta rete di aeroporti dalla Birmania a Xiangfan. Gli aeroporti clandestini nelle aree occupate completavano questa rete. La “rotta rossa”, o “rotta del Gobi”, permetteva di comunicare con l'URSS, e la rotta birmana con l'India, fino all'invasione della Birmania da parte dei giapponesi.

Dal 1942, gli americani ingaggiarono una piccola forza aerea al fianco di Jiang Jieshi. Ripristinarono una linea aerea di comunicazione tra Cina e India (Assam). Così, dal 1942, più di 20.000 soldati cinesi furono trasportati in India per l'addestramento.

Nel 1943 in Cina si mantenne una sorta di equilibrio, ma nel 1944 i cinesi abbandonarono Changsha alle truppe giapponesi che si precipitarono verso Canton e Indocina per ristabilire il collegamento terrestre con le loro forze in Birmania e costrinsero gli americani a lasciare le loro ultime basi aeree. Tuttavia, due eserciti cinesi, che partirono nel marzo 1944, uno dalla Birmania con gli inglesi, l'altro dallo Yunnan, unirono le forze nel gennaio 1945: così terminò l'isolamento al suolo delle forze cinesi di Jiang Jieshi.

Fine della guerra e conseguenze

Il 5 aprile 1945 Stalin denunciò il trattato di neutralità giapponese-sovietico (concluso il 13 aprile 1941). Messo in ginocchio dopo l'esplosione della bomba atomica di Hiroshima il 6 agosto, a Nagasaki il 9 agosto, il Giappone dovette quindi affrontare l'ingresso in guerra dell'URSS (8 agosto); l'intervento sovietico provocò un'impennata della guerriglia comunista, che rallentò l'ascesa delle truppe governative cinesi verso la Manciuria. Il 14 agosto, le truppe giapponesi (1.300.000 uomini) si arresero a Jiang Jieshi.

Il III Corpo dei Marines americani, proveniente da Okinawa, si impadronì poi degli aeroporti di Tianjin e Pechino e permise agli eserciti cinesi giunti in aereo dalla Birmania di andare ad occupare la Manciuria. Le truppe americane furono nuovamente imbarcate nel 1946, nello stesso momento in cui le truppe russe evacuarono la Manciuria.

Immediatamente riprese la guerra civile tra le truppe di Jiang Jieshi – di cui 40 divisioni equipaggiate dagli americani – e le forze comuniste di Mao Zedong, che nel 1949 avrebbero preso il controllo dell'intero territorio cinese.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali dei conflitti tra Giappone e Cina alla fine dell'Ottocento?
  2. I conflitti tra Giappone e Cina iniziarono nel 1894, quando il Giappone, desideroso di espandere la propria influenza in Asia, dichiarò guerra alla Cina approfittando dei disordini in Corea, un vassallo cinese. La guerra si concluse nel 1895 con il Trattato di Shimonoseki, che portò all'occupazione giapponese di Formosa.

  3. Come si sviluppò la situazione tra Giappone e Cina durante la Seconda guerra mondiale?
  4. Dal 1937 al 1941, i due paesi non erano ufficialmente in guerra, ma il Giappone cercava di consolidare il suo controllo sulla Cina. La guerra aperta scoppiò nel dicembre 1941, quando il Giappone si unì al conflitto mondiale, portando a una serie di battaglie e occupazioni cinesi.

  5. Quale strategia adottò Jiang Jieshi per contrastare l'invasione giapponese?
  6. Jiang Jieshi cercò di contenere e logorare l'avversario, mantenendo comunicazioni con potenziali alleati. Si ritirò sugli altipiani del Sichuan, stabilendo Chongqing come capitale di guerra e organizzando le forze cinesi in quasi 300 divisioni per resistere all'occupazione giapponese.

  7. Quale ruolo ebbe l'intervento americano nel conflitto tra Giappone e Cina?
  8. L'intervento americano, a partire dal 1942, fornì supporto a Jiang Jieshi, ripristinando linee aeree di comunicazione e addestrando soldati cinesi in India. Questo aiuto contribuì a mantenere una certa stabilità del fronte cinese durante la guerra.

  9. Quali furono le conseguenze della fine della guerra per Giappone e Cina?
  10. Dopo la resa giapponese nel 1945, la Cina entrò in una guerra civile tra le forze di Jiang Jieshi e quelle comuniste di Mao Zedong, che nel 1949 avrebbero preso il controllo del paese. L'intervento sovietico e l'uso della bomba atomica da parte degli Stati Uniti segnarono un cambiamento decisivo nel conflitto.

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