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Concetti Chiave

  • Il pensiero di Marx si basa sul materialismo storico, che collega fenomeni storici alla struttura produttiva e alle ideologie sociali, evidenziando conflitti tra le classi sociali.
  • Marx distingue tra struttura, legata alla produzione, e sovrastruttura, che rappresenta il pensiero, seguendo un modello hegeliano di superamento delle contraddizioni.
  • Durkheim fonda la sociologia come disciplina autonoma, esplorando solidarietà meccanica e organica, e analizzando il suicidio come fenomeno sociale influenzato dalla coesione sociale.
  • Weber si concentra sull'azione sociale e sull'avalutività della ricerca, ponendo attenzione alla razionalità e ai valori all'interno della società industrializzata.
  • Simmel studia le forme di socializzazione e il valore attribuito al denaro, introducendo il concetto di comportamento blasè come forma di controllo emotivo nell'individuo.

Il pensiero di Marx

Marx era un pensatore di formazione filosofica che si è dedicato soprattutto ai problemi economici, nelle sue ricerche, egli, ha saputo descrivere anche le conseguenza sociali dei grandi mutamenti storici. Alla base del suo pensiero vi è il materialismo storico infatti ad ogni fenomeno storico è legato alla struttura produttiva e alla sia manifestazione, dalla quale derivano le diverse concezioni ideologiche e il ruolo sociale degli uomini, determinando diversi modi di pensare e di vivere tra essi. La realtà sociale e quella economica sono però in continuo conflitto e mutamento: le classi sociali si sovrappongono secondo chi sia più adatto a gestire gli strumenti di produzione. In particolare questi mutamenti e questi conflitti hanno cambiato anche i rapporti con lo spazio, con il tempo e persino con se stessi, dando vita a fenomeni come as esempio l’alienazione, ovvero quando un lavoratore viene espropriato dal proprio settore lavorativo portando così alla sua estraneità.

La filosofia di Marx

Sul piano filosofico, invece, Marx delinea due livelli di realtà:

1. la struttura => legata alla produzione

2. la sovrastruttura => condizionata dalla prima e che rappresenta il pensiero.

In entrambi i casi sono le basi materiali a determinare la società, seguendo così il modello hegeliano, dove il superamento delle contraddizioni scaturisce un livello superiore di organizzazione.

Durkheim e la sociologia

Durkheim è considerato il fondatore della sociologia inresa come disciplina autonoma. Egli si è interessato soprattutto alla struttura sociale e ha messo in risalto i concetti di anomia, cultura, interazione simbolica e religione, intesa come momento fondante della società, mettendo in primo piano l’esistenza di elementi comuni che stanno alla base dello scambio di messaggi. Durkheim ha cercato anche di formulare una teoria sulle relazioni sociali e il suo punto di partenza è l’individuazione di due forme di solidarietà, quella meccanica, fondata sulla rassomiglianza, e quella organica, fondata sulla differenza e la complementarietà. In questo ha cercato ci capire gli effetti del capitalismo sulla solidarietà sociale e ha affermato che la divisione del lavoro sociale è più utile dal punto di vista sociologico rispetto alla divisione tecnica, che ha funzione prettamente economica. La società è considerata un’unità indivisibile che, attraverso l’educazione e i rituali, influenza gli individui sin dalla nascita, portando però anche a fenomeni come la devianza, intesa da Durkheim in modo utile perchè appunto il deviato è un modello di comportamento negativo che fa capire come non ci si deve comportare. Proprio per questo motivo egli ha analizzato anche il suicidio sulla base che esso non dipenda solo da motivazioni psicologiche individuali ma soprattutto sociali. Egli individua tre tipi si suicidi:

1. quello egoistico, quando l’individualismo prevale sulla coesione sociale

2. quello altruistico, tipico delle società in cui vi è solidarietà meccanica infatti se un individuo perde la propria funzione sociale tende al suicidio,

3. quello anomico, tipico delle società moderne dove lo sviluppo economico illude gli individui che ogni meta è raggiungibile.

Weber e l'azione sociale

Weber è tra i fondatori della sociologia, ma si occupò anche di filosofia e di economia. Il suo interesse è rivolto verso la struttura sociale e l’azione sociale, che ha analizzato attraverso la relazione tra teoria e metodo di lavoro. Weber sostenne la necessità dell’avalutività della ricerca, ovvero la separazione tra descrizione e giudizi di valore, inoltre egli non crede che esistano dei valori assoluti e che per studiare i comportamenti degli individui bisogna focalizzarsi sull’agire, che è alla base del comportamento umano, e verificare la razionalità del gesto rispetto allo scopo. Per questo motivo, pur nella convinzione che le azioni non sono mai puramente razionali, egli delinea dei tipi ideali di azione sociale. Weber non nega l’esistenza di classi sociale, che considera soprattutto come aggregazione di individui con caratteristiche comuni e che escludono chi non li possiede. Altri aspetti fondamentali della ricerca di Weber sono l’analisi della nascita del capitalismo, della burocratizzazione e del potere, all’interno di una società in cui i valori sono mutati a causa del processo di industrializzazione e all’interno della quale si assiste al disincanto, portando all’allontanamento dal mito e dalla religione per favorire la razionalità.

Simmel e la filosofia del denaro

Simmel si dedicò allo studio delle forme in cui si presentano i fenomeni sociali evidenziando i caratteri della sociazione, ovvero i modi in cui avvengono le relazioni tra gli individui in una società fondata sulla progressiva specializzazione, sebbene l’individuo riesca a mantenere in parte una propria autonomia. Invece nell’opera La filosofia del denaro, egli, affronta il problema del valore, che dipende non dallo sforzo produttivo effettuato ma dal valore che l’uomo gli attribuisce. Simmel ha anche analizzato il fenomeno del comportamento blasè, che consiste nell’atteggiamento di riserbo adottato da un individuo che sviluppa una sfera personale intoccabile. In questo modo l’individuo blasè controlla le sue emozioni, sia piacevoli che spiacevoli, e impara a reprimersi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale del pensiero di Marx?
  2. Il concetto centrale del pensiero di Marx è il materialismo storico, che sostiene che ogni fenomeno storico è legato alla struttura produttiva e alle sue manifestazioni, influenzando le concezioni ideologiche e il ruolo sociale degli individui.

  3. Come si differenziano la struttura e la sovrastruttura nel pensiero di Marx?
  4. Nel pensiero di Marx, la struttura è legata alla produzione, mentre la sovrastruttura rappresenta il pensiero condizionato dalla prima. Entrambi i livelli sono determinati dalle basi materiali della società.

  5. Qual è il contributo di Durkheim alla sociologia?
  6. Durkheim è considerato il fondatore della sociologia come disciplina autonoma e ha messo in evidenza concetti come anomia, cultura e solidarietà, analizzando l'impatto del capitalismo sulla coesione sociale.

  7. Quali sono i tre tipi di suicidio identificati da Durkheim?
  8. Durkheim identifica tre tipi di suicidio: egoistico, quando prevale l'individualismo; altruistico, in società con solidarietà meccanica; e anomico, tipico delle società moderne in cui lo sviluppo economico crea illusioni di raggiungibilità.

  9. Qual è l'approccio di Weber all'azione sociale?
  10. Weber analizza l'azione sociale focalizzandosi sull'agire umano e sulla razionalità rispetto agli scopi, sostenendo la necessità di separare descrizione e giudizi di valore nella ricerca sociale.

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