Concetti Chiave

  • Nel 900, gli operai italiani vivevano in condizioni precarie, con paghe basse, orari lunghi e repressione sindacale, in un contesto di povertà diffusa, soprattutto nel meridione.
  • Giolitti introdusse riforme significative per migliorare le condizioni lavorative, come la definizione dei contratti di lavoro, la riduzione dell'orario di lavoro per le donne e l'assicurazione obbligatoria sugli infortuni.
  • Il sistema scolastico fu riformato nel 1905, trasferendo il controllo dallo stato ai comuni e contribuendo a ridurre l'analfabetismo e a garantire diritti ai lavoratori.
  • Durante l'espansione industriale, si evidenziò un crescente divario economico tra nord e sud, aggravato da pratiche corrotte e mancanza di riforme strutturali nel meridione.
  • La politica estera di Giolitti si orientò verso l'imperialismo, in particolare in Libia, per soddisfare gli interessi industriali e distogliere l'attenzione dalle crisi interne, riflettendo un'idea di potenza basata su conquiste territoriali.

Indice

  1. Condizioni lavorative nel 900
  2. Riforme di Giolitti
  3. Nazionalizzazione e riforme scolastiche
  4. Qual è il rapporto tra espansione industriale e divario nord-sud?
  5. Politica estera e imperialismo

Condizioni lavorative nel 900

Nel 900 gli operai italiani avevano le paghe più basse di tutta Europa, orari di lavoro molto lunghi e l' assistenza previdenziale era molto carente quindi i datori di lavoro e le autorità civili incominciarono a contestare

qualunque tipo di tentativo da parte dei lavoratori di organizzarsi in sindacati e repressero ogni tipo di sciopero.

Sempre in questo periodo in meridione abbiamo grandi povertà e fame che scatenano lotte tra braccianti e proprietari quindi tutta questa situazione si inserisce in un quadro che ha a che fare con l'assassinio di Umberto 1°, gli succede poi il figlio Emanuele 3° che chiama al governo Zanardelli (in precedenza era stato un ministro della giustizia ed aveva riformato il codice penale nel 1889 con l'abolizione della pena di morte ed una

limitata possibilità di sciopero) che affida il ministero dell'interno a Giolitti. Il ministero è importante perché permette a Giolitti di gestire tutti i conflitti sociali.

Viene ricordato dalla storia come uno statista liberale perché aveva compreso che il risveglio sociale dei contadini e degli operai era un dato inevitabile.

Il compito dello stato è quello di garantire l'ordine evitando che le proteste degenerassero in tumulti armati. Si mandava l'esercito a fermare i vari scioperanti.

Riforme di Giolitti

Giolitti stabilisce che i contratti di lavoro siano ben delineati, vara delle norme che limitano il lavoro.

Il lavoro femminile viene ridotto a 12 ore e sulla carta viene equiparato a quello maschile.

Inoltre viene fissata l'età minima per il lavoro minorile (12 anni)

Viene garantito il riposo festivo dei lavoratori;

C'è un assicurazione obbligatoria sugli infortuni ed un aumento dei salari.

Nazionalizzazione e riforme scolastiche

Nel 1905 viene riformato il sistema scolastico.

La scuola passa al controllo dei comuni a quello dello stato, che può combattere l'analfabetismo.

Tutti questi provvedimenti sociali vanno a garantire i diritti dei lavoratori, i quali sono accompagnati anche ad altre riforme tra cui la nazionalizzazione delle ferrovie per facilitare i trasporti ed il monopolio statale sulle

assicurazioni del lavoro.

Giolitti vara una serie di riforme dello stato che portano la nazionalizzazione delle ferrovie (erano affidate e gestite da società private con servizi molto costosi e scadenti, quindi ci fu dal 1905 la nazionalizzazione delle ferrovie che permise di eliminare le locomotive a carbone).

Nel 1916 nel governo abbiamo anche la conversione della vendita, riguarda in

particolare la riduzione del tasso d'interesse che permette di abbassare il debito pubblico.

Qual è il rapporto tra espansione industriale e divario nord-sud?

