Concetti Chiave

  • Nel 1919, il ritorno all'ordine romano si manifesta con le opere di Mario Sironi, che uniscono futurismo e una nuova visione metafisica, suscitando controversie nel clima artistico romano.
  • Carrà distacca definitivamente la sua arte dalla Metafisica, ispirandosi alla pittura giottesca, mentre de Chirico inizia a presentare opere rinascimentali come "Il ritorno del figliol prodigo".
  • I quadri di de Chirico di questo periodo esprimono un classicismo immanente, con riferimenti a spazi immaginari e composizioni architettoniche codificate secondo canoni classici.
  • Arturo Martini entra nel movimento di "Valori Plastici", creando sculture volumetriche che richiamano l'antichità, ispirato da Carrà e dalla tradizione giottesca.
  • Nonostante il dialogo internazionale con movimenti come il Bauhaus, "Valori Plastici" vive tensioni interne, culminando in rotture tra artisti come Carrà e de Chirico.

Ritorno all'ordine romano

Nel corso del 1919 si affermano le posizioni di ritorno all’ordine romano, in de Chirico e Carrà non era ancora scattato il rifiuto per l’avanguardia, ma un episodio è significativo per capire il cambiamento del clima: Mario Sironi tenne la sua prima mostra personale alla Galleria Bragaglia, le opere esposte cercano di creare una connessione tra futurismo e una nuova visione di realtà metafisica. Questa compenetrazione dell’ordine antico con le regole futuriste fu interpretato nel clima romano come un’eresia, la classicità non lasciava infatti spazio a queste nostalgie moderne, nel 1919 “Valori Plastici” era infatti serrato su un’ispirazione all’antico senza compromessi [in particolare de Chirico si ispira al Rinascimento e Carrà al Trecento italiano].

Evoluzione artistica di de Chirico e Carrà

Carrà, infatti, pubblica sul numero di novembre-dicembre della rivista “Le figlie di Loth”, il primo quadro che si allontana definitivamente dalla Metafisica, per affermare principi annessi alla pittura giottesca; nello stesso numero Giorgio Morandi presenta una sua natura morta ancora metafisica, mentre de Chirico espone nell’estate 1920 i suoi primi quadri rinascimentali, come “Il ritorno del filgliol prodigo”.

Influenza di Valori Plastici

I suoi quadri di questa epoca sono tra le maggiori realizzazioni di un classicismo immanente, in “Saluto agli argonauti partenti”, per la prima volta si coglie un riferimento diretto ad un luogo, anche se immaginario. La sua composizione riprende in controparte quella di “Enigma di un pomeriggio d’autunno”, il primo intende essere il manifesto delle intenzioni del nuovo classicista: il tempio, nel secondo viene spostato a destra e viene codificato secondo canoni classici in ordine architettonico ionico [la facciata è scandita da tre finestre e da due nicchie con statue classiche], la vela che compariva dietro un muro, ora viene esplicitata su una spiaggia.

Arturo Martini e il classicismo

In questa orbita viene attirato anche Arturo Martini, il quale netrerà definitivamente in “Valori Plastici” tra la fine del 1920 e l’inizio del 1921, le sue sculture sono ispirate ad una volumetria corposa ed il riferimento all’antichità viene ispirato da Carrà: busti di fanciulli che ricordano i reliquiari del Quattrocento e rileggono tridimensionalmente il primitivismo giottesco di quadri come “Le figlie di Loth”.

Dialogo internazionale e rotture interne

La rivista “Valori Plastici”, che vede un nucleo centrale di altissimo livello, dialoga ampiamente con l’Europa del ritorno all’ordine, rimanendo in contatto con riviste e movimenti come Bauhaus, anche se nonostante questo successo internazionale, si compiono una serie di rotture all’interno del gruppo: in particolare quella tra Carrà e de Chririco cìdopo che il primo cercò di rivendicare la paternità della Metafisica.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del ritorno all'ordine romano nel contesto artistico del 1919?
  2. Il ritorno all'ordine romano nel 1919 rappresenta un tentativo di coniugare il futurismo con una nuova visione metafisica della realtà, come dimostrato dalla prima mostra personale di Mario Sironi, che cercava di fondere elementi antichi con nostalgie moderne, ma che fu percepita come un'eresia nel clima romano.

  3. Come si evolve l'arte di Carrà e de Chirico in questo periodo?
  4. Carrà si distacca dalla Metafisica per abbracciare principi giotteschi, mentre de Chirico inizia a esporre opere rinascimentali, come "Il ritorno del figliol prodigo", segnando un'evoluzione verso un classicismo immanente e una nuova interpretazione della realtà.

  5. Qual è il ruolo di Arturo Martini nel contesto di "Valori Plastici"?
  6. Arturo Martini entra a far parte di "Valori Plastici" tra la fine del 1920 e l'inizio del 1921, portando sculture ispirate a una volumetria corposa e a riferimenti all'antichità, influenzato da Carrà, e reinterpretando il primitivismo giottesco.

  7. Quali tensioni interne si manifestano all'interno del gruppo di "Valori Plastici"?
  8. Nonostante il dialogo internazionale con movimenti come il Bauhaus, si verificano rotture interne, in particolare tra Carrà e de Chirico, a seguito della rivendicazione della paternità della Metafisica da parte di Carrà, evidenziando le tensioni artistiche del periodo.

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