Concetti Chiave
- Subito dopo la prima guerra mondiale, l'arte d'avanguardia si affievolì, portando a un desiderio comune di ricostruzione attraverso un classicismo rinnovato.
- Il movimento dei Valori Plastici, fondato da Margherita Sarfatti, cercava di unire diverse forme artistiche in una risposta all'instabilità politica e culturale degli anni venti.
- Carlo Carrà denunciò la difficile condizione degli artisti del suo tempo, paragonando l'epoca a periodi storici di grande tormento e confusione.
- La rivista "Valori Plastici" pubblicò contributi significativi, tra cui un saggio di Carrà e uno di Theo van Doesburg, riflettendo sulle tendenze artistiche del periodo.
- Nonostante la presenza di Kandinsky a Milano nel 1934, l'occasione non si tradusse in un'importante connessione con l'astrattismo geometrico europeo, rimanendo limitata nella sua influenza.
Dopo la prima guerra mondiale
Subito dopo la prima guerra mondiale, la forza propulsiva delle avanguardie storiche si era indebolita e ormai da molte parti si paragonava l'immane distruzione della guerra a quella formale dell'arte d'avanguardia diffondendo un comune desiderio di ricostruzione. Partendo soprattutto da esempi illustri come Darain, Severini e Picasso si diffondevano in Europa due principali flessioni di classicismo, formale e compositivo che rispondevano entrambe alla medesima esigenza di ordine e di chiarezza espressiva. Da una parte si svolge, sul ceppo geometrico cubista una ricerca di nuova plasticità di ritmi pacati di iconografie arcaizzanti. In una direzione opposta si svolge un realismo che recupera la forma classica antica partendo dalla metafisica dechirichiana e dal ritorno all'ordine italiano nato intorno alla rivista “Valori Plastici” che intende il superamento dell'avanguardia come negazione integrale dei suoi principi di scomposizione e sintetismo formale ricercando invece una consonanza profonda con la visione aerea di un passato da recuperare oniricamente, figurativamente persino tecnicamente.
Il movimento dei Valori Plastici
In Italia molte forme diverse di ritorni si fanno componendo parallelamente ai due momenti cruciali di Valori Plastici e dei Sette pittori del Novecento in consonanza con un clima che alla metà degli anni venti diverrà dominante e che Margherita Sarfatti provvederà a raccogliere in un movimento unitario che è il Novecento italiano. Un movimento che non avrà vita lunga e che sarà tormentato da dissidi di natura politica. Quando nacque il movimento dei Valori Plastici la sua rivista omonima pubblicò nel numero dell'aprile Maggio 1919 un saggio di Carlo Carrà sul italianismo artistico e uno di Theo van Doesburg.
Considerazioni di Carlo Carrà
Nel numero della rivista in cui è pubblicata la conclusione della nota di van Doesburg leggiamo un altro intervento di Carrà su il rinnovamento della pittura in Italia nel quale il pittore denuncia “come vi siano state poche stagioni nella storia umana più tremende per gli artisti più tormentose e più spaventevoli dell'attuale in cui è di moda il lunario bolscevico: nemmeno il medioevo pre-giottesco con le sue mostruosità teologiche, i suoi diavoli, tutte le sue irragionevoli immagini, le sue infinite vicende e calamità, con tutte le sue agonie e miserie mi pare possa paragonarsi a quanto ribolle ora di nubiloso di torbido nella triste caldaia del mondo. Paghiamo pure il nostro tributo alla demenza del secolo." Considerazioni che non è possibile non collegare per quell'esplicito richiamo al lunario bolscevico al corsivo che su quel numero di Valori Plastici introduce il testo teorico di Kandinsky Pittura come arte pura.
Influenza di Kandinsky
La presenza di Kandinsky alla galleria del Milione di Milano tra l'aprile e il Maggio 1934 lascia il segno ma non si trasformò come si sarebbe potuto pensare e sperare in un'occasione di primaria importanza per conoscere la pittura di Kandinsky e attraverso essa collegarsi più articolarmente al contesto dell'astrattismo geometrico europeo. Una prima considerazione può essere legata alla fase romantico espressionista dell'arte kandiskyana ancora in atto alla data della pubblicazione di Valori Plastici ai suoi risultati pittorici e fondamenti teorici analiticamente e con efficacia ribaditi in pittura come arte pura.
Domande da interrogazione
- Qual è l'impatto della prima guerra mondiale sulle avanguardie artistiche?
- Quali sono le due principali flessioni di classicismo che si sono sviluppate in Europa?
- Cosa rappresenta il movimento dei Valori Plastici in Italia?
- Quali sono le considerazioni di Carlo Carrà sulla situazione artistica del suo tempo?
- Qual è l'importanza della presenza di Kandinsky alla galleria del Milione di Milano?
Dopo la prima guerra mondiale, le avanguardie storiche hanno visto un indebolimento della loro forza propulsiva, portando a un desiderio comune di ricostruzione e a un confronto tra la distruzione della guerra e quella dell'arte d'avanguardia.
Si sono sviluppate due flessioni di classicismo: una ricerca di nuova plasticità sul ceppo geometrico cubista e un realismo che recupera la forma classica antica, entrambe rispondenti a un'esigenza di ordine e chiarezza espressiva.
Il movimento dei Valori Plastici, fondato da Margherita Sarfatti, rappresenta un tentativo di unificazione artistica in Italia, che si sviluppa parallelamente ai Sette pittori del Novecento, ma che sarà caratterizzato da dissidi politici e avrà vita breve.
Carlo Carrà denuncia la tremenda situazione per gli artisti del suo tempo, paragonandola a periodi storici difficili, e critica l'influenza del "lunario bolscevico" sulla pittura, evidenziando le sfide e le miserie del secolo.
La presenza di Kandinsky nel 1934 ha lasciato un segno, ma non ha portato a un collegamento significativo con l'astrattismo geometrico europeo, rimanendo legata alla sua fase romantico-espressionista e ai suoi fondamenti teorici espressi in "Pittura come arte pura".