Concetti Chiave

  • Weber distingue il potere in tre tipi: legale, tradizionale e carismatico, con un'attenzione sull'iperburocratizzazione come rischio moderno.
  • Il potere ierocratico, secondo Weber, si basa sulla sacralità delle autorità e delle regole, coinvolgendo principalmente i fedeli.
  • Marx non ha formulato una teoria esplicita del potere, considerando l'economia come la base della società e il potere un elemento implicito.
  • Gramsci sottolinea l'importanza dell'educazione per modificare i rapporti di egemonia e promuovere una coscienza critica tra le masse.
  • La cultura popolare, secondo Gramsci, consente l'emergere di subculture, sfidando la cultura egemonica e illustrando l'interazione tra culture globali e locali.

Secondo Weber il potere si divide in :

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Per Il gruppo ierocratico ( iero = sacro), è fondato sulla sacralitá delle autoritá e delle regole. Il potere ierocratico dice Weber riguarda i fedeli, non riguarda necessariamente la collocazione territoriale.

Marx

L'importanza dell'istruzione secondo Marx

Pensatore all'interno della comunità marxiana, ma si rende conto che il discorso sul potere (che lui chiama egemonia) è un discorso molto importante che non può essere liquidato solo con il discorso dell'ideologia e della falsa coscienza.

Se noi vogliamo modificare i rapporti di egemonia noi dobbiamo educare le masse. L'istruzione diventa un metodo importantissimo per modificare i rapporti egemonici. Non possiamo disinteressarci dell'elemento sovrastrutturale, perché una classe educata passa da classe in se a classe per se e sviluppa una coscienza critica.

La rivalutazione della cultura popolare

Si ha così una rivalutazione della cultura popolare, che diventa la chiave di lettura dove possono emergere le differenze e l'emergere di subculture , prova evidente che non c'è più una concezione della cultura egemonica che dall'alto scende verso il basso.
Oggigiorno in Oriente il rapporto tra culture locali e influssi occidentali è un costante esempio dell'incontro- scontro cultura globale/culture locali.

Quando Gramsci parla di globalizzazione lui si riferisce alla cultura europea, che a quel periodo era ancora dominante.

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