Concetti Chiave
- Il realismo magico emerge dopo la prima guerra mondiale, combinando un'interpretazione poetica del reale con elementi soprannaturali.
- Bontempelli, influenzato dalle avanguardie francesi, sperimenta con il surrealismo, riflettendo questa influenza nei suoi scritti.
- La rivista "Quadrante", fondata da Bontempelli e Bardi, promuove l'architettura razionalista e le correnti artistiche moderne.
- Bontempelli sviluppa il concetto di tradizione come una serie di nuove trasfigurazioni storiche, unendo epoche diverse.
- Il termine "primordio" è utilizzato da Bontempelli per indicare l'importanza di rendere visibili le astrazioni, evitando l'assurdo dell'arte astratta.
L'origine del realismo magico
Dopo la prima guerra mondiale comincia a manifestarsi un “senso magico scoperto nella vita quotidiana”, così come lo avevano fatto alcuni pittori del passato, in cui era possibile rilevare una interpretazione poetica del dato reale, ma attualizzandolo, cogliendone lo spirito per sviluppare nuovi miti. Da questo presupposto deriva la sua definizione di “realismo magico” espressa sulla rivista 900, che unisce due aspetti:
• Il realismo, che fino al quel momento era appartenuto ad artisti attenti al sociale, come Courbet;
• Il magico, che allude a qualcosa si soprannaturale, che nella storia dell’arte poteva essere associato ai pittori del simbolismo europeo:
Nessuna di queste correnti ha a che vedere con i pittori del suo realismo magico, che ha un corrispettivo nel Magischer Realismus tedesco di Franz Roth, loro sono infatti caratterizzati da un’arte nitida e ispirata al ‘400, in cui la realtà viene trasmessa con immagini enigmatiche e atmosfere mitiche.
Influenze e collaborazioni di Bontempelli
Bontempelli fu collaboratore di diverse riviste e quotidiani, come “Il Corriere della Sera” o “Il Marzocco”, e dopo la guerra, in seguito ad alcuni viaggi a Parigi come inviato di questi quotidiani, tra il 1921 e il 1922 era entrato in contatto con le avanguardie francesi, in particolare il surrealismo, che influenzò gli scritti “La scacchiera davanti allo specchio” e “Eva ultima” con uno stile ispirato alla casualità apparente dei sogni. Gli anni Trenta coincisero invece con il suo impegno culturale e di incontro con i pittori, nel 1933 diede vita insieme a Pier Maria Bardi alla rivista “Quadrante”, che sosteneva l’architettura razionalista e allo stesso tempo le correnti più moderne, dal primordialismo, alle correnti astratte.
Il concetto di tradizione secondo Bontempelli
Qui ritroviamo un fotomontaggio che univa idealmente le tre epoche attraverso la facciata del Duomo di Como, la cupola settecentesca dello Juvarra e il Novocomun di Terragni, con questa immagine Bardi riuscì ad enunciare visivamente il concetto di tradizione di Bontempelli: “non è se non la storia di una serie di trasfigurazioni nuove delle cose, è una realtà misteriosa, è la sostanza stessa della storia”.
Il termine primordio e le idee di Bontempelli
Bontempelli è stato anche uno dei primi ad usare il termine “primordio”, nonostante Ciliberti abbia voluto rivendicarne l’uso originale, i due si frequentarono a Roma all’epoca degli studi universitari, Ciliberti ha usato parole di ammirazione verso lo scrittore, definendolo tra “i geni primordiali”, ciononostante la loro idee non sono sempre in sintonia. Pur non essendo distante dal concetto di astrazione, Bontempelli era contrario alla pittura puramente astratta, crede infatti che le astrazioni debbano essere “vestite di visibilità”, ossia rese reali, per evitare di cadere nell’assurdo e nell’innaturalezza dell’astratto.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del realismo magico secondo il testo?
- Quali influenze ha avuto Bontempelli nella sua carriera?
- Come definisce Bontempelli il concetto di tradizione?
- Qual è la posizione di Bontempelli riguardo all'astrazione nella pittura?
Il realismo magico emerge dopo la prima guerra mondiale come un "senso magico scoperto nella vita quotidiana", combinando il realismo sociale con elementi soprannaturali, come evidenziato nella definizione espressa sulla rivista 900.
Bontempelli ha collaborato con riviste come "Il Corriere della Sera" e "Il Marzocco", e il suo contatto con le avanguardie francesi, in particolare il surrealismo, ha influenzato le sue opere, come "La scacchiera davanti allo specchio" e "Eva ultima".
Bontempelli considera la tradizione come una "serie di trasfigurazioni nuove delle cose", una realtà misteriosa che rappresenta la sostanza stessa della storia, come illustrato nel fotomontaggio di Bardi.
Bontempelli, pur non essendo distante dal concetto di astrazione, si oppone alla pittura puramente astratta, sostenendo che le astrazioni debbano essere "vestite di visibilità" per evitare l'assurdo e l'innaturalezza.