Concetti Chiave

  • La cultura del primordio negli anni '20 e '30 in Italia riflette un forte ritorno alle origini artistiche, influenzata dal filosofo Franco Ciliberti e artisti come Massimo Bontempelli e Carlo Carrà.
  • I saggi “Gusto dei primitivi” di Lionello Venturi e “Piero della Francesca” di Roberto Longhi hanno contribuito a rivalutare l'arte dei pittori italiani dal Duecento all'Ottocento, superando il contrasto tra classico e romantico.
  • Piero della Francesca ha avuto un impatto significativo sull'arte astratta degli anni '30, con la sua sintesi prospettica di forma e colore riconosciuta da artisti come Bogliardi e Gino Ghiringhelli.
  • La pittura astratta si fonda su principi geometrici e razionali, come evidenziato da Atanasio Soldati, che la collega alle opere dei grandi maestri del passato, da Piero della Francesca al Partenone.
  • Arturo Martini ha sostenuto che la scultura, pur abbandonando la statuaria tradizionale, continua a esprimere un linguaggio artistico innovativo nella scultura contemporanea.

La cultura del primordio

La cultura del primordio, inteso come ritorno alle origini, è comune nell’Italia degli anni ’20 e ’30 a diversi personaggi che hanno avuto contatti con il filosofo comasco Franco Ciliberti, tra questi possiamo indicare: Massimo Bontempelli, Carlo Carrà, Corrado Cagli.

Influenze storico-critiche

Questo clima di ritorno e di recupero di valori artistici dei pittori italiani del passato è incentivato da due importanti contributi storico-critici: “Gusto dei primitivi” di Lionello Venturi e “Piero della Francesca” di Roberto Longhi. Il primo rivaluta nel suo saggio l’arte dei pittori italiani che vissero dal Duecento fino al Quattrocento [da Cimabue a Botticelli], nella seconda parte del libro fa anche riferimento agli autori dell’’800 che hanno colto lo stesso spirito spiegando che, grazie a loro, si è potuto superare il contrasto tra classico e romantico di Roma e Parigi, aprendo nuovi orizzonti per una conoscenza più ampia della storia dell’arte.

Piero della Francesca e l'arte astratta

Il secondo invece ebbe una forte influenza su “Valori Plastici” e sui pittori astratti degli anni ’30, che hanno colto e valorizzato la sintesi prospettica di forma e colore, Piero della Francesca è stato infatti citato da Bogliardi, Reggiani, e Gino Ghiringhelli nella mostra del 1934 alla Galleria del Milione. Nella “Dichiarazione degli espositori”, pubblicata sul Bollettino della galleria, essi indicano nel metro, misura di grandezza di opere come il Partenone, le piramidi e la statuaria classica: “esso spiega perché sappiamo ammirare ad Arezzo e a Urbino la grandezza di Piero della Francesca e di Paolo Uccello”.

La pittura astratta e i maestri del passato

Allo stesso modo Atanasio Soldati, sempre sul bollettino del Milione, scrive che la pittura astratta ama l'analisi, l'ordine, gli armoniosi rapporti della geometria com'è di ogni opera d'arte di qualunque tempo dal Partenone a Piero della Francesca. Le illustrazioni scelte da Longhi per illustrare il volume valorizzavano, appunto, gli aspetti geometrici razionali e volumetrici della pittura del maestro, persino l'architetto Alberto Sartoris, in un documento indirizzato alla Contessa Giuliana e al Conte Corrado palazzi Trivelli, offre una lettura dell'arte astratta in rapporto agli stili dei grandi maestri del 400.

Contributi alla pittura astratta

Nonostante propendesse per la pittura astratta, anche Sartoris riconosce a pittori figurativi come Carrà il merito di avere individuato alcuni tra i principi basilari dall'astrattismo geometrico, insieme a De Chirico, che invece seppe esprimere quel misterioso e forte sentimento epico lirico della surrealtà, ricordando anche il decisivo contributo dato da Giorgio Morandi alla pittura astratta e alla pittura novecentista. Lo stesso spirito innovatore innerva la scultura abbandonando la statuaria ma non la scultura in toto Come disse Arturo Martini in "scultura lingua morta".

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della cultura del primordio nell'arte italiana degli anni '20 e '30?
  2. La cultura del primordio rappresenta un ritorno alle origini e ai valori artistici del passato, influenzando artisti come Massimo Bontempelli e Carlo Carrà, in un contesto di rivalutazione dell'arte italiana dal Duecento al Quattrocento, come evidenziato nei saggi di Lionello Venturi e Roberto Longhi.

  3. Come hanno influenzato Piero della Francesca e i suoi principi l'arte astratta degli anni '30?
  4. Piero della Francesca ha avuto un impatto significativo sull'arte astratta, come dimostrato nella mostra del 1934 alla Galleria del Milione, dove artisti come Bogliardi e Reggiani hanno valorizzato la sintesi prospettica di forma e colore, sottolineando l'importanza della misura e della grandezza delle opere.

  5. Qual è il legame tra la pittura astratta e i maestri del passato secondo Atanasio Soldati?
  6. Atanasio Soldati afferma che la pittura astratta si basa su analisi, ordine e armonia geometrica, elementi presenti in opere di ogni epoca, da Piero della Francesca al Partenone, evidenziando l'importanza degli aspetti geometrici nella creazione artistica.

  7. Quali contributi hanno dato artisti figurativi come Carrà e De Chirico all'astrattismo geometrico?
  8. Carrà e De Chirico hanno individuato principi fondamentali dell'astrattismo geometrico, con De Chirico che ha espresso un forte sentimento lirico, mentre Giorgio Morandi ha fornito un contributo decisivo alla pittura astratta e novecentista, dimostrando l'interconnessione tra stili figurativi e astratti.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community