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Concetti Chiave

  • Nei primi due secoli dell'impero, la romanizzazione servì a uniformare i popoli conquistati, consentendo loro di diventare cittadini romani e promuovendo l'uso del latino in Occidente.
  • Le incursioni delle tribù barbariche, come i germani e i prati, rappresentarono una costante minaccia per Roma, portando alla costruzione di fortificazioni e alla protezione dei confini.
  • Il declino economico in Italia fu caratterizzato dalla diminuzione della popolazione, dalla caduta dell'agricoltura e dalla transizione a un sistema di colonato con coloni che pagavano metà del raccolto ai proprietari terrieri.
  • La cultura classica si sviluppò nel II secolo d.C., con figure come Plutarco e scienziati come Tolomeo, che influenzarono la filosofia e la scienza, rielaborando le conoscenze ellenistiche.
  • Il sincretismo religioso portò a una diffusione di movimenti mistici, mentre imperatori come Adriano e Marco Aurelio cercarono di consolidare l'impero e affrontarono gravi crisi, come guerre ed epidemie, che segnarono il declino della prosperità.

Romanizzazione e cittadinanza romana

Verso un mondo comune: nei primi due secoli dell’impero Roma effettuò una “romanizzazione” cancellando le antiche differenze che vi erano tra i popoli conquistati. La possibilità di diventare cittadini romani era offerta con libertà. Questo affievoliva il ruolo dominante dell’Italia e facilitava la romanizzazione delle popolazioni. Il processo di romanizzazione avviene anche nella cultura con l’estensione del latino a lingua di tutto l’Occidente, mentre a Oriente prevaleva il Greco.

Minacce esterne e difese romane

Al di là dei confini: le incursioni dei barbari germani, un insieme di tribù di lingua indoeuropea stanziate nelle regioni tra il Reno e l’Elba, lungo il Danubio, rimasero per i romani una minaccia sempre incombente. Per fronteggiare questo pericolo nel 1 secolo d.C. si costruì un sistema di fortificazioni (“limes”) presidiato dal grosso dell’esercito romano. Verso Oriente c’erano i prati (discendenti dei persiani) e i Romani volevano impadronirsi della loro Mesopotamia sulla quale si svolgeva una parte importantissima del commercio antico: la seta e le spezie dalla Cina, l’incenso dall’Arabia e l’ambra dalla Finlandia, Norvegia.

Declino economico e sociale

Elementi di debolezza: l’Italia perse il suo ruolo di nazione guida: l’agricoltura decadde, l’artigianato non era sufficiente per l’economia, la popolazione diminuì. Di fronte al declino della produzione agricola molti proprietari terrieri rinunciarono alla gestione diretta delle aziende agricole sostituendo gli schiavi con contadini o schiavi semiliberi (detti coloni -> sistema del colonato) che versavano al proprietario la metà del raccolto. Lo Stato doveva da un lato impedire agli esattori delle imposte di depredare i coloni e che i proprietari esigessero più del dovuto dall’altro doveva impedire che briganti o invasori devastassero le terre.

Cultura classica e scienze

La cultura: luci e ombre: nel II sec. D.C. la classe colta greca e romana si sentiva partecipe dello stesso mondo spirituale. Nacque la cultura classica, con il suo esponente Plutarco di Cheronea (46-127 d.C.). Nella sua opera principale, Le vite parallele, Plutarco propone un affresco delle grandi figure del passato, sia greco che latino. Nel 2 secolo d.C. la cultura si ritirò nella rivisitazione del passato (retorica e arcaismo) come la filosofia che rielaborò le culture ellenistiche (stoicismo). Gli scrittori più importanti (Apuleio e Luciano) vengono da luoghi marginali (Africa, greci). Nelle scienze Tolomeo sviluppò la teoria geocentrica (terra al centro dell’universo). Galeno di Pergamo scrisse di farmacia e medicina.

