Concetti Chiave
- Giolitti cercò sostegno nei cattolici, precedentemente esclusi dalla politica, per consolidare il suo governo.
- L'enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII del 1891 influenzò Giolitti a rivolgersi ai credenti per affrontare questioni sociali e moderne.
- Il non expedit fu mitigato nel 1909, ma la nuova legge sul suffragio universale maschile del 1912 preoccupò la Chiesa riguardo ai socialisti.
- Il Patto Gentiloni stabilì un accordo informale in cui i cattolici avrebbero votato per liberali che rispettassero le posizioni della Chiesa.
- Questo accordo portò al recupero dei cattolici nella vita politica italiana e alla vittoria di Giolitti, ma limitò la sua libertà d'azione.
Giolitti e il sostegno cattolico
Giolitti cercando di consolidare il suo governo cercò sostegno nei cattolici, fino ad allora esclusi dalla politica. Egli ripose fiducia in loro grazie al fatto che Papa Leone XIII pubblicò un' enciclica (Rerum Novarum) nel 1891 dove orienta l'attenzione della chiesa verso la questione sociale e i problemi moderni. Egli garantì che il suo esecutivo avrebbe rinunciato agli atteggiamenti laicisti e anticlericali in cambio dell'appoggio politico dei credenti. Una mitigazione del non expedit (indetto da Pio IX nel 1874) fu adottata per le elezioni del 1909, ma il varo della nuova legge che introduceva il suffragio universale maschile del 1912 aveva intimorito la Chiesa, la quale temeva l'avanzata dei socialisti nelle elezioni programmate per il 1913. Giolitti sfruttò a suo favore questo timore e strinse un accordo con il conte Gentiloni, presidente dell'Unione elettorale cattolica italiana.
Il patto Gentiloni
Il cosiddetto Patto Gentiloni, un accordo informale sostenuto dal Vaticano, stabiliva che i credenti avrebbero votato per i candidati liberali disposti a non assumere nel nuovo parlamento iniziative sgradite alla Chiesa. I deputati eletti avrebbero quindi difeso l'insegnamento della religione nelle scuole pubbliche e rinunciato a proporre l'introduzione del divorzio o colpire le scuole private cattoliche e le organizzazioni clericali. Ciò causò il recupero pressoché integrale alla vita politica italiana dei cattolici e la vittoria di Giolitti alle elezioni, ma il prezzo da pagare fu segnato dalla libertà d'azione del presidente del consiglio limitata dai cattolici.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo dell'enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII nel sostegno di Giolitti ai cattolici?
- Che cos'è il Patto Gentiloni e quali erano le sue implicazioni per la politica italiana?
- Quali furono le conseguenze del Patto Gentiloni sulla libertà d'azione di Giolitti come presidente del consiglio?
L'enciclica Rerum Novarum, pubblicata nel 1891, ha orientato l'attenzione della Chiesa verso la questione sociale, permettendo a Giolitti di cercare sostegno nei cattolici, fino ad allora esclusi dalla politica, in cambio di un governo meno laicista e anticlericale.
Il Patto Gentiloni era un accordo informale tra Giolitti e i cattolici, sostenuto dal Vaticano, che garantiva il voto dei credenti per candidati liberali in cambio di promesse di non intraprendere iniziative contrarie alla Chiesa, portando a un recupero dei cattolici nella vita politica italiana.
Sebbene il Patto Gentiloni portò alla vittoria di Giolitti e al recupero dei cattolici nella politica, limitò la sua libertà d'azione, poiché doveva rispettare le richieste e le aspettative dei cattolici nel nuovo parlamento.