Concetti Chiave
- L'impero romano ha visto un forte legame tra potere e cultura, soprattutto con la dinastia Flavia che ha promosso una politica scolastica pubblica.
- Marco Fabio Quintiliano, primo "professore statale" dell'antichità, ha influenzato l'educazione romana con la sua opera "Institutio Oratoria".
- Quintiliano ha messo in evidenza l'importanza di un approccio educativo umano, sottolineando il ruolo dell'insegnante come guida morale e paterna.
- Gli strumenti di scrittura più comuni nell'antica Roma erano le tavolette cerate, utilizzate a scuola per scrivere con uno stilus.
- Le tavolette di scrittura erano spesso legate insieme a formare quaderni, consentendo una maggiore praticità per gli studenti romani.
L'impero romano e la cultura
Con la nascita dell'impero romano, si giunse gradualmente a un legame più stretto tra potere e cultura. In particolare con la dinastia Flavia si inaugurò un'autentica politica della scuola, che portò a creare e finanziare cattedre scolastiche pubbliche. Lo Stato si garantì così la formazione dei futuri funzionari e la diffusione in tutto l'impero della cultura latina.
Quintiliano e l'educazione romana?
In questo contesto un ruolo di rilievo lo ebbe Marco Fabio Quintiliano, un rettore spagnolo giunto a Roma al seguito dell'imperatore Galba nel primo secolo dopo Cristo. Qui esercitò la professione di avvocato ed insegnante: a questo titolo viene assunto da Vespasiano, con uno stipendio annuo pari a quello di un funzionario, divenendo così il primo " professore statale " del mondo antico. Nella sua opera principale, intitolata institutio oratoria (cioè l'educazione dell'oratore), ci ha lasciato la più organica testimonianza sulla scuola del mondo romano. Sono notevoli in Quintiliano, per la loro modernità, l'attenzione rivolta allo studente in quanto persona e i consigli rivolti agli insegnanti, che devono avere modi paterni, essere misurati nelle lodi e nelle critiche, essere aperti al dialogo, pazienti e dotati di saldi principi morali.
Strumenti di scrittura nell'antica Roma
Per scrivere utilizzavano prevalentemente, almeno a scuola, tavolette cerate (tabulae o tabellae): esse erano di legno, con i bordi leggermente rilevati e venivano riempite di cera, che era poi incisa con una penna appuntita (lo stilus). Non era raro che si utilizzassero anche tavolette senza cera: vi si appoggiava un foglio di papiro su cui si scriveva con inchiostro e penna (calamus). Queste tavolette erano spesso accoppiate e legate insieme con lacci, a formare una sorta di quaderno.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'impero romano nella diffusione della cultura latina?
- Chi è Marco Fabio Quintiliano e quale contributo ha dato all'educazione romana?
- Quali strumenti di scrittura venivano utilizzati nell'antica Roma?
L'impero romano, specialmente sotto la dinastia Flavia, instaurò una politica scolastica che garantì la formazione dei futuri funzionari e la diffusione della cultura latina in tutto l'impero, creando e finanziando cattedre scolastiche pubbliche.
Marco Fabio Quintiliano, un rettore spagnolo, divenne il primo "professore statale" del mondo antico a Roma, contribuendo con la sua opera "Institutio Oratoria" a delineare un approccio educativo moderno, focalizzandosi sull'importanza dello studente e fornendo consigli per gli insegnanti.
Nell'antica Roma, per scrivere si utilizzavano principalmente tavolette cerate, incise con uno stilus, e tavolette senza cera su cui si scriveva con inchiostro e penna, spesso legate insieme a formare quaderni.