Sincretismo religioso e politica imperiale

Il sincretismo religioso: nel mondo imperiale ci fu uno sviluppo dei movimenti mistici e religiosi specialmente il cristianesimo.La storia politica: gli assassini di Domiziano, d’accordo col senato, elessero Nerva imperatore (96 d.C.). Egli per ottenere l’appoggio dell’esercito adottò il più grande generale, Ulpio Traiano che dopo poco gli succedette al trono. Traiano (Spagnolo) fu il primo imperatore non italico e sotto il suo governo Roma raggiunse la massima estensione, comprendendo infatti tutta la regione oltre il Danubio e il regno dei Prati. Traiano realizzò molti lavori pubblici (grazie all’oro della Dacia) trai quali il Foro, i Mercati traianei e la colonna Traiana. Morì nel 117 d.C. dopo aver organizzato la burocrazia, aver favorito la piccola proprietà terriera e cancellato le tasse arretrate che gravavano sulle province. Il successore fu il nipote spagnolo Elio Adriano, di eccezionale cultura, che adottò una politica di consolidamento dei confini. Ristrutturò la vita economica e l’apparato stradale, favorì la rinascita morale e culturale di Atene costruendo una biblioteca, un portico affrescato e finendo il tempio di Zeus Olimpo, costruì a Roma il mausoleo e un circolo culturale chiamata “Athenaeum” in ricordo di Atene. Fece provvedimenti culturali al fine di migliorare l’educazione scolastica, di eleggere i funzionari statali in base alla cultura, e di proteggere gli schiavi dagli arbitrii dei padroni. Egli si dedicò alla letteratura e alla poesia. Morì nel 138 d.C. Il successore fu Antonino Pio e in seguito Marco Aurelio: uomo di grande cultura. Il suo impero segnò la fine del periodo di prosperità: le frontiere furono attaccate dai germani e dai prati che invasero la Siria e che furono scacciati difficilmente e durante la guerra (165 d.C.) un’epidemia di peste bubbonica dilagò trai soldati e quindi in tutta Roma decimando la popolazione. Le campagne rimasero incolte, i commerci e l’artigianato decaddero, ci furono arruolamenti forzati per le esigenze militari. I confini del Reno fu attaccato dai germani che furono respinti difficilmente dall’esercito di Marco Aurelio e nel 175 d.C. e spinti dietro i limes come alleati dopo che promisero aiuti militari ai romani. Gli accordi non furono rispettati e i germani attaccarono nuovamente, Marco Aurelio però morì a Vienna di peste. Il suo successore fu suo figlio Commodo (si iniziò la successione dinastica) che aveva tratti popolareschi (non aristocratici) e si conquistò le simpatie della plebe ma non quelle dei soldati e dell’aristocrazia. Commodo sperperò le finanze dello stato e fu ucciso da una congiura (dopo essersi difeso da tante altre) nel 192 d.C.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo della romanizzazione nell'impero romano?
  2. La romanizzazione ha cancellato le differenze tra i popoli conquistati, offrendo la cittadinanza romana con libertà, affievolendo il dominio dell'Italia e facilitando l'estensione del latino come lingua dell'Occidente.

  3. Quali erano le principali minacce esterne per Roma?
  4. Le incursioni dei barbari germani e le pressioni dei Prati a Oriente rappresentavano minacce costanti, portando alla costruzione di fortificazioni lungo i confini (limes) per proteggere l'impero.

  5. Quali fattori hanno contribuito al declino economico e sociale dell'Italia?
  6. Il declino dell'agricoltura, la diminuzione della popolazione e il passaggio da schiavi a coloni per la gestione delle terre hanno indebolito l'economia, mentre lo Stato cercava di proteggere i coloni e le terre dagli abusi.

  7. Come si è sviluppata la cultura classica durante il II secolo d.C.?
  8. La cultura classica, rappresentata da figure come Plutarco, si è caratterizzata per la rivisitazione del passato e l'influenza di scrittori provenienti da regioni marginali, mentre le scienze hanno visto progressi significativi con Tolomeo e Galeno.

  9. Quali sono stati i principali eventi politici e culturali sotto gli imperatori Traiano e Adriano?
  10. Traiano, primo imperatore non italico, espanse l'impero e realizzò importanti opere pubbliche, mentre Adriano consolidò i confini, promosse la cultura e migliorò l'educazione, lasciando un'eredità duratura.

Domande e risposte

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