Abbiamo una grande espansione industriale (nasce la Fiat) e si accresce il divario tra nord e sud. Il sud era dominato da un agricoltura latifondista (proprietari terrieri che gestivano completamente i territori), Investivano

capitali per aumentare la produttività dei loro latifondi perché erano interessati a godere della protezione dei dazzi doganali. La scelta di Giolitti di non intervenire rispetto a questi ultimi non è dettata da un analisi

economica ma da un fattore politico. Giolitti riesce a conquistare il sostegno degli elettori garantendo la maggioranza per rimanere al potere.

Questa metodologia non è nuova perché dal 1876 le coalizioni e le maggioranze del parlamento venivano gestite dal presidente del consiglio che concedeva ai deputati dei favori personali.

Tutte queste questioni affrontate da Giolitti in realtà

provocano anche l'emigrazione di massa.

Giolitti fa una riforma dell'agricoltura, vara le leggi speciali che portano alla creazione di un polo siderurgico e fa costruire anche l'acquedotto pugliese. Questi piccoli interventi in realtà sono insufficienti per risolvere la questione meridionale perché i rapporti "cliente-dai" (dare/fare favori in cambio di voti) rimangono invariati quindi poi ci sono delle richieste da parte di quella corrente meridionalista che chiede:

-riforme strutturali con retribuzione di terrieri contadini

-Investimenti sui terreni

Queste aspettative avevano l'obbiettivo di rendere il sud più competitivo.

Dall'altra parte abbiamo le azioni di governo (leggi speciali) e atteggiamenti legati alla corruzione hanno l'aumento del divario tra nord e sud.

Politica estera e imperialismo

Sempre in questo periodo la politica giolittiana non è solo interessata alle

questioni interne ma si occupa anche di politica esterna condizionata da accordi tra Germania ed Austria, come quello della triplice alleanza.

Tutte le nazioni come regno Unito e Francia dove le relazioni diplomatiche

dell'Italia erano latitanti ora si attenuano perché cercano di migliorare la situazione nel Mediterraneo ed in particolare in Africa, quindi a fronte di tutte queste cose in questo periodo anche lo stato italiano comincia a

buttarsi in una politica imperialistica in Libia.

Questa iniziativa era stata promossa in modo particolare per compiacere le grandi industrie che avevamo interesse a cercare materie prime e dall'altro lato era un modo per distogliere l'opinione pubblica sulla crisi in

atto. Stava frenando il decollo industriale.

L'opinione pubblica italiana ed europea pensava che la potenza di uno stato si poteva misurare solo attraverso

la sottomissione di popoli e la conquista di nazioni.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le condizioni lavorative degli operai italiani nel 900?
  2. Nel 900, gli operai italiani avevano le paghe più basse d'Europa, orari di lavoro molto lunghi e un'assistenza previdenziale carente, con i datori di lavoro che reprimevano ogni tentativo di organizzazione sindacale.

  3. Quali riforme significative furono introdotte da Giolitti?
  4. Giolitti introdusse riforme che stabilivano contratti di lavoro chiari, limitavano il lavoro femminile a 12 ore, fissavano l'età minima per il lavoro minorile a 12 anni e garantivano il riposo festivo e l'assicurazione obbligatoria sugli infortuni.

  5. Come influenzò Giolitti il sistema scolastico italiano?
  6. Nel 1905, Giolitti riformò il sistema scolastico, trasferendo il controllo delle scuole dallo stato ai comuni per combattere l'analfabetismo e garantire i diritti dei lavoratori attraverso l'istruzione.

  7. Quali erano le conseguenze dell'espansione industriale in Italia?
  8. L'espansione industriale, con la nascita della Fiat, accrebbe il divario tra nord e sud, mentre il sud rimaneva dominato da un'agricoltura latifondista, portando a emigrazione di massa e richieste di riforme strutturali.

  9. Quale ruolo ebbe l'Italia nella politica estera durante il periodo di Giolitti?
  10. La politica estera di Giolitti si concentrò su accordi con Germania e Austria e su un'iniziativa imperialistica in Libia, mirata a soddisfare le industrie italiane e a distogliere l'attenzione dalla crisi interna.

Domande e risposte

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